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Nuova Venezia – Sconti al casello, ecco quanto si paga

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1

mar

2014

 

Prima settimana di agevolazioni: per i pendolari resta il rebus tra l’abbonamento nazionale e quello proposto da Cav

MIRANO – Due abbonamenti, quattro alternative. “Pezo el tacon del sbrego” è il commento più ricorrente dalle parti di Mirano, dove l’accavallarsi di agevolazioni e abbonamenti dopo il salasso storico ai caselli autostradali assume i contorni di un pasticcio in piena regola.

Cos’è successo? In pratica da martedì sono entrare in vigore le agevolazioni per i pendolari autostradali previste dall’accordo tra il Ministero dei trasporti presieduto da Maurizio Lupi e le concessionarie autostradali aderenti all’Aiscat. È prevista un’agevolazione sul pedaggio autostradale fino al 20% per i pendolari che usufruiscono del servizio Telepass per un tratto non superiore a 50 chilometri. Origine e destinazione fissa vanno dichiarate al momento della richiesta di agevolazione (come è ben spiegato su www.cavspa.it). La novità riguarda diversi tratti autostradali italiani.

Tra Mestre e Padova est, dove maggiori sono stati gli aumenti a inizio anno, l’abbonamento abbasserà la tariffa dai 2,80 euro fissati dal 1° gennaio a 2,24. Attenzione però: perché ai residenti di Mirano, Dolo, Mira, Spinea e Pianiga era già stata offerta un’agevolazione-sconto dopo gli aumenti di inizio anno. Attraverso un contratto Telepass Familiy e con almeno 20 transiti in un mese sulla tratta Padova est-Mirano Dolo, si ha diritto, infatti, alla riduzione del pedaggio pari al 40%, pagando 1,70 invece i 2,80 previsti.

Prima considerazione: conviene l’abbonamento pendolari voluto dal ministro Lupi e in vigore dal 25 febbraio o l’agevolazione per i pendolari proposta da Cav dal 1° gennaio?

Verrebbe da dire la seconda, in realtà nessuna delle due. Per un semplice motivo: al casello di Mirano-Dolo conviene pur sempre quello sul Passante di Spinea, località Crea. Che si può imboccare percorrendo una manciata di chilometri in più di viabilità provinciale, ma che offre tariffe più vantaggiose a parità di chilometri percorsi. Con lo sconto del 20% dell’accordo Ministero-Aiscat, infatti, un pendolare verrà a pagare 1,28 euro anziché l’1,60 senza agevolazione previsto per la tratta Spinea-Padova est.

In pratica l’abbonamento nazionale conviene solo imboccando l’autostrada a Spinea, quello di Cav mai.

Un pendolare miranese-tipo che effettui la tratta da casa a Padova tutti i giorni per lavoro, se entra in A57 a Mirano spende comunque almeno 1,70 euro (con sconto Cav), in A4 a Spinea non ne spenderà più di 1,60. E con sconto nazionale addirittura solo 1,28. In conclusione: nell’uno o nell’altro caso il pendolare deve sottoscrivere un contratto Telepass, poi fatti due conti, scoprirà che il casello di Spinea è più conveniente.

Terzo, tutti i pendolari abbandoneranno pian piano il tanto sbandierato abbonamento di Cav lanciato a inizio anno per smorzare le proteste contro il salasso del 2014, per il solo fatto che quello nazionale (da Spinea) dà diritto a uno sconto maggiore. In definitiva Spinea resterà il casello preferito dai pendolari, con conseguente aumento del traffico attorno alla barriera di Crea e sulla viabilità ordinaria.

Filippo de Gaspari

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Gei (ponte del dolo)

DOLO «Proprio quando emerge prepotentemente la contrarietà, non solo dei comitati, ma di tutti i sindaci interessati, a prescindere dal loro schieramento, a chi giova la discussione che c’è stata in Provincia sul percorso della Romea Commerciale?».

Se lo chiede Giorgio Gei, capogruppo del Ponte del Dolo, che commenta le diverse posizioni emerse tra i vari gruppi consiliari provinciali sull’innesto della Romea Commerciale.

