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Gazzettino – Mirano, Frazioni soffocate dal traffico

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2

nov

2012

MIRANO – Il comitato “Viabilità sicura”: «Pericoli continui e inquinamento»

Vetrego e Scaltenigo chiedono interventi per mettere in sicurezza le strade

SMOG – Con il casello di Vetrego aumentato il traffico pesante

Assenza di una pista ciclabile, passaggi pedonali pericolosi, pesante inquinamento e preoccupazione per il progetto dell’elettrodotto Terna. Il comitato “Viabilità sicura”, uno dei più attivi e consistenti del territorio, nei giorni scorsi ha incontrato la Giunta Pavanello per rimarcare i problemi dell’area sud di Mirano, quella su cui si affaccia il casello autostradale.
Chiusa la questione della zona nord con la conferma dei sensi unici attorno all’ospedale, il dibattito sulla viabilità torna ad accendersi coinvolgendo le frazioni di Vetrego e Scaltenigo. Erano una cinquantina i cittadini che hanno partecipato alla riunione, molto sentita e con vari punti all’ordine del giorno. Innanzitutto l’assenza di una pista ciclabile sulla provinciale Scaltenigo-Mirano: i residenti la chiedono da vent’anni e il progetto venne inserito nell’elenco di opere complementari al Passante, ma ottenere i 19 milioni di euro promessi dalla Regione sembra diventata un’impresa ardua. Il tema della sicurezza sulle strade abbraccia poi un altro problema, quello degli attraversamenti per i pedoni. «Non ci sono strisce pedonali in strade molto trafficate come via Ballò, via Scaltenigo e via Caltana, davanti all’unico supermercato della zona – sottolineano i residenti -. E nelle altre dove ci sono, non sono segnalate adeguatamente: chiediamo illuminazione mirata ed eventuali dissuasori sopraelevati». Il dibattito si è poi focalizzato su un punto critico come la via Porara-Vetrego che conduce al casello autostradale. «La situazione è invivibile – sbotta il comitato -. Chiediamo un capillare controllo delle emissioni inquinanti con dati disponibili al pubblico e magari un divieto d’accesso ai mezzi pesanti». In chiusura si è parlato del progetto Terna: la prossima realizzazione di una sottostazione in via Taglio preoccupa non poco i miranesi, e la Giunta ha garantito che continuerà a sollecitare Terna affinchè la linea nasca interrata e non aerea. La partita è aperta ed entro fine anno ci saranno importanti sviluppi, ma i residenti sono già pronti ad alzare le barricate.

 

Consiglio Comunale martedì 30 ottobre alle ore 17, in seconda convocazione. Un Consiglio che procederà all’approvazione dei verbali delle sedute del 18 settembre e del 25 settembre e si occuperà del prelevamento dal fondo di riserva da parte della Giunta Comunale in data 27 settembre oltre alle modifiche del regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale. All’ordine del giorno anche due interrogazioni presentate dal consigliere comunale Giorgio Gei riguardanti Il “Patrimonio dell’ASL 13 in Comune di Dolo” e la “Riapertura del casello di Roncoduro”. (L.Per.)

 

La società autostradale accusata di non risolvere il problema dei “furbetti” «Le nostre strade sono intasate e da tre anni riceviamo solo promesse»

VETREGO. Vetrego dissotterra l’ascia di guerra. Passati tre anni il nodo del traffico al casello autostradale non è stato ancora risolto.

I furbetti, anzi, più se ne parla, più aumentano e per gli abitanti la misura è ormai colma. Arrivano in contemporanea due iniziative per dire basta a tornello e code con l’autunno che si preannuncia bollente sul fronte della protesta. Dell’odioso “giro di rotonda” effettuato da molti per pagare meno ai caselli successivi, sfruttando così il tratto liberalizzato, si parla da anni: tante promesse e resta tutto com’è.

Nasce ora il Comitato per la salute dei cittadini residenti nella zona del casello Dolo-Mirano e parte un vero e proprio boicottaggio della Cav, la società che gestisce l’autostrada.

