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Gazzettino – Treni, prime risposte ai pendolari

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27

dic

2013

TRASPORTI – Le variazioni consentiranno di arrivare in centro storico entro le 6 e di poter ripartire dopo mezzanotte

Chisso incontra i sindaci e annuncia il ripristino di due corse “strategiche” sulla linea Portogruaro-Venezia

IN ANDATA – Corsa delle 4.13 da Portogruaro per arrivare al lavoro entro le 6

IN RITORNO – Bus da 50 posti alle 0.24 a Venezia e da metà gennaio di nuovo il treno

Treni, prima “manovra” sui nuovi orari

Nell’incontro con i sindaci l’assessore regionale Chisso ha annunciato alcune variazioni per accontentare i pendolari

Ci sono speranze per i pendolari della tratta Venezia Portogruaro che dal 15 dicembre “lottano” contro i disservizi del nuovo orario cadenzato. Le prove di dialogo della vigilia di Natale tra l’assessore regionale alla mobilità Renato Chisso, i tecnici di Trenitalia e alcuni amministratori dei Comuni della tratta ferroviaria potrebbero portare risposte positive ad alcune delle richieste dei pendolari. A chiedere l’incontro sono stati i sindaci di Quarto d’Altino e Marcon, Silvia Conte e Andrea Follini e con loro sono arrivati altri amministratori interessati a portare le istanze dei loro cittadini, tra i quali il sindaco di Meolo Michele Basso, di Fossalta Massimo Sensini, l’assessore del comune di San Donà, Francesca Zottis e il sindaco di Spinea, Silvano Checchin.

Uno alla volta sono stati toccati i disagi più importanti, valutando caso per caso le possibili soluzioni. Al termine dell’incontro, Chisso ne ha fatto un resoconto: «Stiamo verificando quali treni inserire in testa e in coda, in tarda serata e nelle prime ore del mattino. L’obiettivo sarà ritrovarsi nella seconda metà di gennaio per dare delle risposte concrete».

Non tutte le istanze potranno trovare un riscontro positivo: «Non possiamo dare risposta alle richieste dei singoli o di due turnisti – precisa Chisso – ma cercheremo soluzioni per le corse che coinvolgono almeno 20 persone. Posso però dire ai pendolari che stiamo lavorando alacremente per dare maggiore comfort e puntualità e che staremo tutti i giorni col fiato sul collo a Trenitalia».

Due le corse su cui è stato assicurato un rapido intervento. Sarà ripristinata quella delle 4,13 da Portogruaro che arriverà a Venezia alle 5,10, permettendo così ai turnisti di prendere le coincidenze e arrivare al lavoro per le 6. In fase di reintegro anche la corsa notturna delle 00.24 da Venezia, attualmente cancellata e sostituita con un bus da 20 persone. «Metteremo un autobus da 50 persone e da metà gennaio ci sarà nuovamente un treno» conclude Chisso.

Soddisfatti i sindaci che chiedono però di valutare soluzioni anche per i giorni festivi, i buchi di due ore e il problema del binario giardino. «È stato un incontro positivo ma aspettiamo i fatti – commentano Conte e Follini – Abbiamo finalmente colto l’interesse a risolvere la situazione, soprattutto per i disagi più gravi, e abbiamo messo sul piatto le richieste dei pendolari. Stiamo inoltre aspettando nuovi mezzi che da aprile potrebbero risolvere il problema dei ritardi e del sovraffollamento. Rimangono però aperte alcune questioni, come quella dei giorni festivi e prefestivi e di alcuni buchi in cui non passa nessun treno».

A gennaio i pendolari avranno risposte certe. «Abbiamo sottolineato l’importanza di aprire un tavolo sulla mobilità – aggiunge Silvia Conte – Concordiamo sul fatto che sia possibile cancellare le corse che non hanno utenza, nella logica però di arrivare ad avere un servizio efficiente».

 

IL SINDACATO CGIL – Anche i pensionati necessitano di servizi migliori

Anche la Segreteria della Lega Laguna Nord Est Spi Cgil di Venezia ha preso posizione relativamente al disagio derivante dal servizio ferroviario da e verso Venezia, in particolare per quanto riguarda le popolazione di Quarto d’Altino e Marcon, comuni che rientrano nella competenza territoriale della Lega dei pensionati.

«È un problema – scrive il sindacato in una nota – che si trascina da tempi lontani e che, invece di migliorare, peggiora. Colpisce i lavoratori giornalieri e turnisti, pendolari e studenti e i pensionati che devono muoversi verso il capoluogo di provincia o verso l’ospedale di Mestre, riferimento territoriale ospedaliero di competenza per i citati territori». La Lega Laguna Nord Est Spi Cgil sostiene la protesta della popolazione che chiede efficaci mezzi di trasporto pubblico, in particolare ferroviari.

 

E per i piccoli gruppi l’ipotesi car sharing

Trenitalia e Regione non potranno soddisfare tutte le richieste.

Il sindaco di Marcon Follini pensa ad auto “pubbliche”

La Regione e Trenitalia daranno risposte alle segnalazioni sulle corse oggetto di una richiesta di almeno venti utenti. Per i singoli o i piccoli gruppi che prima prendevano un treno e ora sono costretti ai salti mortali per arrivare in tempo ai luoghi di lavoro o all’università, sarà quindi necessario trovare un’altra soluzione che non li costringa ad utilizzare la loro auto e permetta di ridurre le spese.

«Non possiamo lasciarle sole e saremo noi Comuni ad occuparci delle loro situazioni» assicura il sindaco di Marcon Andrea Follini che poi propone una sorta di car-sharing.

Già nei giorni scorsi, spontaneamente, alcuni pendolari avevano iniziato ad organizzarsi per sopperire ai ritardi e alle soppressioni dei treni. A turno mettevano a disposizione l’auto e poi, per il ritorno, ci si arrangiava o ci si aspettava. Una soluzione tampone, spesso improvvisata alla stazione dopo aver scoperto la cancellazione di una corsa, che non può essere considerata definitiva senza un coordinamento del Comune.

«Potremmo valutare un reale car-sharing mettendo però a disposizione delle auto pubbliche – continua Follini – è una soluzione su cui dobbiamo ragionare e lavorare nelle prossime settimane».

Tra i casi specifichi da tenere sotto controllo, anche i disagi per i pendolari disabili. «A livello infrastrutturale abbiamo evidenziato il problema del cambio al binario giardino di Mestre che, nella prospettiva di un disabile che lavora a Venezia, non può e non deve essere considerata una soluzione definitiva» conclude Follini.

 

Zaia: dossier segreto che accusa Trenitalia. Contratto contestato.

Documentate pesanti inadempienze nella manutenzione

VENEZIA – Ritardi, soppressioni, guasti, carrozze roventi d’estate e gelide d’inverno, turni del personale non rispettati, carenza di macchinisti, manutenzione scadente dei convogli: c’è un dossier Trenitalia fitto di note dolenti sul tavolo di Luca Zaia e sembra preludere ad un passo clamoroso. A fronte delle gravi e ripetute inadempienze del servizio ferroviario, fonti di pesanti disagi per decine migliaia di pendolari, il governatore del Veneto medita una drastica revisione del contratto, convinto che l’attuale situazione sia inaccettabile. A farlo infuriare, in particolare, è stata una circostanza: twittando con alcuni utenti per tastare il polso della situazione, Zaia ha appreso che alle lettere di protesta dei pendolari Trenitalia replica puntualmente addossando le colpe alla Regione. In realtà quest’ultima – se si escludono le multe che si traducono in uno sconto sugli abbonamenti – ha ben pochi strumenti di pressione nei confronti di Trenitalia e Rfi. Nel contratto di servizio, l’amministrazione veneta pianifica e programma ma i suoi obiettivi sono condizionati dalla qualità tecnica delle prestazioni offerte. E qui casca malamente l’asino: in questa fase d’avvio dell’orario cadenzato – che avrebbe richiesto uno sforzo straordinario in termini di movimentazione dei materiali e di turni del personale – Trenitalia si è fatta trovare clamorosamente impreparata. Basti pensare che i vagoni e locomotori destinati ad entrare in servizio stanno ancora affluendo nelle stazioni e nei depositi. In particolare la manutenzione non ha rispettato i tempi di consegna e le carrozze, in molti casi, sono uscite dalle officine con la necessità di ulteriori revisioni. A soffrirne, in particolare, la linea Udine-Treviso e il nodo di Portogruaro sulla Venezia-Trieste, con soppressioni e composizioni ridotte (quattro vagoni nell’ora di punta invece di sei o sette) che hanno esasperato lavoratori e studenti. Il danno e la beffa: la Regione, attingendo a fondi propri, ha acquistato 22 elettrotreni ma il giorno dell’avvio il gelo ha bloccato anche i nuovissimi convogli Stadler: d’inverno in Francia e in Germania il 90% della flotta ferroviaria sosta in «ricoveri protetti», Trenitalia e Rfi però si sono ben guardati dal realizzare qualcosa del genere.

