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Articoli inchiesta Mose

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa, Senza categoria | 0 Comments

5

giu

2014

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IN AGGIORNAMENTO

 

Tutti gli articoli relativi all’inchiesta Mose

 

21 marzo 2015 – Nuova Venezia – Mazzacurati citato in aula: non arrivera’

17 marzo 2015 – Gazzettino – Grandi opere, tangenti: 4 arresti

15 marzo 2015 – Nuova Venezia – Mose, esposto dei comitati al Tribunale dei Popoli

14 marzo 2015 – Nuova Venezia – I legali di Giorgio Orsoni avranno gli atti su Zoggia

11 marzo 2015 – Gazzettino – Scandalo Mose. Baita: “Con me la Mantovani si e’ arricchita”.

10 marzo 2015 – Nuova Venezia – Mose, e’ guerra su Mazzacurati

09 marzo 2015 –  Nuova Venezia – Mose. Mazzacurati malato, niente interrogatorio.

08 marzo 2015 –  Nuova Venezia – Mose. Due navi da 55 milioni per la manutenzione delle paratoie

03 marzo 2015 –  Nuova Venezia – Mose “Mazzacurati non ricorda nulla”

03 marzo 2015 – Gazzettino – Mose, Mazzacurati non torna dagli Stati Uniti.

27 febbraio 2015 –  Nuova Venezia – “Mose, un ladrocinio impunito”, la Guzzanti si scaglia contro Galan

25 febbraio 2015 – Gazzettino – Mazzacurati e Orsoni, chiesto il faccia a faccia

24 febbraio 2015 – Gazzettino – Mose. “Il Cvn aveva foraggiato anche le precedenti campagne elettorali”

23 febbraio 2015 – Gazzettino – Mose. La societa’ della Minutillo chiude con un attivo super.

23 febbraio 2015 – Nuova Venezia – Mose, altri patteggiamenti. Orsoni verso l’abbreviato.

22 febbraio 2015 – Gazzettino – Mose. Favorito di Mazzacurati in carriera al ministero.

22 febbraio 2015 – Gazzettino – “Mose, archiviazione per Zoggia e Mognato”. Ma la Procura: certi i finanziamenti illegali ai partiti, compreso il Pd.

22 febbraio 2015 – Gazzettino – Inchiesta Mose, risarcimento ad ostacoli

14 febbraio 2015 – Nuova Venezia – Baita, Buson e Minutillo: pene bis lievi ai “pentiti”

14 febbraio 2015 – Gazzettino – Mose, per Casarin scatta la sospensione

13 febbraio 2015 – Nuova Venezia – Mose, Orsoni e Sartori verso il processo

11 febbraio 2015 – Nuova Venezia – E’ caccia aperta ai soldi di Galan

08 febbraio 2015 – Gazzettino – I pensieri “segreti”  di Piergiorgio Baita: io, Mazzacurati e le coop

31 gennaio 2015  – Nuova Venezia – “Via del Mare, le indagini sono necessarie”

30 gennaio 2015 – C.S. Op.Zero 30/01/15 – “Vernizzi indagato, moratoria sulle grandi opere immediata”

29 gennaio 2015 – Nuova Venezia – Inchiesta autostrada del mare

29 gennaio 2015 – Gazzettino – Via del mare, l’inchiesta diventa caso politico

28 gennaio 2015 – Gazzettino – Dopo il Mose la Via del mare: sei indagati

28 gennaio 2015 – Nuova Venezia – Autostrada del mare: Vernizzi indagato

28 gennaio 2015 – Gazzettino – Rinfresco da 60mila euro bufera su Veneto Acque

28 gennaio 2015 – Nuova Venezia – Mose, il Consorzio licenzia Brotto e l’avvocato Biagini

28 gennaio 2015 – Nuova Venezia – #Galandimettiti, l’hastag spopola

25 gennaio 2015 – Nuova Venezia – I grillini “assediano” villa Galan

24 gennaio 2015 – Gazzettino – Niente carcere all’ideatore del metodo-Mose

24 gennaio 2015 – Nuova Venezia – Stop all’indennita’ di Galan: bocciata la proposta M5S

21 gennaio 2015 – Nuova Venezia – I comitati anti-Mose protestano: “Verificare le autorizzazioni”

09 gennaio 2015 – Nuova Venezia – Marcianum e conca del Mose, ora indaga la Corte dei conti

09 gennaio 2015 – Gazzettino – Mose. Il Consorzio sara’ parte civile in tutti i processi.