«Questo comitato», spiega uno degli aderenti Enzo De Lorenzi, «promuoverà una serie di iniziative volte a creare una cattiva immagine della società che gestisce il tratto Dolo-Mestre e sarà così finché non verrà risolto il problema e reso equo il costo dei caselli Dolo-Oriago-Mestre». Ad aderire ci sono anche molti automobilisti. Uno di loro, ma è solo l’ultimo, testimonia così l’odissea vissuta appena un mese fa: «Verso le 18.30, tornando da Padova, sono uscito a Vetrego, senza telepass: ho impiegato 15 minuti a passare il casello a causa della coda. La storia è sempre la stessa: il grosso dei veicoli in uscita rientra dopo il giro in rotatoria per pagare meno al prossimo svincolo. Sono tre anni che Cav e Anas conoscono il problema e tutti aspettano da loro decisioni che non arrivano. Chiediamo al sindaco di Mirano di intervenire presso questi enti per chiedere la riduzione del costo del ticket e uniformare Vetrego, Oriago e Villabona, in attesa dello spostamento di quest’ultimo, se mai si farà».

Il comitato chiede di evitare ai residenti l’inquinamento da scarico delle auto in coda e nel contempo ridurre i costi ai pendolari che in piena crisi e con l’aumento dei carburanti subiscono un’ingiusta penalizzazione. Poco dopo la rotonda, in centro a Vetrego, il comitato dei pensionati e casalinghe, già attivo da tempo in paese, lancia il suo ultimatum: «Superato il limite della sopportazione, ci prepariamo a organizzare una manifestazione di tutto il paese sulla rotonda per dire basta alle code e al tornello».

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MARTELLAGO – L’Anas rispetterà gli accordi sul casello di Martellago-Scorzè, mentre le ruspe, a cavallo del fiume Dese, potrebbero essere al lavoro per fine anno. Questo quanto emerso ieri nell’incontro fra i sindaci di Martellago e Scorzè, Giovanni Brunello e Giovanni Battista Mestriner e il capo del compartimento di Anas del Veneto Eutimio Mucilli. Riunione servita per prendere i contatti con Anas, che ha in capo l’opera dopo l’uscita del commissario Silvano Vernizzi lo scorso 31 maggio. Dunque, sì alle rotonde (su via Canove, via Ponte Nuovo e via San Paolo) ma anche alla complanarina lungo l’autostrada, che collegherà via Moglianese al casello, e alle opere di mitigazione ambientale. Questi ultimi due interventi sono inseriti nel progetto definitivo ma non in quello esecutivo, perché il mandato di Vernizzi stava per scadere e l’iter doveva andare avanti. Anas, però, ha preso l’impegno di portare avanti il lavoro fatto nei mesi scorsi, mentre i sindaci hanno chiesto che tutto il pacchetto di opere sia pronto per l’apertura al traffico del casello, prevista nel 2014. E fra queste, c’è anche la tangenziale nord di Martellago, lunga cinque chilometri e mezzo e che unirà la Castellana (zona Kelemata) al casello. Questo su lato est. A ovest, invece, per arrivarci sarà costruita una bretella sempre dalla Castellana (via Boschi). Le parti si rivedranno ancora, perché ci sarà da decidere il cronoprogramma e stabilire le procedure. Date su quando ci sarà la posa della prima pietra del casello, ancora non ce ne sono ma resta probabile l’avvio entro i prossimi tre mesi. Intanto si sta facendo la bonifica bellica nel territorio di Scorzè. «Abbiamo trovato disponibilità da parte di Mucilli», osserva Giovanni Brunello, «e non ci sarà alcun ripensamento su quanto stabilito. Abbiamo chiesto che la rotonda di via Canove sia ridotta nelle dimensioni perché troppo grande. Nell’accordo siglato mesi fa, ci sono 2 milioni e 700 mila euro per la complanarina e altri 2 milioni per le mitigazioni. Tutto è inserito in legge obiettivo». Soddisfatto anche il suo collega di Scorzè Giovanni Battista Mestriner. «Era importante riprendere i contatti operativi con Anas dopo l’uscita del commissario», spiega, «e l’impressione è stata buona. La procedura del casello va avanti: ora dovremmo attaccarci anche la complanarina e le mitigazioni ambientali».