A pesare come un macigno è mancata la separazione tra rete e gestore (in Italia Rfi continua ad affidare le tratte alla “cugina” Trenitalia, tanto che il concorrente Ntv ha chiesto l’intervento dell’antitrust) che rappresenta una vera e propria barriera naturale all’ingresso di nuovi competitor interessati alla conquista di eventuali «lotti» del trasporto regionale. Vie d’uscita? Luca Zaia, assistito nell’occasione da Carlo Parmeggiani (il capufficio stampa di Palazzo Balbi ha diretto per anni le relazioni esterne di Trenitalia e vanta una competenza specifica) ha convocato i tecnici per riesaminare da cima a fondo la questione. Obiettivo: assumere le leve decisionali del sistema ferroviario («Non accetteremo più di essere i parafulmini degli errori altrui») e garantire finalmente un servizio all’altezza. Esempi in tal senso, anche vicinissimi, non mancano. In Lombardia, dove la Regione svolgeva un ruolo rilevante attraverso le Ferrovie Nord si è giunti alla fusione con Trenitalia ed è nata Trenord. In Emilia-Romagna si sono apparentate Trenitalia e Fer (Ferrovie Emilia Romagna). Anche il Veneto sembra orientato su questa strada e il ruolo di grimaldello sarà affidato a Sistemi Territoriali, la società controllata dalla Regione.

Filippo Tosatto

 

l’assessore ALLA MOBILITÀ RENATO chisso

«La fase critica è superata. Nel 2012 ritardi peggiori»

VENEZIA – Non si fermano le polemiche sul nuovo orario cadenzato dei treni regionali in Veneto. La Regione, per bocca del suo assessore alle Politiche della mobilità Renato Chisso, rivendica, fra le mille incertezze del nuovo servizio iniziato fra disagi e polemiche il 16 dicembre scorso, una maggiore puntualità complessiva dei treni tra 2012 e 2013. «Un primo dato certo stupirà di sicuro a fronte delle pagine d’inchiostro piene di recriminazioni» spiega Chisso «se guardiamo ai ritardi, con l’esclusione del 16 dicembre, questi sono stati inferiori a quelli riscontrati nelle medesime giornate dall’applicazione dell’aggiornamento orario del 2012. Solo che quest’anno è cambiato tutto, lo scorso anno si trattava di aggiustamenti relativamente marginali». Secondo i dati che la Direzione regionale passeggeri di Trenitalia ha trasmesso all’assessore, la puntualità entro i 5 minuti è stata dell’82,8%, nello stesso periodo del 2012 il tasso medio di puntualità era del 77,7%. Andando a guardare i dati relativi invece ai ritardi fino ai 10 minuti i treni veneti in questa settimana di dicembre si sono comportati ancora meglio: 92,2% di treni “in orario” quest’anno contro l’82,6% dell’anno scorso. E l’assessorato ringrazia e chiede che si continui a segnalare i disservizi per un migliore monitoraggio della situazione i disagi per i pendolari non si limitano a questo punto: sovraffollamento, mancate coincidenze e le difficoltà di adattamento degli orari lavorativi con quelli dei treni sono un problema che ancora colpisce a fondo e che per ora sembra non essersi risolto con il nuovo cadenzamento. Anche a questo però l’assessore risponde punto per punto. Circa le carenze strutturali del servizio, come ad esempio quelle sulle tratte Udine-Venezia via Treviso «si è in parte provveduto subito laddove questo è stato possibile, in parte si provvederà a mano a mano che saranno completate le forniture di nuovi e più capienti convogli, cosa che dovrebbe avvenire nel giro di tre-quattro mesi». Anche per quanto riguarda le segnalazioni di difficoltà di spostamento, di orari e di strutturazione del servizio la Regione rassicura sulla sua completa attenzione. «Eravamo pienamente consapevoli» continua Chisso «che il nuovo orario cadenzato avrebbe creato scompiglio, perché pressoché tutti gli utenti hanno dovuto cambiare abitudini. Ci aspettavamo proteste, ne attendiamo, ma soprattutto attendiamo suggerimenti e proposte per aggiustare ancora il tiro e ottimizzare il sistema». Chisso ribadisce “dalla prima linea del fuoco” la scelta di migliorare «dando un servizio del tutto innovativo ai pendolari del Veneto, rispetto al quale dobbiamo scindere le criticità che possono esserci e che stiamo già eliminando dalle inefficienze che dipendono da come Trenitalia lo sta realizzando. Questo – conclude l’assessore – è il sistema con cui ci troviamo attualmente ad operare. Sono convinto più che mai, e Trenitalia lo sa bene, che un fallimento del cadenzato non possa finire che con la rescissione del contratto di servizio».

Riccardo Sandre

 

Cgil: «Bene l’ascolto, ma ora le soluzioni»

VENEZIA «Siamo contenti che la fase critica si consideri superata ma ci aspettiamo un salto di qualità del servizio e una maggiore disponibilità di treni negli orari di punta per cominciare ad intravedere un futuro dignitoso del trasporto pubblico locale, anche ferroviario».

Queste le parole a caldo del segretario generale dalla Flit Cgil Ilario Simonaggio che la vicenda del cadenzamento la sta seguendo dall’inizio, anche attraverso una continua proposta di soluzioni e segnalazioni che non sempre sembra siano state recepite.

«Ora però» continua «è necessario passare dalla fase d’ascolto delle criticità a quella delle soluzioni, per presentare un servizio più attento ai bisogni con il nuovo anno».

E se il sindacato individua la richiesta di continuare a segnalare le criticità come la parte più convincente del comunicato regionale, le priorità da risolvere rimangono tante.

«Dagli orari e coincidenze sbagliate, alla insufficiente offerta negli orari di punta mattutini, sera, al sabato e festivi; dalla qualità a bordo a quella a terra ( informazioni, bus sostitutivi) passando per soppressioni, rotture di carico, coincidenze, integrazione gomma-ferro e biglietto unico. Adesso l’importante è che Rfi, Trenitalia e Regione si attivino per garantire un effettivo miglioramento del servizio dal nuovo anno».

Nel frattempo i pendolari affilano le loro armi e lanciano una nuova manifestazione a Venezia per il 14 gennaio prossimo a cui aderirà, tra gli altri, anche la Filt Cgil.

(r.s.)

 

Treni, i sindaci oggi da Chisso nuova protesta il 14 gennaio

Alle 12 a Veneto Strade l’assessore regionale riceverà gli amministratori della Venezia-Trieste

Simonaggio Filt Cgil: «Ci aspettiamo da subito i correttivi minimi che ci segnalano gli utenti» 

QUARTO D’ALTINO – I sindaci della linea Venezia-Portogruaro convocati dall’assessore Chisso sull’orario cadenzato. Così come avevano richiesto il giorno della protesta a palazzo Balbi, questa mattina, vigilia di Natale, alle 12, Silvia Conte, assieme ad una delegazione di primi cittadini del Veneto Orientale, assessori, amministratori della Riviera e del Miranese, sarà a Mestre, nella sede di Veneto Strade, dall’assessore regionale ai Trasporti, Renato Chisso.

«Vedremo cosa ci verrà detto questa mattina», spiega Silvia Conte, «i pendolari sono preoccupati, al massimo si riusciranno a tamponare le criticità maggiori, ma il tema aperto è quello di migliorare il servizio, le coincidenze, puntare sull’ intermodalità, la bigliettazione unica. Non si può risolvere oggi per domani.Vogliamo chiedere un cambio di rotta vero sul trasporto pubblico, speriamo che già domani (oggi ndr) si individuino soluzioni alle problematiche più urgenti: contiamo ci siano le risorse per qualche treno il sabato e la domenica e che si dia una risposta al problema della prima corsa del mattino: rimetterla all’orario di prima non comporta un aumento di costi, notturno era e notturno è». Conte poi, con il Codacons, sta vagliando se avviare una class action, se intentare un ricorso o un esposto alla Procura sui ritardi dei treni.

«Più che per fare proposte che abbiamo già avanzato, così come abbiamo segnalato i disagi», spiega il presidente della Conferenza dei sindaci e primo cittadino di San Donà, Andrea Cereser, «noi andiamo lì per ascoltare ciò che la Regione ci deve dire, ossia le soluzioni».

I sindaci, dunque, non cedono: si aspettano che Chisso spieghi le migliorie che metterà in campo per eliminare i disagi.

Sulla questione calda, interviene anche il segretario della Filt Cgil, Ilario Simonaggio: «Ci aspettiamo da subito almeno i correttivi minimi che ci segnalano gli utenti della linea. Bisogna adoperare la pausa delle festività per ripresentare il 7 gennaio il servizio sotto una condizione diversa, per tutto ciò che sarà necessario e possibile fare, in un tempo breve. Infine riteniamo che sia giunto il tempo di fare una analisi completa su tutte le mancanze ed inefficienze del servizio e della rete del trasporto pubblico locale. Se non suonasse amaro diremo che dopo l’insuccesso di questa settimana, difficile replicare in peggio, per cui si può davvero solo migliorare. Ma per farlo bisogna rivedere l’impianto ripristinando treni e orari in servizio sino al 14 dicembre scorso».