09 gennaio 2015 – Gazzettino – L’Anticorruzione indaga sull’appalto per la Via del Mare

09 gennaio 2015 – Nuova Venezia – Progetto autostrada del mare, Cantone chiede i documenti

08 gennaio 2015 – Nuova Venezia – La tangentopoli del Mose. Matteoli, il Senato concede l’autorizzazione a procedere.

07 gennaio 2015 – Nuova Venezia – Il ricorso di Galan

30 dicembre 2014 – Gazzettino – Quel terremoto nei palazzi del potere

23 dicembre 2014 – Gazzettino – L’inchiesta Mose. Orsoni non informato delle accuse? Nordio cita il generale: “Balle”.

21 dicembre 2014 – Nuova Venezia – Orsoni: “All’oscuro delle accuse di Sutto”

21 dicembre 2014 – Gazzettino – Orsoni, le nuove accuse fanno infuriare i difensori

20 dicembre 2014 – Nuova Venezia – Mose, Orsoni in Procura: nuove accuse

20 dicembre 2014 – Gazzettino – “Portai 200mila euro nello studio di Orsoni”

18 dicembre 2014 – Nuova Venezia – “Le navi fuori dalle bocche di porto del Lido”

18 dicembre 2014 – Gazzettino – La “retata storica”, Lezione per il futuro

17 dicembre 2014 – Nuova Venezia – La cricca del Mose voleva il Contorta

17 dicembre 2014 – Gazzettino – Mose, la “retata storica” e’ un libro. I giornalisti del Gazzettino raccontano.

16 dicembre 2014 – Gazzettino – Mose. “Chisso, collettore di tangenti”

16 dicembre 2014 – Nuova Venezia – Appalto idrovia a gruppo dello scandalo Mose

16 dicembre 2014 – Nuova Venezia – Un dossier dei comitati ai commissari del Mose

14 dicembre 2014 – Gazzettino – Tutti contro Orsoni per i finanziamenti elettorali in nero

14 dicembre 2014 – Nuova Venezia – Fondi neri Mose, Moretti attacca. Orsoni: gestiti dal partito “Indagati Pd, fatevi da parte”

13 dicembre 2014 – Gazzettino – Mose, finanziamenti al Pd: indagati Mognato e Zoggia.

13 dicembre 2014 – Nuova Venezia – Orsoni e i finanziamenti al Pd, sentito anche Maggioni. Indagati Zoggia e Mognato.

11 dicembre 2014 – Gazzettino – Io e il Doge vite parallele intorno al Mose

10 dicembre 2014 – Nuova Venezia – Sul tavolo Ue l’agenda di Chisso

10 dicembre 2014 – Gazzettino – Mose. Le strane partecipazioni del Consorzio tra dighe e bypass coronarici

09 dicembre 2014 – Nuova Venezia – Galan dimesso: torna ai domiciliari in villa

09 dicembre 2014 – Gazzettino – L’ex governatore Galan dimesso dell’ospedale dopo la caduta mentre potava un albero

09 dicembre 2014 – Nuova Venezia – Padova, Galan migliora e presto lascera’ l’ospedale

08 dicembre 2014 – Gazzettino – I “forconi” a casa di Chisso

07 dicembre 2014 – Gazzettino – “Ho portato all’estero i soldi di Chisso”

07 dicembre 2014 – Nuova Venezia – Galan ferito nel parco di casa

07 dicembre 2014 – Nuova Venezia – “Mose, i commissari ci ascoltino. Il progetto ha molte criticita’ “

05 dicembre 2014 – Gazzettino – “Ecco perche’ il Cvn e’ stato commissariato”

04 dicembre 2014 – Gazzettino – Mose, era falso pure l’avvocato

04 dicembre 2014 – Nuova Venezia – Mose, commissario-consulente

03 dicembre 2014 – Gazzettino – Mose, la citta plaude all’arrivo dei commissari

02 dicembre 2014 – Nuova Venezia – Nominati due commissari per il Mose

02 dicembre 2014 – Gazzettino – Mose, nominati i due commissari

01 dicembre 2014 – Gazzettino – Scandalo Mose. Inchiesta e Tfr di Mazzacurati.

29 novembre 2014 – Nuova Venezia – Mose, per Chisso confisca di 2 milioni

29 novembre 2014 – Gazzettino – Chisso, la pena ora e’ certa, i 2 milioni da confiscare no

28 novembre 2014 – Gazzettino – Mose. Per i corrotti niente prescrizione.