Alessandro Ragazzo

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E Martellago rilancia: ridurre la rotatoria su via Ca’ Nove

Gli impegni e le opere complementari del nuovo casello concordati con Vernizzi sono confermati e per fine anno via alle ruspe. I sindaci di Martellago, Brunello, e Scorzè, Mestriner, sono usciti soddisfatti dall’incontro di ieri con Eutimio Mucilli, capo compartimento Anas Veneto, che a luglio, «cessato» Vernizzi da Commissario al Passante, ha ereditato la competenza sull’opera.
Un faccia a faccia chiesto dai per «riprendere i contatti operativi con il nuovo interlocutore» spiega Mestriner, e per avere lumi su modalità e tempi dell’opera e sul progetto esecutivo elaborato da Pdm, dove mancano alcuni punti concertati dai due Comuni con il Commissario nell’accordo di febbraio: la mitigazione ambientale aggiuntiva verso Cappella e via Mezzaluna e la complanarina Moglianese-casello.
«Mucilli ci ha garantito che anche questi, come tutti gli impegni assunti dal Commissario, sono confermati, e lo metterà nero su bianco. Mitigazione e complanarina sono nel progetto definitivo e con il costo previsto (2,5 e 2,7 milioni), ma essendo state aggiunte in extremis senza essere oggetto, come il resto, dell’avvio di procedimento per gli espropri, non sono state inserite nel progetto esecutivo per non rallentarlo, cosa che s’è potuta fare con le rotonde in più sulla tangenziale nord, che non comportano grosse modifiche. Seguiranno comunque un iter a parte, anche se più lungo, e saranno in Legge Obiettivo», aggiunge Brunello. «Il prossimo passo sarà specificare crono programma dei lavori e procedure: al casello andrà »attaccata” anche la complanarina e la mitigazione” chiarisce Mestriner che, come Brunello, ha ribadito la richiesta che tutto il «pacchetto» sia realizzato in contemporanea.
Intanto, le bonifiche belliche sono iniziate: per fine anno, come previsto, dovrebbero scattare i lavori. La prossima settimana i due sindaci incontreranno di nuovo Mucilli, e ci sarà anche Vernizzi, per entrare nel vivo di alcune questioni di tempistica (le immissioni in possesso dei terreni lungo la tangenziale nord vanno più a rilento) e tecniche: Brunello chiederà di ridurre l’enorme rotatoria su via Ca’ Nove.

Nicola De Rossi

 

MARTELLAGO. Giornata importante oggi per il casello di Cappella-Martellago. Nella sede dell’Anas i sindaci di Martellago e Scorzè discuteranno dell’opera con Eutimio Mucilli, capo del compartimento di Anas Veneto, subentrato al commissario Silvano Vernizzi. La riunione odierna diventa importante sia per capire lo stato del progetto (inizio lavori previsto fra fine 2012 e inizio 2013) sia per capire come si procederà con il cantiere. Nel frattempo, si sta facendo la bonifica bellica nel comune di Scorzè. All’opera sono interessati anche i cittadini di Peseggia, che nei giorni scorsi hanno incontrato l’assessore alla Viabilità della Provincia Emanuele Prataviera. In estate avevano raccolto 744 firme per mettere in sicurezza le strade attorno al paese e avevano fatto pure una marcia di protesta con la partecipazione di un centinaio di persone.

«Ca’ Corner» dice uno dei rappresentanti degli abitanti Renzo Michieletto «ci ha fatto sapere che molte nostre richieste sono già state avanzate dal Comune di Scorzè. Ci riferiamo, ad esempio, alla rotonda da inserire all’incrocio tra via Moglianese e via Volta, che dovrebbe sostituire il semaforo di via Verdi».

I cittadini hanno lasciato a Prataviera una lettera con le cose da fare. «Abbiamo trovato disponibilità» osserva Mirco Pizzato «ma abbiamo espresso i timori sulla mancanza di programmazione su alcune opere di mitigazione ambientale e di messa in sicurezza delle arterie di collegamento al casello». (a.rag.)