Venerdì si è svolto un volantinaggio tra i pendolari di Quarto d’Altino in stazione, i pendolari di Meolo stanno organizzando il car sharing. Ma soprattutto è in preparazione una nuova manifestazione a Venezia con marcia a Palazzo Balbi, contro l’orario cadenzato, alla quale la Cgil ha già dato la sua adesione, che si svolgerà il 14 gennaio.

Marta Artico

 

Nuovo orario, disguidi, ritardi: oggi incontro con l’assessore «Esposto contro Trenitalia e Regione se rimane il problema»

Incontreranno l’assessore regionale alla mobilità Renato Chisso per discutere eventuali modifiche al contestatissimo orario cadenzato del Veneto. Sono i sindaci dei comuni del Veneto, decisi a non siglare alcuna tregua, nemmeno il giorno della vigilia di Natale, al nuovo orario che sta causando innumerevoli disagi ai pendolari, turnisti in particolare. L’appuntamento è per oggi a mezzogiorno nella sede di Veneto Strade.

La conferma dell’incontro è arrivata al sindaco di Quarto d’Altino, Silvia Conte, capofila della protesta, che ieri in fretta e furia ha diramato l’invito a tutti i sindaci a vario titolo coinvolti nei disagi degli ultimi giorni. «Siamo fiduciosi, speriamo che si possa trovare un punto di accordo e per i problemi conclamati si possa trovare una soluzione», ha spiegato Silvia Conte, «oltre ai disguidi legati a ritardi e disservizi vari è innegabile che con un orario del genere alcune persone facciano veramente difficoltà ad andare a lavoro. O lo perdono o saranno costretti a trovare sistemi di trasporto alternativi, più costosi non solo in termini economici ma anche in termini di qualità della vita».

Un incontro cruciale quello di oggi, dunque, rispetto alla possibilità o meno di presentare un esposto contro la Regione o Trenitalia. «È un’ipotesi concreta», continua la sindaca, «stiamo raccogliendo tutte le informazioni necessarie con le altre amministrazioni e i comitati dei pendolari per essere il più esaustivi possibile rispetto alle problematiche e i disservizi che impone questo nuovo orario. Quando avremo tutti gli elementi in mano, valuteremo se presentare questo esposto contro Trenitalia o la Regione. Ma speriamo ancora che quest’incontro possa dare i risultati attesi».

Non solo correzioni significative al nuovo orario: all’incontro con l’assessore verrà anche chiesta l’istituzione di un tavolo permanente della mobilità nella quale vengano coinvolte non solo le amministrazioni locali ma anche gli utenti finali e i rappresentanti dei lavoratori, in modo che la programmazione del trasporto su rotaia e su gomma venga modulato sulle reali necessità dei pendolari.

«Le statistiche confermano che un quarto della popolazione si muove con il treno, un altro quarto lo farebbe se i treni ci fossero», conclude Conte, «ma bisogna lavorare per una programmazione seria, bisogna porsi nell’ottica di rispondere a un bisogno altrimenti il rischio è di buttare via risorse inutilmente”.

Intanto per il prossimo 14 gennaio è prevista un’altra manifestazione contro l’orario cadenzato: pendolari e sindaci si daranno appuntamento a Venezia e in un piccolo corteo andranno a Palazzo Balbi, sede della Regione, per manifestare contro l’assenza di una programmazione seria nel trasporto pubblico. Ieri l’assessore Chisso, presente all’inaugurazione della nuova bretella di Casale, ha sollevato la Regione da qualsiasi responsabilità. «I primi giorni di prova del nuovo orario effettivamente sono stati un disastro. Ma una cosa è l’orario, un’altra è la sua gestione che è di Trenitalia. Per quanto riguarda l’orario stiamo lavorando sul suo adeguamento in un rapporto diretto con i sindaci e i singoli utenti. Non c’è nessuna colpa da parte della Regione».

Serena Gasparoni

 

L’albero in stazione con i desideri dei viaggiatori

I pendolari hanno allestito un provocatorio albero di Natale nella stazione dei treni di Oderzo: le decorazioni sono tutte lettere di lamentele e di invocazioni a Renato Chisso in veste di Babbo Natale.

«Voglio un treno delle 7 al mattino», si legge su un biglietto. «Perché devo pagare l’abbonamento intero quando ho la metà dei treni dell’anno scorso?», dice un altro biglietto. E ancora: «Babbo Natale vorrei che mio papà potesse tornare a casa un po’ prima. Voglio il treno delle 18.30 da Treviso», ma anche : «Pendolari, no sardine», o «Veneto mona, paga, tasi e va a pie».

C’è anche il biglietto che invoca i Forconi. Intanto i sindaci oggi, vigilia di Natale, vanno in pellegrinaggio da Chisso. «Chiediamo un giusto servizio», dice il sindaco di Oderzo Pietro Dalla Libera, «Noi sindaci siamo uniti: proponiamo all’assessore di adottare la proposta di orario fatta dai pendolari e che noi sindaci abbiamo condiviso. Al summit cercheremo di ottenere il massimo possibile. Va detto che l’orario cadenzato sembrava un’innovazione invece si è rivelato completamente insufficiente. Allora tanto vale lasciare tutto com’era, che non era ottimale, ma se il nuovo orario peggiora il servizio meglio tornare indietro. Bisogna prevedere corse in più, per un giusto servizio ai cittadini. Tutto sommato, era meglio prima», conclude il sindaco di Oderzo.

(Giuseppina Piovesana)

 

Comitiva di disabili intrappolata nel vagone

Stavano scendendo, il convoglio è ripartito: metà costretti a proseguire fino alla stazione successiva

Un gruppo di ragazzi disabili, accompagnati da alcuni educatori, è rimasto intrappolato in treno sabato scorso mentre tornava da una gita. Un episodio triste che ha lasciato sgomento tutte le famiglie dei ragazzi. Il fatto è accaduto alla stazione ferroviaria di Castelfranco Veneto. Il gruppo formato da 12 ragazzi disabili e sei educatori dell’associazione Farcela, costituita da famiglie con ragazzi disabili autistici e Down dell’area di Castelfranco Veneto e Montebelluna, era partito alla volta di Bassano del Grappa. Una visita ai mercatini di Natale per i giovani ragazzi con il proposito di comprare un regalo per i propri familiari. Dopo un tour tra i mercatini, il gruppo è salito sul treno di ritorno in partenza alle 18.25 dalla stazione di Bassano del Grappa. Arrivati a Castelfranco alle 18.44 è successo il fattaccio. I giovani accompagnati dagli educatori sono stati aiutati a scendere dal treno. La sosta però è stata troppo corta, non tutti sono riusciti a scendere dal convoglio in tempo. Anzi, uno dei ragazzi ha rischiato di rimanere incastrato quando le porte del treno si sono chiuse. Sono scesi solamente due educatori e sette ragazzi. Sono rimasti all’interno del treno invece cinque ragazzi e quattro educatori. Un episodio spiacevole che si sarebbe potuto risolvere subito. Gli educatori infatti hanno chiesto al capotreno di riaprire le porte, spiegando che i ragazzi sono disabili e che molti di loro hanno difficoltà motorie. Chiedendo dunque di poterli far scendere alla stazione di Castelfranco, com’era da programma. Di tutta risposta però il capotrenno ha tagliato corto dicendo che non si potevano riaprire le porte. «Fortunatamente noi educatori eravamo per metà con i ragazzi scesi e per metà con i ragazzi rimasti in treno», racconta Giada Marin, una delle educatrici al seguito del gruppo, «la cosa sconvolgente è che nel momento in cui abbiamo chiesto delle spiegazioni al capotreno, ci è stato risposto che dovevamo muoverci, che siamo stati troppo lenti. Tra l’altro i ragazzi del nostro gruppo sono persone con autismo, sindrome di Down, e alcuni hanno anche delle difficoltà motorie», prosegue l’accompagnatore, «Non abbiamo nemmeno ricevuto delle scuse, e alla nostra domanda sul cosa potevamo fare ci è stato risposto di scendere alla stazione successiva, Piombino Dese, e poi arrangiarci». Un episodio che ha lasciato l’amaro in bocca. «Noi educatori lavoriamo per l’autonomia dei nostri ragazzi», dice ancora Marin, «Molti di loro hanno le potenzialità per poter riuscire un giorno a spostarsi da soli con i mezzi pubblici e hanno il diritto di farlo, abbiamo il compito di accompagnare i genitori in queste spinte emancipative aiutandoli ad acquisire sempre maggiore fiducia nei loro figli e nello loro capacità.». «Vorrei anche aggiungere solo una frase al racconto», dice Stefano Busato, dell’associazione Farcela, «la civiltà di un popolo si misura da come tratta le minoranze più deboli».