«Alcuni gruppi consiliari si sentono in dovere di ribadire che la Romea deve arrivare a Roncoduro», puntualizza Gei, «incuranti della devastazione che quest’opera porterà alla Riviera. Si conferma ancora una volta, come già accaduto per l’ospedale di Dolo, la pochezza politica della Riviera costretta a subire una trasversalità di intenti che la pongono sempre in inferiorità».

Infine lancia un appello. «I sindaci devono farsi carico della tutela dei loro cittadini» conclude «Il sentire comune si è espresso nel Consiglio di Mira: tutto questo si tramuti al più presto in iniziativa politica e i cittadini li seguiranno».

(g.pir.)

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NUOVO VIDEO FIRMATO DOLIWOOD

DOLO – «Semo in ritardo per andare a lavoro, speremo de non catare traffico al caseo de Vetrego». «Seto quanto che costa l’autostrada? 2.80 euro. Ma te par possibie? Te fasso veder mi come che se va a Padova senza pagare. Passo per Scaltenigo e taglio per Fiesso». Il filmato è stato lanciato da alcuni giorni e su Facebook spopola già.

Dopo il successo di “Un casello di ordinaria follia”, i celebri doppiatori di “Doliwood” hanno proposto in collaborazione con il comitato Opzione Zero una nuova parodia per protestare contro il rincaro dei pedaggi autostradali.

Questa volta il film è “Die Hard”, che diventa “Pay Hard”, duri a pagare. Con un esilarante doppiaggio Bruce Willis e Samuel Jackson sono protagonisti di una corsa forsennata per raggiungere Padova senza percorrere l’A4. Per poi arrivare alle porte della città e trovarsi imbottigliati nel traffico. Lo slogan che chiude il filmato è sempre lo stesso: «Mestre-Padova, un euro può bastare».

(g.pip.)

 

Gazzettino – Nuova Romea, addio innesto a Oriago

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26

feb

2014

GRANDI OPERE – In Provincia l’esame delle soluzioni alternative al tracciato

TRACCIATO – Il progetto originario della Nuova Romea prevede l’attraversamento della Riviera da Lughetto a Roncoduro

Tramonta, forse definitivamente, la variante che prevede l’innesto della nuova autostrada allo svincolo di Mira-Oriago, resta in piedi il tracciato principale, quello che attraversa la Riviera del Brenta in trincea per collegarsi alla A4 all’altezza di Roncoduro, dove si innesta la A57.

È proseguito ieri in Provincia l’esame del tracciato “veneziano” della Mestre-Orte dopo l’approvazione da parte del Cipe del progetto preliminare.

Nella riunione della Terza commissione sono stati presi in esami il tracciato A, quello che da Lughetto prevede l’attraversamento della Riviera in direzione Nordovest fino alla connessione con la A4 a Roncoduro. Un tracciato avversato dai residenti ma che, come rilevato dal consigliere Marco Benozzi (Gruppo misto, ex Idv) «ha avuto il principale riscontro tecnico e politico».

Il piano B, che da Lughetto procede verso Nordest attraversando il territorio di Mira fino a ricongiungersi con la rotatoria del casello di Oriago, sembra invece superato per l’opposizione dei Comuni di Venezia e Mira, dato che andrebbe a congestionare la Tangenziale appena “liberata” dal Passante di Mestre.

Ma in piedi c’è anche l’opzione B1, formalizzata dalla Lega Nord con una mozione, che prolunga il tracciato B da Oriago verso Spinea, per connettersi al Passante all’altezza del casello di Spinea. Qui è il Pd a impuntarsi: il consigliere Lionello Pellizzer ha chiesto di ritirare la mozione «al fine di migliorarne l’impatto su territorio e la funzionalità stessa».

Un percorso che richiede tempo, con il coinvolgimento di Comuni e residenti, e che potrebbe finire per favorire l’iter del progetto originario, che in Riviera del Brenta nessuno vuole. Per questo la Lega, dopo aver tentato senza successo di coinvolgere l’Anas, ha già trasmesso la propria proposta alla Regione sperando di ottenere maggiori risultati.

(a.fra.)

 

DOLO – I gruppi consigliari Pd e Pdl in Provincia bocciano la proposta della Lega Nord di innesto della Romea Commerciale sul Passante, preferendo quello a Roncoduro.

Il Pd con il consigliere Lionello Pellizzer chiede alla Lega il ritiro della mozione a favore dell’innesto a Villabona.