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MARTELLAGO-SCORZÈ – La richiesta: chiarire i tempi delle opere di mitigazione

Fuori progetto la “bretellina” di collegamento dalla Moglianese

Torna in primo piano il nuovo casello di Martellago-Scorzè, del quale peraltro sono già iniziati i lavori preliminari, con la bonifica bellica dei terreni presso il fiume Dese, dove sarà realizzata l’opera. I sindaci dei due Comuni interessati, rispettivamente Giovanni Brunello e Giovanni Battista Mestriner hanno ottenuto un incontro, stamane a Mestre, con Eutimio Mucilli, capo compartimento per il Veneto dell’Anas (e amministratore delegato di Cav), che da luglio, con la scadenza da commissario al Passante di Silvano Vernizzi, ha assunto la competenza dell’intervento e che sta soprintendendo al progetto esecutivo, curato dalla Pdm.
Alla base della richiesta dei sindaci, la necessità di essere informati su tempi e modalità di realizzazione del casello e soprattutto delle opere complementari e di mitigazione e di compensazione concordate, che i due primi cittadini chiedono di realizzare contestualmente alla barriera. In particolare, il Comune di Martellago vuole chiarezza sulla “complanarina”, la minibretella di collegamento dalla Moglianese al casello aggiunta in un secondo tempo con il protocollo d’intesa siglato con Vernizzi e con Scorzè, che non rientrava nel progetto definitivo e che non farà parte neanche dell’esecutivo.
Che questa opera complementare, non essendo partito alcun avvio di procedimento al riguardo, avrebbe richiesto una procedura a parte era risaputo, ma Brunello intende capire bene quale sarà il suo iter e, soprattutto, se sarà ricompresa, come tutto il resto, nella legge Obiettivo.

Nicola De Rossi

 

Nuova Venezia – Vetrego, “Traffico e pericoli continui”

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8

set

2012

MIRANO. «Quando le opere pubbliche sono calate dall’alto senza valutare l’impatto che creano nella realtà ambientale succede come con l’accesso all’autostrada a Vetrego: scelta infelice sotto tutti i punti di vista, che doveva essere provvisoria e invece è diventata definitiva». A parlare è il comitato Viabilità sicura di Scaltenigo, Ballò e Vetrego, dopo l’incidente occorso giorni fa in via San Silvestro a un tir che trasportava idrogeno compresso. «Una rotonda stretta e un sottopasso a imbuto sotto la ferrovia, nessuna piazzola di sosta e un traffico sproporzionato per quella realtà», prosegue il comitato, «se un mezzo deve per un attimo sostare prima di entrare in autostrada è costretto a fermarsi nel cortile dei residenti. E pensare che a Spinea, dove l’accesso all’autostrada è molto più confortevole e con possibilità di sosta, c’è il divieto d’accesso ai camion. A Mirano no, braccia aperte a traffico e inquinamento. Ogni giorno transitano in mezzo alle frazioni di Vetrego e Scaltenigo dai 50 mila ai 70 mila veicoli, provocando smog e disagi. Non basta un parco di collinette a ridosso del Passante in via Porara, servono barriere fonoassorbenti e fitte alberature lungo tutto il tracciato». (f.d.g.)

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Gazzettino – Via libera al casello di Santa Lucia

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5

set

2012

Il Presidente del Consiglio Monti sblocca l’opera: «È strategica per l’assetto viario dell’area»