Daniele Quarello

 

ORARI DA RIVEDERE – Sindaci e assessori del Veneto orientale illustreranno i problemi per i pendolari dovuti ai nuovi orari

TRASPORTI – L’assessore regionale farà il punto dei problemi della Portogruaro-Venezia

Pendolari, Chisso convoca i Comuni

SAN DONÀ – Chisso riceve tutti, anche se è la vigilia di Natale. Nuovo incontro sul tema dell’orario cadenzato tra amministrazioni comunali della linea Portogruaro-Venezia e l’assessore regionale ai Trasporti, stamane alle 12 nella sede di Veneto Strade a Mestre. Parteciperanno gli assessori alla Mobilità Francesca Zottis di San Donà e Ivo Simonella di Portogruaro, i sindaci Andrea Follini di Marcon e Silvia Conte di Quarto d’Altino.

«L’auspicio è trovare delle soluzioni alle principali criticità che tengano conto di richieste ed osservazioni dei Comitati dei pendolari» spiega Francesca Zottis.

Il sindaco Conte precisa di aver sollecitato la Regione per questo incontro e come tutte le amministrazioni locali siano allineate sul tema del cadenzamento: «Oltre ai ritardi il problema più grave è la mancanza di corse con fasce scoperte alla mattina e di sera. La fascia riservata alla manutenzione è dalle 11 alle 13,30, quando in altre regioni come la Lombardia è notturna, e ciò comporta dei ritardi sulle linee. Inoltre bisogna potenziare le fasce di punta, ancora sovraffollate e le coincidenze non ancora tarate bene».

«Sapevamo che il nuovo orario avrebbe creato scompiglio – precisa Chisso -. Quasi tutti i pendolari hanno dovuto cambiare abitudini. Ci aspettavamo proteste, ma soprattutto attendiamo suggerimenti e proposte per aggiustare ancora il tiro e ottimizzare il sistema. Inoltre dobbiamo scindere le criticità che possono esserci e che stiamo già eliminando dalle inefficienze che dipendono da come Trenitalia lo sta realizzando e dalle carenze di un sistema strutturale».

«Siamo contenti se la fase critica sia “superata” – commenta ironico di Ilario Simonaggio, segretario regionale della Filt Cgil -, se i rimedi siano stati attivati o lo siano in futuro. Sulle criticità c’è ormai una lunga lista, presentata da mesi. È necessario passare alla fase delle soluzioni per un servizio più attento ai bisogni con il nuovo anno». La Filt Cgil indica le priorità da risolvere: orari e coincidenze sbagliate; insufficiente offerta negli orari di punta mattutini, serali, al sabato e festivi; la qualità del servizio a bordo con sovraffollamento, le pulizie, il servizio a terra concernente informazioni, bus sostitutivi e obliteratrici.

D.D.Bor.

 

«La fase critica è superata. L’anno scorso era peggio»

I passeggeri invitati ancora a segnalare i disservizi

L’assessore veneto ai trasporti: «Se l’orario cadenzato dovesse fallire il contratto di servizio sarà rescisso»

Chisso, ultimatum a Trenitalia

VENEZIA – Nuovo orario cadenzato dei treni in Veneto, «la fase critica è superata». Lo dice l’assessore ai Trasporti, Renato Chisso. Che peraltro avvisa Trenitalia: se l’orario cadenzato dovesse fallire, il contratto sarà rescisso.

Il sindacato rilancia: «Ora ci aspettiamo un salto di qualità del servizio», dice la Filt Cgil.

Scettico il consigliere regionale del Pd e vice presidente della commissione Trasporti, Bruno Pigozzo: «Speriamo non sia solo un effetto momentaneo dovuto al calo di afflusso studentesco per le vacanze natalizie».

L’assessore Chisso continua a sollecitare suggerimenti, proposte, anche critiche. E puntualizza: «Dobbiamo scindere le criticità che possono esserci e che stiamo già eliminando dalle inefficienze che dipendono da come Trenitalia lo sta realizzando e dalle carenze di un sistema strutturale che, ai primi freddi, ferma convogli che viaggiano senza problemi in Russia e in Finlandia. Questo è il sistema con cui ci troviamo attualmente ad operare. Sono convinto più che mai, e Trenitalia lo sa bene, che un fallimento del cadenzato non possa finire che con la rescissione del contratto di servizio». Di più: «Un ritardo è gravissimo, un treno soppresso è difficilmente giustificabile. E questi fatti producono, a ricaduta, disfunzioni sui servizi che seguono. Per questo non devono esserci. Rispetto al cadenzamento – aggiunge Chisso – dobbiamo aggiustare il tiro su criticità “interne”, che si evidenziano di fronte al comportamento reale dei pendolari. Il nostro obiettivo è di dare un servizio migliore, non certo di fare un dispetto a chi viaggia in treno, anche perchè vogliamo attrarre nuovi utenti. Il tutto con le risorse che riusciamo a mettere in campo. Oggi, ad una settimana dall’avvio del nuovo orario, purtroppo inficiato oltre ogni pessimistica previsione dai guasti e dai ritardi della prima giornata lavorativa ordinaria di lunedì 16 dicembre, possiamo già trarre un primo bilancio, fatto su dati oggettivi e scevro da polemiche e prevenzioni».

Stando ai dati forniti dall’assessore, sul fronte dei ritardi, con l’esclusione del 16 dicembre, questi sono stati inferiori a quelli riscontrati nelle medesime giornate dall’applicazione dell’aggiornamento orario del 2012. «Solo che quest’anno – dice Chisso – è cambiato tutto, lo scorso anno si trattava di aggiustamenti relativamente marginali».

Un secondo dato riguarda le carenze “strutturali” riscontrate nel cadenzamento fin dal primo giorno, per l’inevitabile differenza tra previsione e risposta reale. A queste si è in parte provveduto – dice Chisso – e in parte si provvederà a mano a mano che saranno completate le forniture di nuovi e più capienti convogli, cosa che dovrebbe avvenire nel giro di tre/quattro mesi.

Quanto alle segnalazioni relative a difficoltà di spostamento in termini di orario e strutturazione del servizio, l’assessore assicura: «Stiamo lavorando giorno per giorno per aggiustare il sistema. L’invito è di continuare a segnalarci ogni anomalia, sia contingente come ritardi, sovraffollamento, soppressioni e altri disservizi (che ci serve per applicare le multe a Trenitalia per i disservizi contrattuali), sia di tipo appunto “organico” al progetto. Continueremo a monitorare l’operato di Trenitalia e sorvegliare la situazione di un trasporto che non va certo bene come dovrebbe e per quanto lo paghiamo».

 

Nuova Venezia – Treni pieni. Chisso promette piu’ vagoni .

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22

dic

2013

Chisso striglia Trenitalia: «Più vagoni»

L’assessore regionale dà una prima risposta ai pendolari. Il 24 dicembre alle 12 incontrerà i sindaci della provincia

VENEZIA «Abbiamo “strigliato” Trenitalia perché si desse da fare e, da oggi (ieri ndr), i treni regionali Udine – Venezia, via Treviso, avranno un maggior numero di vagoni, rimediando al constatato sovraffollamento di questi giorni dei convogli cadenzati attualmente in servizio lungo la linea». È l’assessore alle politiche della mobilità del Veneto, Renato Chisso, a dare la notizia, che sicuramente renderà felici i pendolari che ogni giorno da Mogliano piuttosto che da Castelfranco devono recarsi a Venezia. E che hanno in più occasioni, come i colleghi di altre tratte, segnalato il disagio. Un primo rimedio, dunque, arriva entro Natale. «In questo come in altri casi», ricorda l’assessore, «si è dovuto avviare il cadenzamento con materiale che non era quello che come Regione avevamo previsto. Deve, infatti, essere ancora completata la fornitura degli Stadler, ne mancano otto su venti, che in origine dovevano essere tutti disponibili ai primi di dicembre. Contiamo di metterli in linea a partire dalle prossime settimane. Ma mancano anche i nuovi Vivalto per i quali è impegnata Trenitalia. Li attendiamo e li sollecitiamo, perché vogliamo e dobbiamo risolvere tutti i problemi di questa natura, per ridare dignità ad un servizio che non è all’altezza né delle aspettaive né del corrispettivo economico che paghiamo». La Regione ammette che non tutto è andato come doveva. «Noi continuiamo a monitorare la situazione, incalzando Trenitalia alla quale stiamo letteralmente con il fiato sul collo per eliminare ogni criticità possibile, ricordando che una cosa è il sistema cadenzato, altra cosa è la gestione del servizio con i ritardi e le cancellazioni registrate in questi primi giorni e che non dovrebbero esserci mai». Le cose però, sembrano migliorare secondo Chisso: «Venerdì il 79 per cento dei treni regionali ha viaggiato senza ritardo o con ritardo contenuto entro i 5 minuti. È ancora poco, anzi pochissimo, ma tuttavia molto meglio del 59 per cento del venerdì successivo all’entrata in vigore del nuovo orario 2012, che di cambiamenti ne aveva pochi». Mentre arrivano le soluzioni per la tratta Venezia-Udine, l’assessore ha dato appuntamento – come promesso – ai sindaci per martedì prossimo, vigilia di Natale, nella sede di Veneto Strade per «rimediare ai problemi più gravi e avviare un tavolo permanente».

