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MARTELLAGO – Pronta la replica del Comitato Pro Complanare all’assessore regionale Renato Chisso, che ha difeso il progetto del casello rispondendo a un’interrogazione del consigliere Pietrangelo Pettenò.

«Non possiamo fidarci. Sul progetto tutte le osservazioni dei cittadini che andavano verso una maggior tutela del territorio sono state ignorate deliberatamente, e le spiegazioni che avremmo dovuto avere dai tecnici della Regione sono state una difesa “sovietica” di scelte già fatte da assessore Chisso, Commissario e Comuni, che hanno anteposto campanilismi al bene collettivo»,

tuona il comitato. Che scende nei dettagli.

«Non risulta siano state sondate alternative per la localizzazione dell’opera che sorgerà nell’area del Dese di interesse naturalistico e a rischio idrogeologico. La verità è che interessi economici e politici vogliono far pagare ancora al territorio il conto di scelte senza scrupoli, travestite per sembrare il meglio»,

chiude il Comitato. (NDer)

 

Nuova Venezia – Martellago, Polemiche sul casello di Cappella

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

19

lug

2012

MARTELLAGO

Chisso replica a Pettenò (Fed.sin.): «Cambiare costerebbe troppo»

MARTELLAGO – Tutti gli enti della conferenza hanno dato parere favorevole il casello di Cappella-Martellago, il progetto sarà integrato dalla viabilità complementare, ci saranno interventi per mettere in sicurezza il fiume Dese e saranno garantite le opere di mitigazione. Questo, in sintesi, il concetto espresso dall’assessore veneto alla Mobilità Renato Chisso nella risposta scritta al consigliere regionale della Federazione della Sinistra Pietrangelo Pettenò sul cantiere, che dovrebbe partire entro la fine dell’anno.

Pettenò aveva chiesto se ci fossero altre alternative al progetto «devastante per il territorio» e proponeva di ascoltare le esigenze dei cittadini rivedendo il casello, che prevede due piazzali per servire altrettanti direzioni, collegati con un viadotto lungo 575 metri e alto 14. Invece Pettenò appoggiava l’ipotesi di ridurre l’estensione dell’opera, magari con un solo svincolo.

«L’idea del sottopasso del Passante, replica l’assessore regionale alla Mobilità al consigliere regionale della Federazione della Sinistra, «comporterebbe tratti in trincea e problemi al cantiere. Per fare un unico piazzale per il pagamento, si dovrebbe costruire un manufatto, solo per la viabilità ordinaria, per attraversare il Passante: questo significherebbe una spesa maggiore». Una risposta che sembra non bastare al consigliere regionale che preannuncia nuove iniziative contro il progetto.(a.rag.)

link articolo

 

 

LA NUOVA OPERA

A RISCHIO – La realizzazione del nuovo casello del Roncoduro è a rischio. Subirà dei pesanti ritardi

I primi numeri sul casello del Roncoduro, usciti in occasione della presentazione del progetto preliminare, parlavano di un’opera da compiere in poco più di tre anni, con costi pari ad 11,7 milioni di euro. Il progetto preliminare prevede la riapertura, all’altezza del preesistente casello Dolo- Mirano, di nuova barriera con possibilità di entrata ed uscita solo in direzione di Venezia. Piazzali per il pagamento del pedaggio, le rampe di ingresso e uscita autostradali, la modifica della rampa autostradale Mestre-Trieste ed i collegamenti della viabilità autostradale con la viabilità ordinaria esistente. Oltre a queste, si sarebbero dovute aggiungere, ormai il condizionale è più che mai d’obbligo, anche diverse «opere civili» ed impiantistiche sugli edifici di casello, sui manufatti idraulici che avrebbero dovuto assicurare la continuità della rete consortile esistente e opere di mitigazione con sistemazioni a verde, barriere antirumore e alberi schermanti. L’opera è stata concepita perché sia facilmente raggiungibile dalla ex SS11, conosciuta come Brentana, attraverso la già realizzata bretella ovest e la prevista est. Tutte opere che, nell’ottica dei sindaci Maddalena Gottardo e Massimo Calzavara, oltre che di Veneto Strade e Regione, sarebbero servite per rilanciare l’economia rivierasca e la mobilità dell’intera area. Adesso, con la decisione del governo centrale di non rinnovare le figure dei commissari straordinari, rischiano di vedere la luce con un pesante ritardo. Almeno stando alle considerazioni della sindaco di Dolo, Maddalena Gottardo.

(G.Dco.)

 

MIRANO – Interrogazione di Pettenò al Consiglio regionale

MIRANO – Il problema del traffico nell’area del casello di Mirano-Dolo è approdata nuovamente in Consiglio regionale: il consigliere Pietrangelo Pettenò (Federazione della Sinistra) ha presentando un’interrogazione chiedendo alla Giunta Zaia di dare risposte concrete ai cittadini del Miranese che da tre anni convivono con i disagi causati dalle migliaia di mezzi che escono e rientrano in autostrada per risparmiare sul pedaggio. «La situazione si è ulteriormente aggravata in quanto sempre più mezzi pesanti adottano questa manovra vantaggiosa», scrive Pettenò, che già un anno fa portò lo stesso problema in Consiglio. Allora la Giunta rispose che si trattava di una situazione transitoria. «È ora di trovare una soluzione definitiva che preveda tariffe congrue, risolvendo il problema del traffico a sud di Mirano e tutelando la salute dei cittadini di Vetrego costretti a subire una molte di traffico insostenibile» conclude.

(G.Pip)

 

Camion e auto che escono e rientrano in A4 per ridurre il pedaggio intasano le strade della frazione di Mirano

«Solo ora si rendono conto del problema dei camion? Noi ci conviviamo quotidianamente, da quattro anni». I residenti di Vetrego alzano la voce e puntano ancora una volta il dito contro la società Veneto Strade e i politici che a loro dire hanno devastato la frazione miranese. La questione del traffico nell’area del casello è tornata in auge nei giorni scorsi, visto che sempre più spesso anche i camion e non più solo le automobili fanno il classico giochetto di entrare e uscire dal casello per risparmiare: lo “sconto” per i veicoli a tre assi diretti da Mestre a Padova Est è di 3.20 euro, 1 euro invece che 4.20. Una volta i mezzi pesanti privilegiavano la tempistica, ora invece in condizioni di crisi si guarda prima di tutto alla convenienza. L’attenzione si è dunque spostata sui camion, ma a Vetrego strabuzzano gli occhi: «Noi del problema camion ce ne siamo accorti già quattro anni fa – sbotta Lina Casonato, una residente di via Porara -, ormai Vetrego non esiste più per nessuno. Adesso si parla dei tir come nuovi “furbetti”, ma i camionisti fanno il proprio interesse, noi non ce l’abbiamo con loro». La rabbia, infatti, è tutta contro le istituzioni: «La colpa è di chi ha creato questo sistema – prosegue la donna – ma alla fine ci andiamo di mezzo noi. Non viviamo più come prima, è un inferno». È stato perfino creato un comitato di casalinghe e pensionati, per far sentire la propria voce. «Eppure siamo stati abbandonati e dimenticati» esclama. Lina racconta come spesso e volentieri all’ora di punta sia quasi possibile uscire di casa: «Il tragitto da Vetrego e Mirano è di circa 3 km – spiega – sa quanto ci mettiamo noi, alle 8 del mattino o alle 6 di sera? Venticinque minuti».

 

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