28 novembre 2014 – Nuova Venezia – Mose, ultimi patteggiamenti

20 novembre 2014 – Gazzettino – Mose. Consorzio avanti con due commissari

19 novembre 2014 – Nuova Venezia – Galan va in Cassazione, la decadenza si allontana

19 novembre 2014 – Gazzettino – Galan, Una Repubblica di banane.

13 novembre 2014 – Nuova Venezia – Matteoli sentito in Senato “Mose, mi perseguitano”

13 novembre 2014 – Gazzettino – Ambiente Venezia si appella all’Europa: “Ora riaprite le procedure sul Mose”

12 novembre 2014 – Gazzettino – Mose. Consorzio, faccia a faccia per il commissariamento

11 novembre 2014 – Nuova Venezia – Fondi sbloccati, la fine del Mose slitta al 2017

09 novembre 2014 – Nuova Venezia – Nuovo esposto sul Mose

09 novembre 2014 – Gazzettino – Mose. Chiarotto “scarica” Fabris: “Rapporti stretti con Mazzacurati? Non sapevo”

08 novembre 2014 – Nuova Venezia – “Mose, ancora rischio illeciti”

08 novembre 2014 – Gazzettino – Mose: ecco perche’ va commissariato

06 novembre 2014 – Nuova Venezia – Mose, altri due big patteggiano

06 novembre 2014 – Gazzettino – Il Mose, Quanto costano le paratoie.

05 novembre 2014 – Nuova Venezia – Mose, patteggia pure Sutto. Consorzio contro Milanese.

04 novembre 2014 – Nuova Venezia – Inchiesta Mose. I no di Condotte alla buonuscita di Mazzacurati.

04 novembre 2014 – Gazzettino. Mose, arriva la stangata fiscale. Il Consorzio deve 30 milioni.

04 novembre 2014 – Nuova Venezia – L’inchiesta sulle bonifiche di Porto Marghera

02 novembre 2014 – Gazzettino – Mose, colletta per il ministro

01 novembre 2014 – Nuova Venezia – Mose, il Consorzio chiede i danni

01 novembre 2014 – Gazzettino – Chioggia. Pressioni per il Mose  La difesa dei politici.

01 novembre 2014 – Gazzettino – Troppe pressioni, rivolta per le bonifiche.

01 novembre 2014 – Nuova Venezia – Business bonifiche, la Procura pronta a chiudere le indagini

31 ottobre 2014 – Nuova Venezia – Il duello Baita-Chiarotto che vale 37 milioni di euro

31 ottobre 2014 – Nuova Venezia – Consorzio, tutte le irregolarita’ sulle gare

31 ottobre 2014 – Gazzettino – Mose, lo scandalo investe Chioggia

31 ottobre 2014 – Nuova Venezia – Mose. Il commissario tra una settimana

31 ottobre 2014 – Gazzettino – Un Mose per 3 commissari

31 ottobre 2014 – Nuova Venezia – Inchiesta bonifiche. Schiesaro: mi aspettavo una medaglia

31 ottobre 2014 – Gazzettino – La cricca delle bonifiche

30 ottobre 2014 – Gazzettino – La “cricca” delle bonifiche

30 ottobre 2014 – Gazzettino – Mose, commissario in arrivo

30 ottobre 2014 – Nuova Venezia – Stop all’Autostrada del Mare. Spessotto (M5S) contro Zaia.

30 ottobre 2014 – Gazzettino – “Stop alla gara per la Via del mare”

29 ottobre 2014 –  Gazzettino – Marghera, il grande affare delle bonifiche

27 ottobre 2014 – Nuova Venezia – Mantovani. Chiarotto: non so se Baita ha 37 milioni per risarcirci.

27 ottobre 2014 – Gazzettino – Mantovani presenta il conto a Baita

25 ottobre 2014 – Gazzettino – Vitalizio a Galan? No, anzi si’.

24 ottobre 2014 – Nuova Venezia – Ruffato: “Nessun vitalizio pagato a Galan”

24 ottobre 2014 – Gazzettino – A Galan il vitalizio regionale

23 ottobre 2014 – Nuova Venezia – Le pietre del Mose

22 ottobre 2014 – Nuova Venezia – “La cava di pietre per il Mose era di Galan”

21 ottobre 2014 – Gazzettino – Lancio di soldi falsi nella villa di Galan

20 ottobre 2014 – Nuova Venezia – Quei patteggiamenti sono una vergogna

20 ottobre 2014 – Nuova Venezia – Mose, recuperati 12 milioni. Nordio: non li gestiamo noi.