La comunicazione è arrivata al sindaco di Quarto, Silvia Conte, che sta contattando tutti gli amministratori della Conferenza dei sindaci del Veneto Orientale assieme ai colleghi della provincia. «Ci presenteremo», spiega Conte, «con una lista di difficoltà che sono quelle che l’assessorato regionale conosce, arricchite dai pendolari e con le soluzioni».

Prosegue: «Ricordo che con il Codacons, mi sto muovendo sia sul fronte delle difficoltà dei disabili, che su quello del danno economico derivato dai ritardi causati dal nuovo orario a chi arriva 15, 30 minuti in ritardo e potrebbe rischiare il posto».

«Speriamo che Babbo Natale martedì ci porti un bel dono», commenta Andrea Cereser, presidente della Conferenza dei sindaci, «erano problemi già prefigurati, speriamo che adesso questa prova non duri mesi. Noi le soluzioni le avevamo già anticipate. Questo orario cozza con l’idea di città metropolitana e di integrazione forte con Venezia e il resto del territorio, la scelta fatta invece va nella direzione opposta».

Marta Artico

 

stazione di marano

Rifondazione: «Corse cancellate di sabato»

MIRA. Saltano le corse del sabato mattina in direzione Padova dalla stazione di Marano di Mira sulla linea Padova – Venezia e scatta la protesta di Rifondazione Comunista che si fa portavoce del disagio . A denunciare la situazione è la segretaria di Rifondazione locale, Sabrina Vian.

«Il sabato», denuncia, «i clienti di Trenitalia che timbrano il cartellino alle 10 e che devono andare a lavorare a Padova (e sono decine) prendendo il treno alla stazione di Mira- Mirano (Marano), utilizzata ogni giorno da migliaia di persone (circa 900 solo in direzione Padova), sono costretti a prendere il convoglio delle 8.27, perché i treni delle 8.42, delle 8.57, delle 9.42, con il nuovo orario cadenzato, non effettuano servizio il sabato e i festivi. Nemmeno il treno delle 10.57 c’è più con il nuovo orario. Il primo treno utile, scorrendo il tabellone, lo si può prendere alle 11.12. Va detto poi che la stazione, nonostante sia utilizzata da tantissime persone, ha i bagni chiusi. La biglietteria è stata tolta, sostituita da poco da una automatica, che spesso si guasta». In alternativa, si offrono soluzioni con cambio di treno.

«Bisogna prendere il treno per Mestre»,spiega la Vian, «e dalla stazione di Mestre quello per Padova, con conseguente aggiunta di costi. Si obbligano così gli utenti a spendere 53,80 euro invece che 36,50, con disagi enormi negli orari e negli spostamenti».

(a.ab.)

 

«Il Bassano-Venezia deve fermare a Spinea»

Il sindaco Silvano Checchin lamenta la cancellazione della corsa delle 7,21 e propone la soluzione

SPINEA – Anche il sindaco di Spinea, Silvano Checchin, sarà nella sede di Veneto Strade, per manifestare il disagio che si trovano a subire i pendolari e chiedere all’assessore regionale un cambio di rotta sul “pasticcio” ferroviario di metà dicembre. Spinea si ritiene oltremodo penalizzata: ha perso corse e, soprattutto, pendolari, con buona pace di tutti i progetti della giunta di risolvere i guai del traffico su gomma in città anche attraverso la ferrovia. Venerdì sera, in Consiglio comunale, rispondendo a un’interrogazione sul tema presentata da Edmondo Piazzi, Checchin ha definito «assurdo» il nuovo orario cadenzato, «peggiorativo delle condizioni precedenti». Condanna senza appello dunque. Non va giù al sindaco la soppressione di una corsa mattutina nell’orario di punta:

«Ha lasciato a piedi cinquanta pendolari che faticosamente avevamo avvicinato al trasporto ferroviario», accusa Checchin, «e che ora avranno trovato altri sistemi per viaggiare».

Il sindaco lamenta in particolare la cancellazione della corsa delle 7.21, la più frequentata dai pendolari di Spinea. «Per mantenerla, o meglio riattivarla, ora c’è solamente un modo: far fermare a Spinea il treno regionale veloce da Bassano a Venezia».

Su questa ipotesi però Chisso si è già espresso: non se ne parla e non perché non ne voglia discutere a priori, ma perché un cambio del genere stravolgerebbe tutti gli orari e le coincidenze sulla tratta, ma soprattutto perché un regionale veloce che ferma in tutte le stazioni sarebbe un regionale e basta, mandano all’aria i tempi rapidi di percorrenza. L’unica concessione, per ora, sono stati due bus sostitutivi per Venezia: il primo giorno partiti vuoti, ora cominciano pian piano a essere utilizzati.

Ma l’obiettivo restano i treni. «Dieci minuti in più non cambiano nulla», protesta Checchin, «non sono tempi sostanziali di fronte alla perdita di oltre cinquanta pendolari e soprattutto dei disagi lamentati da chi continua a utilizzare il treno».

L’obiettivo è aggiungere non un treno, ma una fermata ai treni veloci che percorrono la Bassano-Venezia: quella di Spinea. Per avere più forza nelle sue richieste Checchin ha chiesto a maggioranza e opposizione in Consiglio di accompagnarlo con un consigliere ciascuno.

Filippo De Gaspari

 

a MEOLO nuova iniziativa

Car sharing per spostarsi rete solidale tra pendolari

MEOLO – Ancora presidi contro l’orario cadenzato nelle stazioni della linea Venezia-Portogruaro. Anche alla fermata di Meolo si è svolto un volantinaggio a cui hanno partecipato, con i pendolari, gli attivisti locali del Partito Democratico e di Sinistra Ecologia e Libertà.

Nel frattempo contro i disservizi del cadenzamento, i pendolari si stanno organizzando con il «car sharing». L’iniziativa spontanea si sta attivando a Meolo e nel Veneto Orientale. Parecchi pendolari, infatti, sono stati costretti a ripiegare sull’auto per andare a lavoro, considerata la mancanza dei treni per i turnisti, la carenza di collegamenti il sabato e la domenica e i frequenti ritardi. Perché, dunque, non sfruttare l’opportunità del «car sharing» così da andare in auto insieme e ridurre almeno un po’ l’aggravio dei costi per benzina e parcheggio?

«Abbiamo notato che si è attivata spontaneamente una rete di solidarietà tra utenti», spiega Giampiero Piovesan, segretario del Pd meolese. «Chi poteva metteva a disposizione degli altri la propria auto per raggiungere Mestre, Venezia o Quarto d’Altino. Si potrebbe organizzare una sorta di car sharing fra pendolari, quale possibile tampone iniziale al problema».

Per questo, durante i prossimi volantinaggi, sarà fornito un indirizzo e-mail apposito, per poter raccogliere dai pendolari le indicazioni sulle loro destinazioni, sugli orari di spostamento e l’eventuale disponibilità a offrire l’auto. Quindi le informazioni potranno essere messe a sistema attraverso un sito internet. Conclude Piovesan:

«Rimane purtroppo il problema di un servizio di trasporto indecente, che deve essere subito migliorato e corretto. Abbiamo aderito all’iniziativa del volantinaggio lanciata dal Comitato Pendolari. Purtroppo abbiamo assistito alla drammatica quotidianità dei pendolari. Venerdì una studentessa doveva recarsi a Bologna per un esame: il treno per Venezia era talmente in ritardo che si è messa a piangere per la disperazione».

Giovanni Monforte

 

Mattino di Padova – Un vagone in piu’ sul treno

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22

dic

2013

MATTINO

Chisso: «Ma non basta»

Dalla Regione una prima risposta ai disagi segnalati fra Conegliano e Venezia «A breve Trenitalia deve garantirci un servizio migliore». E Bottacin accusa Zaia

La Regione ha strigliato Trenitalia per i treni come “carri bestiame” che passano per Treviso, diretti a Venezia o a Udine. E il risultato si è visto ieri: un vagone in più, oltre ai convogli dell’orario cadenzato. La scorsa settimana i treni viaggiavano non con 5, come ieri, bensì con 6 vagoni, alcuni anche con 7. Ed ecco che pure ieri i convogli allungati sono stati presi comunque d’assalto: qualcuno è rimasto in piedi, altri sono rimasti a terra. Come è successo a Conegliano e a Treviso, nella mattinata. «Costringeremo Trenitalia ad ulteriori migliorie», assicura l’assessore Renato Chisso, «in questo come in altri casi si è dovuto partire con il cadenzamento con materiale che non era quello che, come Regione, avevamo previsto. Deve infatti essere ancora completata la fornitura degli Stadler (ne mancano otto su venti) che in origine dovevano essere tutti disponibili ai primi di dicembre. Contiamo di metterli in linea a partire dalle prossime settimane. Ma mancano anche i nuovi Vivalto per i quali è impegnata Trenitalia. Li attendiamo e li sollecitiamo, perché vogliamo e dobbiamo risolvere tutti i problemi di questa natura, per ridare dignità ad un servizio che non è all’altezza né delle aspettative né del corrispettivo economico che paghiamo». Chisso garantisce di portare a casa, subito dopo le feste, un risultato positivo anche per quanto riguarda nuovi treni da Venezia, la sera, per Treviso e Padova.

