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«La situazione è preoccupante, le strutture sono state indebolite e all’orizzonte non c’è alcuna programmazione». La Cgil entra a piedi uniti nel dibattito sul futuro degli ospedali di Mirano, Dolo e Noale, puntando il dito contro l’attuale gestione e facendosi portavoce del malcontento di molti lavoratori.

«Dal 2011 è stata adottata una politica di tagli lineari – spiega Sergio Chiloiro, segretario provinciale Cgil Funzione Pubblica – ma senza alcun progetto di riorganizzazione condiviso con i rappresentanti sindacali».

E via con una cascata di esempi:

«Si taglia sui farmaci e sugli strumenti diagnostici, mentre la formazione è stata praticamente eliminata – aggiunge Marco Busato, segreteria Cgil con delega al territorio -. Non si acquistano più beni e servizi, talvolta i lavoratori hanno a che fare con strumenti obsoleti e strutture non a norma».

Più volte la direzione dell’Asl ha rimarcato il sotto-finanziamento regionale dell’Asl 13 rispetto a tutte le altre Aziende sanitarie, ma per i sindacati

«manca un piano a lungo termine – attaccano Chiloiro e Busato – da tempo noi chiediamo un tavolo di confronto che non c’è mai stato».

E i malumori del personale sanitario ora sembrano evidenti:

«C’è un clima di sofferenza e i lavoratori spesso sono demotivati. Non chiedono aumenti contrattuali o passaggi di livello ma si lamentano perché spesso si lavora male. Nei periodi di ferie, malattie o maternità in molti reparti è difficile coprire tutte le fasce orarie e organizzare i turni. Da quando è stata intrapresa la strada del risanamento finanziario, c’è stato pure un abbassamento della qualità dell’ente».

Ma esiste una ricetta per far di necessità virtù?

«Proprio in un periodo di crisi diventa necessario delineare una strategia che coinvolga il personale – si legge in una nota poi diffusa dal sindacato -, lo scorso giugno abbiamo proposto una riorganizzazione che riteniamo ancora valida e positiva».

Quale? Unificare i doppioni di alcune specialità presenti sia a Dolo sia a Mirano, così si riducono i costi e si rende il servizio più efficiente.

 

Gazzettino – Salzano, Eternit, ora i comitati sono due

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14

ott

2012

SALZANO – Assemblea contro l’ampliamento della Cosmo di Noale

SALZANO – «Vogliamo garanzie per la nostra salute». Questo l’appello lanciato l’altra sera, in un oratorio di Robegano gremito, dai due comitati che stanno lottando contro l’ipotesi di ampliamento dell’azienda Cosmo e che dovrebbe portare al trattamento del terreno inquinato dall’Eternit. Dopo il comitato di Robegano si è costituito anche quello di Noale, in quanto l’impianto di via Mestrina dista due chilometri anche da lì. In sala è salita più volte la tensione, con la richiesta di certezze sul diniego contro l’arrivo dell’autorizzazione per il trattamento dell’Eternit, cioè cemento-amianto. Il vicesindaco di Noale, Sergio Vallotto, ha precisato come sia in fase di approvazione dalla giunta noalese una delibera nella quale verrà vietata questa pericolosa lavorazione. Il vicesindaco di Salzano, Sara Baruzzo, ha poi ribadito come le preoccupazioni del comitato sono condivisibili anche dall’amministrazione comunale salzanese: «Siamo anche noi in attesa delle risposte alle richieste di chiarimenti presentate agli organi tecnici». Il presidente dell’Adico Carlo Garofolini ha infine ribadito la necessità di dare risposte chiare e precise alle istanze dei cittadini.
Luigi Bortolato

 

NOALE – Ci sono voluti più di tre anni, ma adesso è arrivato il via ai lavori. E quello di Noale sarà il primo impianto fotovoltaico costruito su una discarica in Italia.
Dopo tre anni di richieste, pareri, autorizzazioni preventive, valutazioni di impatto ambientale e previsioni di produzione energetica, si è finalmente concluso l’iter burocratico con l’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio dell’impianto fotovoltaico. La Regione Veneto infatti ha approvato la delibera relativa all’impianto di Noale ed ora Veritas procederà all’installazione dei pannelli solari, producendo energia pulita per un fabbisogno di circa 350 famiglie e con una potenza di 1 Megawatt. «Siamo soddisfatti che la domanda di inserimento nella graduatoria del Gestore Servizi Energetici sia stata accolta e, con essa, il relativo finanziamento – dichiara il sindaco di Noale, Michele Celeghin -. Già altri Comuni d’Italia ci hanno tutta la documentazione di questo progetto-pilota». «È stata una corsa contro il tempo – dichiara l’assessore all’ambiente Renato Damiani – per poter inserire la domanda nel quinto “Conto energia” ed avere i finanziamenti già da quest’anno. Ringrazio la Regione del Veneto per la sensibilità dimostrata verso questo progetto che mira alla riconversione di aree inquinate per portarle ad essere utilizzate nella produzione di energia pulita». Ora Veritas Energia procederà all’appalto dei lavori per la costruzione dell’impianto fotovoltaico e dell’impianto di connessione alla rete elettrica nel Comune di Noale.