È l’esito della commissione provinciale con l’illustrazione delle varianti di progetto A e B dell’Autostrada Civitavecchia-Orte-Mestre (Romea).

Nel dettaglio il tracciato A da Lughetto si biforca verso nord ovest passando in galleria sotto la Riviera del Brenta arrivando a Roncoduro; il tracciato B va verso nord est, passando a ovest di Forte Tron, e si connette con la tangenziale di Mestre prima della barriera di Villabona.

«La Lega», spiega Pellizzer, «ha presentato una mozione a sostegno di una proposta di modifica del “tracciato B”, redatto da alcuni professionisti di Dolo e sponsorizzato dal sindaco leghista di Dolo, Gottardo. In sede di presentazione della proposta il gruppo del Pd aveva abbandonato la commissione, contestando al presidente leghista il metodo sbagliato di trattare un tema tanto delicato. Constato inoltre il grande allarme, destato da questa mozione in alcuni Comuni come Mira e Spinea, il Gruppo Pd ne ha chiesto il ritiro».

La Lega però resta sulla sua posizione e porta la proposta all’aula con il rischio che Pd e Pdl la boccino.

«La mozione», dice il consigliere leghista Michel Valerio, «è già stata trasmessa al Consiglio per la discussione. Ribadisco che per l’analisi dei tracciati A e B era stata sentita l’ Anas che aveva invitato a contattare il Ministero competente; la nostra richiesta non ha avuto alcun riscontro; per questo si è ritenuto di procedere ugualmente con la mozione».

(a.ab.)

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Nuova Venezia – “La Romea commerciale è inutile”

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20

feb

2014

 

Nel consiglio straordinario di Mira i sindaci di Riviera e Miranese concordi: traffico calato del 30% 

MIRA – I sindaci di Riviera e Miranese sono concordi, la Romea commerciale, visti i cali di traffico sia automobilistico che di mezzi pesanti in questa zona, non serve a nulla. A questo punto è opportuno fermare il progetto almeno nell’ultimo tratto, e deviandola sulla A13 all’altezza di Codevigo o Cavarzere. Questo quello che è emerso ieri sera durante il consiglio comunale straordinario sulla Romea Commerciale a Mira che era stato chiesto dalle opposizioni Pd e Pdl.

I comitati Opzione Zero intanto proprio prima dell’inizio della sessione del parlamentino mirese hanno fatto la loro protesta spiegando degli striscioni che contestavano la mega infrastruttura.

A rompere il ghiaccio è stata la sindaca di Dolo, Maddalena Gottardo, accusata da più parti di essere interessata solo a spostare l’innesto della Romea commerciale da Roncoduro di Pianiga-Dolo a Villabona o sul Passante a Spinea deviandola sui comuni di Mira, Spinea e Venezia. «Bisogna che i sindaci della Riviera e del Miranese», ha detto il sindaco Gottardo, «prendano una posizione comune sulla questione della Romea Commerciale. Non è vero che sono favorevole a spostare l’opera da un territorio ad un altro, credo invece che i sindaci del comprensorio debbano agire di concerto per poter fermare l’opera prima dell’arrivo in Riviera. L’opera può essere fermata negli ultimi 20 chilometri e poi deviata sulla A13 Padova – Bologna».

Insomma va fermata o a Codevigo o a Cavarzere. Tre infatti sono le ipotesi attuali di innesto: l’ingresso a Roncoduro, sul Passante, o l’inserimento in A4 con uno svincolo a Villabona, in connessione con la tangenziale di Mestre o infine sul Passante a Spinea.

Mattia Donadel consigliere a Mira della lista “Mira Fuori del Comune” ha spiegato l’inutilità dell’opera partendo da un calo del traffico di quasi il 30 % sull’ attuale Romea.

«Quale è il senso di un’opera così devastante», si è chiesto, «se era stata pensata per far defluire un traffico congestionato che congestionato non lo è più? Bisogna mettere in sicurezza l’attuale Romea e non puntare a creare una autostrada che devasterà mezza Italia. Contro quest’opera siamo pronti a lottare con tutti i mezzi a disposizione proteste clamorose comprese».