Ma i problemi da affrontare sono ancora parecchi, come segnala il sindacato Filt Cgil, che riporta, fra le altre testimonianze, quella di un viaggiatore di Montebelluna. «Alcuni anni fa la percorrenza mattutina si attestava nella migliore tratta del mattino Montebelluna-Castelfranco 6.44-7.01 Castelfranco- Vicenza Intercity 7.05-7.32, quindi 48 minuti. Dal 15 dicembre l’attuale traccia prevede Montebelluna- Castelfranco 6.14- 6.30, Castelfranco -Vicenza 7.07-7.48, ovvero 94 minuti».

Anche Diego Bottacin, consigliere regionale di Verso Nord, se la prende direttamente con il presidente Luca Zaia. «Zaia vuole il monopolio ferroviario, dice che così si risolverebbero i problemi. Dovrebbe ricordarsi che il servizio è regionalizzato da tredici anni e che finora non ha mosso un dito per modificarlo né da vice presidente, né da presidente. Ha precise responsabilità sullo stato di fatto».

 

Nuova Venezia – Treni, ritardi di un’ora e soppressioni

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21

dic

2013

orario cadenzato

Mattinata di caos ieri sulla tratta Venezia-Portogruaro per guasti sulla linea.

Volantinaggio a San Donà. Proteste a Quarto

QUARTO D’ALTINO – Ritardi fino a trequarti d’ora e soppressioni, ieri mattina, sulla linea ferroviaria Venezia-Portogruaro, nel giorno in cui i pendolari hanno attuato un volantinaggio alla stazione ferroviaria di San Donà. Un presidio che comitati e amministratori locali hanno intenzione di replicare anche nelle altre fermate della tratta per tenere alta l’attenzione sui problemi dell’orario cadenzato. Ieri i pendolari del Sandonatese e di Quarto d’Altino hanno vissuto un venerdì mattina da dimenticare, con ritardi e soppressioni in piena fascia di punta, che hanno avuto inizio, secondo quanto si è appreso, a causa di un guasto a un treno. I problemi sono iniziati poco prima delle 7, con un convoglio soppresso e ritardi che hanno coinvolto almeno altri tre convogli, con punte di quasi 45 minuti per il Regionale 11110 Portogruaro-Venezia. Le ripercussioni sono proseguite poi fino a mattinata inoltrata. Mentre si consumavano i disagi, un gruppo di volontari del Comitato Pendolari del Veneto Orientale ha attuato un volantinaggio alla stazione di San Donà, per invitare i viaggiatori a segnalare come l’orario cadenzato abbia inciso sulla loro vita lavorativa. Al presidio ha aderito l’amministrazione comunale di San Donà. A distribuire i volantini sono arrivati anche l’assessore ai trasporti Francesca Zottis e il consigliere comunale di maggioranza Daniele Terzariol, peraltro lui stesso pendolare.

«È evidente l’incapacità dell’assessore Chisso nel gestire la situazione, così come la scelta della giunta Zaia di puntare esclusivamente sulle infrastrutture stradali a discapito del trasporto locale», ha attaccato Terzariol, «per l’ennesima volta chiediamo a gran voce di essere ascoltati sia in qualità di amministratori, sia di pendolari. Una categoria, quest’ultima, per nulla tutelata nonostante i grandi proclami e le promesse che si sono susseguite negli anni».

Intanto ieri le organizzazioni sindacali regionali dei trasporti hanno incontrato i vertici della Direzione regionale passeggeri di Trenitalia per una prima verifica sull’andamento dell’orario. Trenitalia ha spiegato che, nonostante la complessità tecniche e le condizioni meteo legate al gelo, il sistema ha risposto positivamente alle modifiche introdotte.

«La società ha fatto presente che la situazione si sta stabilizzando con il dato positivo grazie al lavoro professionale e al tanto impegno della maggioranza dei ferrovieri», riferisce una nota della Filt Cgil, «si deve convenire sul fatto che sono stati incrementati i treni dal lunedì al venerdì di circa 200 al giorno. Questo nulla toglie alle criticità che abbiamo segnalato riguardo i treni del primo mattino, della sera e del sabato e domenica, che devono essere ripristinati».

In tal senso, l’impegno pattuito con la Regione è di lavorare su alcune possibili modifiche già da gennaio. Per questo la Filt Cgil invita a mandare segnalazioni mirate all’indirizzo istituito dalla Regione: nuovorariocadenzato@treniveneto.it

Giovanni Monforte

 

«Qui rischiamo di non andare a lavorare» Grido d’allarme di una infermiera di Mira

MIRA – «I servizi ferroviari sulla linea Mestre – Padova? Centinaia di utenti, a causa dei tagli indiscriminati fatti alle corse nell’ultimo periodo rischiano di non raggiungere il posto di lavoro».

A dirlo è Enrica.C infermiera professionale che ogni giorno da Mira va a lavorare in un ospedale veneziano. Enrica rappresenta un gruppo di persone esasperate dai tagli delle corse dei treni che sono state fatte in questo periodo.

«Perché», si chiede la donna, «è stata tagliata la corsa delle 5.55 con l’orario cadenzato, da Marano fino a Venezia? Perché le corse del primo mattino sono state soppresse alla domenica e limitate il sabato? Non sa la Regione che noi lavoriamo anche nei giorni festivi e nel periodo natalizio ?. In queste condizioni solo in Riviera siamo almeno una quarantina».

Molti utenti della Riviera del Brenta hanno scelto il treno perché finora si era rivelato una scelta comoda in grado di evitare i congestionamenti del traffico legati all’autobus.

«Ci sono comodi e ampi parcheggi», conclude per gli utenti l’infermiera, «dove posteggiare l’auto ed evitare così di congestionare e inquinare i centri urbani».

(a.ab.)

 

Malori per la ressa, gente che non riesce a salire, bagni inaccessibili

L’assessore Chisso: «Da oggi stop a questi disagi: segnalatemi i problemi»

I carri-bestiame, come non s’erano mai visti negli ultimi decenni. È questo il commento di molti pendolari dopo quanto avvenuto anche ieri su molte tratte ferroviarie. Anche questo è, purtroppo, un risultato dell’orario cadenzato dei treni. Non voluto, né da Trenitalia né, tanto meno, dalla Regione, ma che di fatto si è materializzato, fra l’altro su una delle linee più frequentate, la Udine, Treviso, Venezia. Si moltiplicano, dunque, le proteste, nient’affatto rientrate in provincia, dopo i primi giorni di convogli a orario cadenzato. E’ impossibile, a certe ore del mattino, salire sui treni per Treviso, Mestre e Venezia, sia a Conegliano – e quindi anche per i viaggiatori provenienti da Vittorio Veneto e dal Bellunese -, tanto più a Treviso e Mogliano. Nei vagoni c’è spesso la folla costretta a rimanere in piedi, e fa da tappo a chi deve salire. E’ accaduto ieri per il treno delle 9.05 e soprattutto per quello delle 11.05, che arriva, dopo un vuoto di un’ora e 25 minuti, perché in mezzo c’è soltanto il convoglio delle 9.40. Il problema non è che sono aumentati i viaggiatori (anzi, sta avvenendo l’opposto, proprio a seguito dei disagi), è che sono diminuite le carrozze: addirittura soltanto 4, in taluni orari di punta, anziché 6 o 7 come in precedenza. Ed è capitato che l’affollamento sia stato tale che un pendolare si è sentito male e che una signora, non potendo raggiungere il bagno, sia stata costretta a comportarsi di conseguenza. L’assessore regionale alla mobilità, Renato Chisso, informato di questi disagi, ha chiesto spiegazione ieri alla direzione di Trenitalia. «Mi hanno detto che i problemi sono a loro conoscenza e che derivano dall’urgenza di implementare altri convogli in Friuli Venezia Giulia. Ma hanno anche assicurato che da sabato (oggi per chi legge, ndr) inconvenienti del genere non dovrebbero più ripetersi». Chisso invita comunque a segnalare alla Regione se i regionali, specie quelli veloci, dovessero correre ancora in condizioni inadeguate. «E’ pur vero», afferma Chisso, «che siamo in attesa dei nuovi treni, che dovevano esserci consegnati ancora all’inizio del mese». Già nota e ripetutamente segnalata, invece, la criticità alla sera, per il rientro da Venezia verso Treviso, Conegliano e Udine, con i viaggiatori costretti a servirsi di Frecce bianche, anche dopo le 21, per la riduzione di convogli, e quindi con un onere insopportabile, quello dell’abbonamento alla Freccia. «Abbiamo presente anche questo tema, che riguarda numerosi pendolari. Lo stiamo discutendo», fa presente Chisso, «e lo porteremo a soluzione, dopo le festività, possibilmente introducendo nuove corse, almeno là dove siamo supportati dai numeri». L’assessore si dimostra determinato. E d’altra parte non può fallire un’operazione –il cadenzamento – che alla Regione costa 10 milioni di euro.