 

 

Chicchi grossi come noci hanno colpito le colture orticole

Raffiche di vento a 44 chilometri orari. Caduti 343 millimetri di pioggia in un’ora

MIRANO. Ancora grandine su Miranese e Riviera, dove a piegarsi è stata ancora una volta l’agricoltura, già in ginocchio a causa dei fenomeni intensi delle scorse settimane.         Ieri all’ora di pranzo un nuovo violento temporale si è abbattuto nell’entroterra veneziano, poco dopo l’una, interessando le zone già colpite dal fortunale di due settimane fa. Raffiche di vento fino a 44 chilometri orari, poi una vera e propria bomba d’acqua con chicchi di grandine grossi come noci, fino a 3 centimetri di diametro in alcune zone. La stazione Meteosantangelo, a Sant’Angelo di Sala, ha rilevato un’intensità di precipitazioni pari a 343 millimetri di pioggia in un’ora. Gli esperti del centro meteo spiegano il fenomeno come un’improvvisa discesa di aria fredda dalle Alpi, che in pianura si è incuneata sotto a quella più calda presente da giorni. Un contrasto che ha generato nubi imponenti che hanno scaricato la loro potenza soprattutto tra le province di Padova, Venezia e Treviso. Il Miranese si è in pratica trovato al centro del ciclone. Vento, acqua e grandine hanno sferzato soprattutto Mirano, Noale, S. Maria di Sala, Scorzè e Martellago, senza particolari danni ma colpendo ancora una volta le colture già devastate dalla tromba d’aria del 22 giugno, soprattutto quelle orticole. È ancora presto per fare la conta dei danni, l’ennesima in questa stagione, dove a parte i temporali violenti si soffre ancora di problemi di siccità. L’acquazzone di ieri, intenso, ma per fortuna breve, ha anche creato qualche disagio in alcuni quartieri residenziali, con strade, scantinati e sottopassi allagati, ma la situazione è tornata velocemente alla normalità.       In Riviera la forte grandinata ha colpito i comuni di Mira, Pianiga, Dolo e Fiesso. In particolare le colture di mais e i vigneti nella zona di Dolo e Camponogara. «L’area che è stata più colpita» spiega Fabio Livieri di Coldiretti, «è stata quella a cavallo con il Miranese. Stavolta è stato danneggiato il mais in fase di crescita avanzata a causa del gran caldo degli ultimi giorni e le produzioni di ortaggi». Non si sono registrati in Riviera danni ad abitazioni o cose. I pompieri della caserma di Mira non hanno registrato chiamate di soccorso. Il gran vento ha fatto volare qualche grosso ramo d’alberi sulla provinciale 14 tra Dolo e Piove di Sacco. A Pianiga sono volati cartelloni pubblicitari di metallo in mezzo alla strada.

Filippo De Gaspari – Alessando Abbadir

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Nuova Venezia – Riviera, “Interventi bloccati dai tagli”

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15

giu

2012

 

L’ex commissario Carraro: «Realizzato solo il 25% del programma»

MIRA. «Molto si è fatto ma degli interventi che avevo programmato dal 2007 in poi è stato realizzato solo il 25 % anche in Riviera del Brenta». A dirlo è MarianoCarraro l’ex commissario straordinario agli allagamenti che per quattro anni si è occupato soprattutto in provincia di Venezia a dare risposte per risistemare un territorio che dal 2007 in poi (l’evento maggiore è del settembre di quell’anno) aveva mostrato gravi squilibri nell’assetto idrogeologico con tracimazioni e danni per migliaia di famiglie.           «A Mira e Dolo, ma anche a Campagna Lupia Campolongo e Camponogara, Fiesso e nel Miranese in realtà come Santa Maria di Sala e Mirano, Noale e Scorzè» spiega l’ex commissario Mariano Carraro «ho cercato di far attivare tutti i fondi a disposizione per realizzare interventi idraulici come il risezionamento di canali, la realizzazione di aree di golenaggio, l’installazione di nuove pompe idrovore, vasche di laminazione e la realizzazioni di nuove botti sifone. Come commissariato agli allagamenti abbiamo risarcito in parte i danni subiti da molte famiglie. I fondi che maggiormente sono stati utilizzati sono quelli destinati dalla Legge Speciale per Venezia, fondi finalizzati al disinquinamento della laguna. Tutto questo è in parte servito anche in questa occasione per mitigare i danni del maltempo e del nubifragio visto che senza questi interventi si sarebbero ripetuti i danni del 2007».        Carraro però lancia un monito a Comuni e Consorzi di bonifica. «Dal 2008 in poi a causa della crisi economica i lavori in programma per la sistemazione idraulica del comprensorio di Riviera e Miranese in molti casi non sono più partiti» conclude Carraro «perché risorse non ce ne erano più.        Si deve capire invece che questi lavori vanno completati altrimenti i danni che produrranno i mancati interventi saranno maggiori dei supposti risparmi».

(a.ab.)

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