Il presidente del consiglio sblocca il progetto del nuovo casello sull’A27 in zona Grave, dando il via libera alla realizzazione.
Il 30 luglio lLa presidenza del consiglio dei ministri ha emanato il decreto riguardante il nuovo casello. «Nella valutazione degli interessi pubblici presenti – si legge sul decreto – la realizzazione dell’opera, da attuarsi conformemente alle prescrizioni e richieste formulate dalle amministrazioni interessate, assume rilevanza primaria e strategica per i vantaggi della viabilità e per la riqualificazione dell’intera maglia infrastrutturale connessa». L’organo superiore dello Stato era stato chiamato a pronunciarsi sulla questione dalla provincia di Treviso che, nel marzo del 2011, aveva presentato istanza di remissione alla presidenza del consiglio dei ministri per il progetto del nuovo casello dopo che il parere negativo della Soprintendenza aveva bloccato l’iter della conferenza di servizi. Ora la Provincia riaprirà i termini per la realizzazione della viabilità complementare alla quale è subordinata la costruzione della nuova infrastruttura come prescritto anche dall’Anas.
Ora, con il via libera di Mario Monti, entro sessanta giorni la procedura dovrà essere perfezionata e l’iter per l’apertura del cantiere potrà così ripartire. A dare lo stop al progetto era stata la Soprintendenza un anno e mezzo fa. «La costruzione dello svincolo, con i suoi annessi e connessi – è il parere della Soprintendenza – comporterebbe un impatto rilevante con conseguente stravolgimento dei caratteri dell’area stessa e perdita della sua identità». Tuttavia il presidente provinciale Leonardo Muraro non si era lasciato scoraggiare. «Il casello è un’opera necessaria – ha sempre sostenuto Muraro – che tutto il territorio vuole da decenni». Comitati e gruppi di opposizione, che invece hanno contrastato sin dall’inizio il progetto, hanno sempre ritenuto che l’opera fosse funzionale all’apertura di una nuova cava in zona e a solo vantaggio dei cavatori.

Elisa Giraud

 

IL FRONTE DEL NO

Quattro ricorsi al Tar Veneto contro il cantiere da 14,7milioni

CONEGLIANO – (e.g.) Il nuovo casello sull’A27 è un’opera da 14,6 milioni di euro che pagherà la Provincia. Sul progetto pendono ben quattro ricorsi al Tar del Veneto per bloccarlo. Due sono stati presentati da privati e due dal Comitato per la tutela del paesaggio veneto che si è opposto alla costruzione di quello che considera un’opera inutile e devastante per il territorio. A sollevare il no della Soprintendenza che ha di fatto bloccato l’iter del progetto, la viabilità complementare al casello, in particolare la strada prevista lungo l’argine del Piave. La presidenza del consiglio ha dato invece parere opposto e favorevole.

 

MIRANO – Dopo il caso del camion carico di idrogeno che si è rovesciato in rotonda a Vetrego è polemica

MIRANO – Un camion carico di idrogeno si rovescia lasciando per quattro ore un’intera frazione con il fiato sospeso. A Vetrego se l’aspettavano: «Prima o poi doveva succedere, per fortuna la tragedia è stata solo sfiorata. Ma ora le istituzioni se ne dimenticheranno di nuovo» ripetono in coro molti residenti. Martedì pomeriggio un autoarticolato contenente dodici siluri di idrogeno compresso ha sbandato nella rotonda tra via Vetrego e via San Silvestro, a pochi passi dalla chiesa e dalla scuola elementare. Il pericolo-esplosione è stato scongiurato ma, come prevedibile, è di nuovo tempo di polemiche. «Ripetiamo da anni che quelle strade sono troppo strette per sopportare il traffico pesante, ma nessuno ci è mai venuto incontro» sbottano i residenti evacuati per una sera. Ma a rincarare la dose ci pensa anche e soprattutto il Comitato «Viabilità Sicura», attivo a Mirano da qualche decennio, che punta il dito contro il Passante: «Un’opera calata dall’alto senza valutare l’impatto nella realtà ambientale» si legge nella nota diffusa. A far infuriare i cittadini è soprattutto la collocazione del casello autostradale: «Doveva essere provvisoria, ora invece pare definitiva – attacca il comitato -. Una rotonda strettissima, un sottopasso a imbuto sotto la ferrovia, nessuna piazzola di sosta e un traffico sproporzionato. Se un camion deve fermarsi un attimo è costretto a sostare nei cortili dei residenti». Inevitabile anche un paragone con l’accesso autostradale di Spinea: «Molto più confortevole e con possibilità di sosta. A Mirano invece braccia aperte per traffico e inquinamento». Secondo le stime fatte dal comitato, quotidianamente nell’area del Passante all’altezza di Vetrego e Scaltenigo transitano in media 60mila veicoli provocando enormi quantità di inquinamento. Tra via Porara e il canale Taglio è stato creato un parco urbano di compensazione ambientale, ma non basta: «Servono altre barriere fonoassorbenti e fitte alberature lungo tutto il tracciato autostradale» ribadiscono i cittadini. (g.pip)

 

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