Ha concordato con i dati sul calo dei flussi di traffico il sindaco di Campagna Lupia Fabio Livieri e il collega di Camponogara Giampietro Menin ha chiesto di poter finalmente accedere al progetto e ha ribadito di non ritenere prioritaria questa realizzazione. Sulla stessa linea anche il sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello, che è preoccupata per le ricadute della nuova autostrada nel miranese.

Alessandro Abbadir

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Una strada lunga 396 chilometri da Mestre a Orte

MIRA- La Romea Commerciale è un’opera ala quale il Cipe ha dato il via libera (con prescrizioni) al progetto preliminare nei mesi scorsi . E’ un nuovo corridoio autostradale di 396 chilometri Nord- Sud in grado di collegare Mestre a Orte. Un’opera da 9,8 miliardi che sarà realizzata interamente in project financing. Il promotore è la cordata guidata dalla Gefip Holding del gruppo Bonsignore, proposta riconosciuta di pubblico interesse nel 2003 e poi via via modificata. Il nuovo preliminare aggiornato, con relativo piano finanziario, dovrà andare in gara, con la possibilità per altri soggetti privati di aggiudicarsi la concessione (49 anni) migliorando le condizioni a base d’asta. Ora, dopo l’approvazione da parte della Corte dei conti, ci sarà un bando internazionale entro aprile 2014 e in fine nel primo trimestre 2015 dovrà essere posta la prima pietra.

(a.ab.)

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CAVARZERE

Domani convegno degli ambientalisti contro il progetto

CAVARZERE – Tutti i motivi per dire no alla Romea Commerciale. Li illustreranno, domani sera, alle 21, a palazzo Danielato, gli esponenti dei comitati ambientalisti veneti, durante un’assemblea pubblica organizzata dal locale Comitato sviluppo e ambiente.

La “grande opera” che, sotto forma di autostrada a quattro corsie (più due per le emergenze), è destinata a soppiantare l’attuale statale Romea, avrà a Cavarzere un casello, attraverserà il territorio comunale da nord a sud, «passando a poche decine di metri dagli abitati di Grignella e Villaggio Busonera, nella zona di Piantazza – Madonne e a poche centinaia di metri dal capoluogo», con un rilevato stradale «alto dai 3 ai 10 metri tagliando in due l’intero comune».

I comitati ambientalisti di Cavarzere e Cona, vari cittadini e l’amministrazione comunale di Cona (ma non quella di Cavarzere) avevano, a suo tempo, presentato osservazioni al progetto preliminare, chiedendo che la Via prendesse in considerazione gli effetti sull’equilibrio idraulico della zona, sull’inquinamento atmosferico e sul paesaggio. Ma, lamentano ora gli ambientalisti, «nessuna di queste richieste è stata accolta».

Diego Degan

 

Uniti contro la Romea commerciale. I sindaci della Riviera del Brenta e del Miranese, riuniti ieri in un consiglio comunale straordinario a Mira, sono compatti nel loro rifiuto: non vogliono che l’innesto si faccia a Roncoduro, anziché a Villabona e non vogliono «subire l’opera» il cui progetto preliminare ha ottenuto il via libera del Cipe a novembre.

Mattia Donadel, leader dei comitati ambientalisti «Opzione zero» e capogruppo in consiglio comunale della lista civica «Mira fuori dal Comune» ha presentato un ordine del giorno (appoggiato anche da M5S) per chiedere a Governo, Regione, Anas di ritirare il progetto, di avviare un tavolo di confronto con gli enti locali e con forze sociali per individuare «alternative migliori» e di passare immediatamente alla messa in sicurezza della attuale Statale 309.

Nessun cenno invece sulla variante proposta dalla Lega Nord in Provincia, cioè di deviare l’innesto a Oriago, perché «il problema non si risolve scaricando gli oneri su questo o quel Comune, ma solo costruendo un fronte unitario che respinga questo mostruoso progetto».

E i primi passi del fronte comune si vedono. I sindaci di Camponogara, Campagna Lupia, Dolo, Codevigo, Mirano e Spinea hanno espresso il loro secco «no» al progetto.

«Per la Romea passano 18 mila mezzi al giorno – dice il sindaco di Campagna Lupia Antonio Livieri – di cui metà sono veicoli locali che non hanno bisogno di un’autostrada. È un’opera che devasta il territorio. Per noi si deve fermare a Codevigo, con collegamento a Chioggia e A13 e un raddoppio dell’attuale Romea».