Francesco Dal Mas

 

Vicenza-Spresiano, i consigli della Regione all’utente

L’orario cadenzato dei treni la costringe a valutare di trasferirsi per riuscire ad arrivare in tempo in ufficio, la Regione le consiglia di cambiare stazione di partenza. Per l’azienda dei trasporti c’è una possibilità per raggiungere Spresiano da Sarego (Vicenza) senza ritardi: «Certo, non salirà più a Lonigo e dovrà invece prendere il treno a San Bonifacio, quindi percorrere qualche chilometro in più da Sarego per raggiungere la stazione di partenza», fa sapere la Regione. «Ma complessivamente, sia all’andata che al ritorno, avrà un viaggio ferroviario accorciato di un’ora rispetto a quello che ha compiuto fino ad oggi».

Ecco la soluzione proposta: «Con il nuovo orario e, in ragione dei canali concessi da RFI per le missioni “regionali” e “regionali veloci”, la signora potrebbe prendere il regionale veloce 2705 delle 6.38 a San Bonifacio, che arriva a Mestre alle 7.36, con prosecuzione alle 7.43 per Spresiano con il regionale veloce 2736, che arriva a destinazione alle 8.16». Per la Regione «C’è anche una seconda ipotesi, benché meno funzionale: quella di partire da Vicenza alle 6.06, con arrivo a Mestre alle 7.11 e coincidenza per Spresiano alle 7.19, con arrivo alle 8.07».

Le controindicazioni però ci sono. Per l’utente, cambiando la stazione di partenza, si allunga anche il viaggio in auto: circa 6 chilometri e 10 minuti in più se si tratta di arrivare a San Bonifacio, distanza ancora più lunga se si considera di partire da Vicenza alle 6.06. Rimane inoltre il problema delle coincidenze corte: i minuti per cambiare a Mestre sono 7: un tempo che, anche con un leggero ritardo, rischia di rivelarsi insufficiente, vanificando l’alzataccia.

(r.z.)

 

IL SITO INTERNET

Trenitalia diffida “Trenitardo”

Avviso legale al gruppo di pendolari che denuncia guai e ritardi

Arriva la diffida del gruppo Ferrovie dello Stato, ma “Tenitardo” non si ferma e si censura solo simbolicamente.

«Continueremo ad informare sui disservizi delle ferrovie e pensiamo per il futuro di estendere il nostro lavoro ad altre regioni oltre al Veneto e al Friuli Venezia Giulia. Inoltre appoggeremo una proposta popolare di legge regionale i sulla concessione delle linee ferroviarie che l’associazione Ferrovie Nord Est sta studiando», dice Davide Quagliotto, studente montebellunese dell’università di Padova che, assieme ad altri studenti dell’ateneo, ha fondato il sito www.trenitardo.org e il gruppo facebook “Trenitardo: la banca del tempo perduto” che da un mese segnalano i disservizi sui treni dei pendolari e dà spazio alle Odissee quotidiane di chi viaggia sulle linee ferroviarie nelle provincie di Treviso, Venezia, Padova, Belluno e Udine.

In concomitanza con l’inizio dell’orario cadenzato, ai gestori del sito è arrivata una lettera di diffida dall’ufficio legale del gruppo Ferrovie dello Stato che contesta al sodalizio «l’uso deformato del logo del Gruppo allo scopo di schernire Trenitalia (Trenitardo) arrivando agli estremi della diffamazione», perché così il sito offenderebbe gratuitamente la reputazione di Trenitalia e di tutto il gruppo guidato da Mauro Moretti. «Siamo seguiti dall’avvocato dell’associazione degli studenti. Il legale ha risposto alla lettera dicendo che non ravvisa quanto scritto dal Gruppo Ferovie dello Stato», continua Quagliotto che è il portavoce del gruppo oltre essere stato il primo dei non eletti nella lista “Montebelluna Nuova” alle ultime elezioni amministrative nella sua città.

«Ora il logo è cancellato con la sovrapposizione della scritta “censura”, ma questo è solo un fatto simbolico», prosegue il portavoce di Trenitardo.

La notizia ha fatto il giro del web. «Abbiamo ricevuto numerosi messaggi di persone che hanno visto la lettera di diffida come un attacco diretto anche a loro», continua Quagliotto. Intanto l’attività del gruppo di attivisti non si ferma. L’altro ieri all’università di Padova hanno organizzato un incontro sui temi del trasporto ferroviario.«Non ci fermeremo nemmeno per le feste», promette Quagliotto.

Gino Zangrando

 

Gazzettino – Ferrovie. Nuovo orario cadenzato.

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21

dic

2013

«Perdo il lavoro per colpa del nuovo orario cadenzato»

Quarto d’Altino, fioccano le proteste dei pendolari. Gli studenti non riescono ad arrivare in tempo alle lezioni

QUARTO D’ALTINO – «Rischio di restare disoccupata a causa dell’orario cadenzato». A 6 giorni dall’avvio del nuovo orario è ancora caos. Oltre ai soliti ritardi e cancellazioni, a cui i pendolari della tratta Venezia-Portogruaro sono abituati, ora molte persone si trovano a dover stravolgere i loro ritmi di vita per riuscire ad arrivare in tempo al lavoro. Per qualcuno però servirebbe un miracolo, come Anna, che abita a Quarto d’Altino e lavora in un hotel a Venezia.

«Il mio treno dello 5.50 del mattino è stato cancellato nei giorni festivi e pre-festivi – segnala Anna al Comune di Quarto d’Altino – Ho parlato con il proprietario e la risposta è che rimarrò disoccupata».

Nella pagina Facebook del comitato pendolari fioccano le segnalazioni, e il comitato le raccoglie. «Continuiamo a ricevere lamentele – spiega il portavoce Luciano Ferro – Ieri, ad esempio, il treno delle 13.41 da Venezia aveva 36 minuti di ritardo e la stessa cosa è successa al treno delle 7.17 da Quarto. Anche gli studenti che devono andare a Venezia ora sono in grande difficoltà, con l’orario cadenzato sono costretti a cambiare a Mestre e non riescono più ad arrivare a scuola in tempo per l’inizio delle lezioni».

In una lettera inviata alla Regione, un pendolare che prende il treno da Carpenedo per andare in ufficio a Venezia racconta le peripezie quotidiane tra ritardi e coincidenze perse a causa delle numerose corse non più dirette ma con il cambio a Mestre. Mercoledì sera, durante l’incontro con i pendolari di Meolo, la sindaca di Quarto Silvia Conte ha annunciato l’intenzione di rivolgersi al Codacons per valutare se esistano i termini per un ricorso.

«Questo pseudo-orario cadenzato sulla linea Venezia – Trieste non è stato progettato tenendo conto delle necessità dell’utenza – attacca – Mi scrivono da altri comuni chiedendo di sollecitare i loro amministratori e io invito tutti i pendolari a segnalare via email all’indirizzo apposito della Regione i problemi riscontrati, mettendo magari in copia il loro sindaco».

Melody Fusaro

 

LA PROPOSTA – Aumentare le corse alla mattina e alla sera

LA LETTERA – Nuovo Sos degli utenti a sindaci e Trenitalia

Servizio penalizzato nelle ore di punta: «Le levatacce non ci salvano dai ritardi a scuola e in ufficio»

I pendolari: «Altri quattro treni»

Una lettera a Trenitalia e, per conoscenza, ai sindaci dei comuni di Oderzo, Motta di Livenza, Gorgo al Monticano, San Biagio di Callalta, Treviso. L’ha inviata il movimento dei pendolari «Oderzo si muove», per proporre e non solo per contestare. Il nuovo orario ferroviario cadenzato, entrato in vigore lo scorso lunedì, penalizza l’opitergino-mottense.

«I tagli del servizio mettono in crisi pendolari e utenti – scrive Oderzo si muove -. Lasciano scoperti buchi inspiegabili nell’orario costringendo i pendolari a levatacce mattutine e a lunghe attese per le coincidenze mal regolate. Noi paghiamo regolarmente il servizio e non abbiamo alternative. Il nuovo intervento ha reso le nuove corse improponibili per coloro che hanno vincoli sui tempi di arrivo. Ad aggravare la situazione si sommano gli innumerevoli ritardi che creano disagi e fanno perdere le già risicate coincidenze; il sovraffollamento dei treni che rende persino impossibile il controllo dei biglietti».