Idea che sposa anche il primo cittadino di Camponogara, Giampiero Menin.

Per Maria Maddalena Gottardo, sindaco di Dolo, l’opera non deve avere il suo innesto a Roncoduro, sede del vecchio casello della A4 e dove, secondo gli accordi, sarebbe dovuta arretrare la barriera di Villabona: «Serve un denominatore comune e l’unica arma che abbiamo sono i dati. Non consentirò nessun attraversamento nel territorio di Dolo».

E poi ci sono i Comuni di Mirano e Spinea, mai convocati ai tavoli delle trattative ma che sono interessati dalla nuova Romea commerciale più o meno direttamente. Come Spinea, che rischia dover cedere alla Orte-Mestre una parte di Crea, peraltro ai confini con Mirano. E con una ferita come quella del Passante ancora aperta, i sindaci non intendono offrire nuovamente il fianco.

«Non siamo mai stati tirati in ballo e ci opporremo – dice il sindaco di Mirano, Maria Rosa Pavanello – Roncoduro è improponibile, e il progetto della Romea Commerciale, così com’è, ci vede contrari».

Anche il vicesindaco di Codevigo, Nicolas Frison, chiede che si studi la soluzione migliore per tutto il territorio. «Per noi è importante risolvere un problema viario, Codevigo al momento è un nodo molto aggrovigliato. Ma non accetteremo soluzioni impattatanti».

Presenti in sala per ribadire la loro opposizione alla Orte-Mestre anche i rappresentanti dei comitati e della Confederazione italiana agricoltori (Cia).

Scettico il centrodestra di Mira sulle possibilità di chiedere il ritiro del progetto di un’opera già approvata in fase preliminare dal Cipe e inserita in legge obiettivo. «Le favole sono belle, ma si raccontano ai bambini – commenta Paolino D’anna – sappiamo tutti che la realtà sarà ben diversa».

di D.Tam.

 

In Provincia la Lega Nord ha appoggiato la variante con casello a Crea di Spinea

La rabbia di tutte le forze cittadine: «Dopo il Passante è un’idea insostenibile»

SPINEA – In Provincia si parla di un possibile innesto della Romea commerciale a Spinea e in città divampano le polemiche. «Abbiamo già dato», sembrano dire tutti e il riferimento al Passante è fin troppo chiaro. La scorsa settimana in terza commissione provinciale è arrivata la proposta della Lega Nord, intenzionata a forzare la mano per salvare la Riviera dal tracciato della Mestre-Orte.

Un giuoco dei bussolotti. La Lega, in realtà, governa la Regione, la cui giunta ha in mano la partita. Nell’ipotesi specifica, tuttavia, a essere penalizzate sarebbero, ancora una volta, Spinea e il Miranese. Secondo la Lega le modifiche contenute nella “variante B1” del tracciato della Nuova Romea eviterebbero l’attraversamento della Riviera, non aggravando il nodo viario di Roncoduro: l’ipotesi prevede che all’altezza di Lughetto, la nuova autostrada, anziché piegare verso Camponogara e Dolo, segua il tracciato della statale fino a Malcontenta. Qui, superato in tunnel il Naviglio Brenta, sono previsti due svincoli, ma poi il tracciato proseguirebbe verso est e, all’altezza di Villabona, ci sarebbe un innesto in direzione ovest (direzione Padova-Milano), mentre il traffico verso Trieste proseguirebbe fino al casello di Spinea, innestandosi sul Passante.

Non ci sono progetti, tanto meno finanziamenti. Eppure la proposta ha fatto balzare dalla sedia più di qualcuno in città. I consiglieri Edmondo Piazzi e Giovanni Da Lio si sono affrettati a presentare un’interpellanza urgente in cui chiedono al sindaco di sapere quali fondamenti abbia la proposta: «Ancora una volta il Comune di Spinea pagherebbe un tributo al riordino della viabilità che non sarebbe più capito dai cittadini e certamente non più sostenibile» sostengono.

Anche il Movimento 5 stelle ha da tempo detto no all’ipotesi. «Né a Spinea, né da nessun’altra parte è una strada dal costo esorbitante e insostenibile, persino per i privati ed è un’opera inutile che finiranno per pagare gli utenti e i cittadini».