Il movimento dei pendolari non si limita alle critiche, bensì avanza delle proposte. In direzione Portogruaro-Oderzo-Treviso chiede l’inserimento tassativo di un treno alle 6.47 che permetta a studenti e lavoratori di arrivare a Treviso con un anticipo congruo rispetto all’inizio delle lezioni o all’attività lavorativa delle 8. Inserimento consigliabile di un treno alle 19.01 sempre in direzione del capoluogo. Per quanto riguarda la direzione Treviso-Oderzo-Portogruaro il movimento chiede l’inserimento di un convoglio in partenza da Treviso alle 6.56 per studenti e lavoratori diretti verso l’opitergino-mottense fino a Portogruaro. L’inserimento consigliabile di una corsa alle 14.31 per studenti e lavoratori. L’inserimento tassativo di un treno alle 18.31 da Treviso, utile a lavoratori e studenti, specie a chi rientra da Padova e Venezia. I pendolari sottolineano infine che dal 1° gennaio 2014 le tariffe aumenteranno, a fronte del peggioramento del servizio.

 

NUOVO ORARIO – I dati dell’assessore Bortolato illustrati nel consiglio comunale straordinario

IL SINDACO  «Le proteste dei pendolari? Una chiara speculazione»

Da 81 a 116 treni: disagi inspiegabili

VITA DURA – per chi è costretto a salire sul treno: eppure le corse giornaliere sono aumentate

Con l’entrata in vigore dell’orario cadenzato di Trenitalia, le fermate giornaliere dei treni alla stazione di Mogliano sono passate da 81 a 116. Un dato che contraddice quanto sostenuto in questi giorni dai pendolari che hanno accusato l’assessore regionale alla Mobilità, Renato Chisso, di aver aumentato i disservizi del trasporto ferroviario.

Dal dibattito dell’altra sera del Consiglio comunale (incentrato sull’interpellanza presentata dal gruppo “Mogliano Democratica” con Rita Fazzello e Mario Fenso) sono scaturite altre novità relativamente alle corse della tratta Treviso-Venezia. «Non c’è dubbio -ha precisato l’assessore Davide Bortolato- che si sono verificati disagi con l’introduzione dell’orario cadenzato, anche se non mancano i dati positivi. Nella fascia oraria di punta dalle 6.30 alle 8 le fermate da 8 sono diventate 14. Quelle dalle 13.30 alle 15.30 da 9 sono passate a 16. Lo stesso numero di fermate dalle 17.30 alle 19.30. Da rilevare che i treni con fermata a Mogliano dalle 7 alle 8, per i pendolari diretti o di ritorno da Venezia, disponevano di 2.700 posti. Con l’orario cadenzato i posti sono saliti a 4.700».

Il capogruppo di Mogliano Democratica, Rita Fazzello, ha fatto notare il “buco” di quasi due ore (dalle 8.54 alle 10.45) delle corse da Mogliano a Mestre-Venezia. La risposta dell’assessore Bortolato: «Come amministrazione ci siamo fatti carico delle richieste avanzate dai pendolari che presenteremo all’assessore regionale Chisso per gli opportuni aggiustamenti dell’orario cadenzato. La direzione di Trenitalia ci ha fornito una serie di dati relativi al rinnovo del parco dei treni ad accelerazione veloce. Ne sono stati acquistati 24 di nuovi per un costo di 254 milioni».

A proposito delle proteste dei pendolari, il sindaco Giovanni Azzolini ha parlato di una «chiara speculazione politica sul servizio ferroviario della Metropolitana di superficie».

Nello Duprè

 

Nuova Venezia – Treni, calvario dei pendolari

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20

dic

2013

Il caos dopo una corsa soppressa. La Cgil all’attacco

Agente Zero Zero Chisso e la Transiberiana d’agosto 

Agente Zero Zero Chisso contro la Spectre dei treni: bersagliato dalle grandinate di proteste dei pendolari, l’assessore veneto reagisce denunciando il sospetto di essere vittima di una bieca congiura ordita ai suoi danni. Va bene che in Italia la teoria del complotto va di moda ogni volta che qualcosa non funziona. Ma francamente, ci vuole tutta per pensare a biechi nuclei di manigoldi che nottetempo vanno non solo a sabotare gli impianti, ma addirittura a raffreddare le temperature in modo da mettere in crisi i locomotori: come hanno fatto, magari pattuglie di audaci che a bordo di una flotta di deltaplano hanno bombardato le linee con casse di ghiaccioli? Il Nostro comunque pare non avere dubbi: c’è un Grande Vecchio, ed è il Generale Inverno, reo di avere messo ko dozzine di corse. Forse gli gioverebbe inserire, nell’agenda dei viaggi di studio della Regione, una puntata in Finlandia o in Canada o in qualche altro Paese dove il sottozero è regolarmente a doppia cifra, ma i treni viaggiano tranquillamente. O la Transiberiana funziona solo in agosto? Nessuno pretende da Zero Zero Chisso di risolvere problemi che in larga misura dipendono dalle Ferrovie. Ma almeno non infierisca con dichiarazioni improvvide su chi già deve sfangarsela ogni giorno tra ritardi e cancellazioni, e comunque è ridotto a viaggiare in condizioni da bestia: non da oggi, non da ieri né dall’altro ieri, ma da anni. Costretto ogni giorno a sciropparsi un’indecente replica di un vecchio film del James Bond vero, opportunamente rivisitato nel titolo: non “Casinò Royal”, ma casino proletario.

Francesco Jori

 

«Pronti a marciare di nuovo in Regione»

Assemblea a Meolo: i pendolari del Veneto Orientale lanciano un ultimatum all’assessore Chisso

«Ridateci le vecchie fermate a Salzano»

All’incontro in Filanda un centinaio di persone ha minacciato di non rinnovare l’abbonamento

SALZANO «Attenzione, perché se non si cambia registro, da gennaio ci organizziamo per non pagare né il biglietto né l’abbonamento».

Suona più o meno così il monito lanciato ieri dal centinaio di pendolari di Salzano all’assemblea in Filanda per discutere del nuovo orario cadenzato. E lo hanno detto ai dirigenti della Regione e di Trenitalia presenti in sala. Arrabbiati è dire poco e il campionario dei problemi sul tappeto per la locale stazione è vario: dai treni che partono verso Santa Lucia non prima delle 6, mentre dopo le 20.30 da Venezia è meglio farsi venire a prendere o chiamare un taxi, ai convogli pieni. Dalle coincidenze che non sempre s’incastrano, all’assenza di corse nei fine settimana, tanto che chi deve andare al lavoro, deve trovare altre alternative. I pendolari ce l’hanno con la mancanza di regionali nelle ore di punta, con la difficoltà di averne uno ogni sessanta minuti che si ferma a Salzano, altrimenti, chi arriva da Venezia deve andare a Noale, fare cambio e tornare indietro impiegando 51 minuti. Insomma, non chiedono più treni ma più fermate. Per averle, replicano i dirigenti veneti, serve l’input della politica.

«Ci sono utenti che ormai vanno a Maerne o a Noale», spiega una donna, «perché da noi i regionali non fermano. Fino a pochi giorni fa, da Venezia, avevamo un treno ogni trenta minuti, ora uno all’ora».

Un pendolare ha puntato il dito sulla troppa calca alla stazione di Mestre, una ragazza, ha detto di non voler più pagare più il biglietto. «È tutto un cambiare e correre per salire sulle carrozze», aggiunge, «e se non si migliora, da gennaio basta abbonamenti». Applausi in sala. Un uomo ha raccontato la sua disavventura proprio martedì sera.

«Arrivavo a Mestre da Milano», rivela, «il treno è giunto in ritardo, la coincidenza è saltata e poi non sapevo più come tornare a casa. Costringete la gente a prendere la macchina per muoversi». Bruno Carli e Domenico Menna della Regione, hanno cercato di spiegare come stanno le cose. «Il progetto si può perfezionare», replicano, «ma per avere le fermate serve il via libera della politica. Ci sono problemi di soldi e non possiamo sprecarli».

Alessandro Ragazzo

 

Ritardi e coincidenze che saltano La rabbia sui social

Anche ieri i pendolari hanno segnalato diversi disagi lungo le linee, sia per Trieste che verso altre destinazioni. Ritardi di dieci, anche venti minuti e più, coincidenze che saltano, convogli che tardano a partire. A catalizzare la rabbia dei viaggiatori, diversi gruppi Facebook, specialmente il comitato del Veneto Orientale, al quale ricorrono pendolari di tutta la provincia ed anche fuori. Tenitalia, in ogni caso, rimarca che il sistema si sta rodando.

 

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