Dell’ipotesi non vuole nemmeno sentir parlare il sindaco Silvano Checchin, che ricorda che per questo ha anche rifiutato un incontro a Dolo già nell’estate 2012, dove si discuteva proprio di nuove soluzioni progettuali che coinvolgessero Spinea. «Possono presentare tutte le proposte che vogliono», chiude il discorso Checchin, « è aria fritta, il nome di Spinea non è contemplato da nessuna parte».

Filippo De Gaspari

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Televenezia – Una parodia per l’autostrada troppo cara

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18

feb

2014

PIANIGA «È ovvio che la Regione non vuole finanziare il casello di Albarea. Alla Regione e all’assessore Renato Chisso interessa solo l’innesto del Passante a Roncoduro. Il casello di Albarea sarà fatto eventualmente solo solo dopo Veneto City».

Dura replica dei comitati Opzione Zero al sindaco di Pianiga Massimiliano Calzavara, che si era detto meravigliato per la mancanza del casello nei progetti.

«Il sindaco Calzavara», dicono con le portavoce del Comitato, Rebecca Ruvoletto e Lisa Causin, «afferma di sentirsi preso in giro dai suoi colleghi di partito presenti in Regione perché non ci sono finanziamenti per costruire il casello di Albarea? Poi si dice sorpreso di scoprire che il casello di Roncoduro sarà forse riaperto parzialmente (solo in direzione Mestre)?

O il sindaco di Pianiga è in malafede o è incapace di guardare i progetti e di ascoltare quello che da anni espongono comitati e cittadini.

I piani del suo collega di partito Renato Chisso sono chiari: innesto della Romea Commerciale a Roncoduro.

Il casello di Albarea ci sarà solo se andrà in porto Veneto City.

In tal caso, oltre ad impedire la riapertura totale del casello di Roncoduro potrebbe anche “saltare” l’apertura parziale dell’ex casello di Dolo per evitare che il “tornello” si trasferisca tra il casello di Albarea e Roncoduro».

Duro l’affondo. «Se il sindaco Calzavara- conclude Opzione Zero – avesse avuto a cuore, di aiutare le imprese a restare competitive ed evitare che chiudano i battenti, avrebbe bocciato il devastante progetto di Veneto City e chiesto il rispetto degli accordi sul Passante: spostamento della barriera a Roncoduro con accesso all’autostrada in ambo le direzioni.

Ciò comporterebbe minor consumo di suolo, l’integrità dell’abitato di Albarea e della sua villa e metterebbe a frutto infrastrutture già realizzate con milioni di euro».

(a.ab.)

 

L’ira di Calzavara «Il casello di Albarea non è finanziato» 

PIANIGA «Ci sentiamo presi in giro dalla Regione. Per il casello autostradale di Albarea sulla A4 non sono ancora stati stanziati dei finanziamenti ad hoc nonostante questa opera sia prevista da tempo a servizio dell’area industriale di Dolo – Pianiga che è la terza della nostra provincia».

La bordata del sindaco di Pianiga Massimo Calzavara è diretta contro i suoi compagni di partito in Regione.

Calzavara spiega che recentemente si è tenuta una conferenza dei servizi in cui si è scoperto che i finanziamenti per la realizzazione del casello autostradale non ci sono e di fatto non ci sono mai stati.

«Con enorme sorpresa», spiega Calzavara, «abbiamo scoperto che il casello è un’opera che non è stata finanziata, quando invece sarebbe di vitale importanza a servizio dell’area industriale di Pianiga e potrebbe servire anche il polo della calzatura della Riviera del Brenta».

Ma le sorprese negative non sono finite qui. Altra brutta scoperta è stata quella relativa al casello di Roncoduro chiuso anni fa. «Si era parlato di una riapertura imminente», spiega Calzavara, «e ora scopriamo invece che sarà riaperto solo fra qualche anno e in forma ridotta, mentre per quello di Albarea come minimo, anche se si trovassero i finanziamenti, ci vorranno altri 7-8 anni prima che veda la luce. Non è questo il modo di aiutare le imprese a restare competitive e ad evitare che chiudano i battenti.

Dovremo continuare a servirci del casello di Marano- Vetrego che è distante chilometri dalla nostra area industriale».

(a.ab.)

 

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