20 ottobre 2014 – Gazzettino – Mose. Nordio: “La gente ci chiedeva di gettare la chiave nel pozzo”

19 ottobre 2014 – Nuova Venezia –  Spegnete i riflettori per favore sui politici corrotti del Mose

18 ottobre 2014 – Gazzettino – Mose, una “stecca” da 150mila euro per ogni cassone.

17 ottobre 2014 – Nuova Venezia – Caso Mose, patteggiano tutti

17 ottobre 2014 – Gazzettino – Mose, si’ ai patteggiamenti. 31 anni per Galan e soci.

16 ottobre 2014 – Gazzettino – Casarin come Chisso: tratta la resa, 20 mesi e confisca di 115 mila euro

16 ottobre 2014 – Nuova Venezia – Scandalo Mose, sfilata in tribunale

16 ottobre 2014 – Gazzettino – “E’ ora che il Consorzio apra i suoi armadi”

16 ottobre 2014 – Nuova Venezia – Mose. “Adesso via all’operazione. Armadi aperti”

15 ottobre 2014 – Gazzettino – Chisso nel mirino del Fisco: “Deve versare 4,3 milioni”

14 ottobre 2014 – Gazzettino – Mose, Chisso cede e patteggia 2 anni e 6 mesi

14 ottobre 2014 – Nuova Venezia – Chisso patteggia e va ai domiciliari

13 ottobre 2014 – Nuova Venezia – Spaziante, si’ della Procura. Patteggera’ quattro anni

12 ottobre 2014 – Nuova Venezia – L’onda dei patteggiamenti: dopo Chisso, in pista Sutto

12 ottobre 2014 – Gazzettino – Mose, la Procura punta sulle confische

11 ottobre 2014 – Nuova Venezia – Galan blindato in villa, insulti dai passanti

11 ottobre 2014 – Gazzettino – Galan, anche Fisco e Corte dei Conti ora battono cassa

10 ottobre 2014 –  Nuova Venezia – Galan ora punta ai servizi sociali

10 ottobre 2014 –  Gazzettino – Galan torna a casa tra abbracci e fischi

09 ottobre 2014 – Gazzettino – La resa di Galan: 2 anni e 10 mesi

08 ottobre 2014 – Nuova Venezia – Rifiuti: arresti in Regione. Caccia ai soldi in Svizzera.

08 ottobre 2014 – Gazzettino – Sistema Mose, nuova retata

07 ottobre 2014 – Nuova Venezia – Svelati i segreti di Galan, liberato Venuti.

07 ottobre 2014 – Gazzettino – “Ero il suo prestanome”. Il commercialista di Galan patteggia e ritorna libero.

04 ottobre 2014 – Nuova Venezia – Mose. “Matteoli asservito alle politiche Cvn”

03 ottobre 2014 – Gazzettino – “Chisso puo’ restare in carcere a Pisa”

03 ottobre 2014 – Nuova Venezia – Mose. Spaziante chiede di patteggiare quattro anni

02 ottobre 2014 – Gazzettino – Trovato il tesoro di Chisso nascosto dal segretario

02 ottobre 2014 – Nuova Venezia – Matteoli, accuse verso il voto del Senato

01 ottobre 2014 – Nuova Venezia – Alessandri: “Pagai Chisso e Galan per avere dei lavori”

01 ottobre 2014 – Gazzettino – Mose, e’all’Est il tesoro di Chisso

30 settembre 2014 – Nuova Venezia – Chisso, nove medici in carcere a Pisa per capire come sta.

28 settembre 2014 – Nuova Venezia – Indagato per il Mose, nel Via del Contorta

27 settembre 2014 – Nuova Venezia – Alla tenuta di Galan anche 150 mila euro di aiuti europei.

27 settembre 2014 – Gazzettino – Mose. “Mazzacurati, no all’incidente probatorio”.

26 settembre 2014 – Nuova Venezia – Mose, Chisso resta in carcere

26 settembre 2014 – Gazzettino – La Suprema Corte. Mose, Chisso resta in carcere.

25 settembre 2014 – Nuova Venezia – Galan latifondista e la moglie di Ghedini

25 settembre 2014 – Gazzettino – “Mazzacurati sta molto male non riesce a ricordare piu’ nulla”

23 settembre 2014 – Gazzettino – Mose e Consorzio ecco perche’ quei conti tornano

21 settembre 2014 – Gazzettino – Mose. Vale un miliardo il grande saccheggio dei soldi pubblici

21 settembre 2014 – Nuova Venezia – Scandalo Mose. Detenzione di Chisso entro tre settimane il responso dei medici.

20 settembre 2014 – Gazzettino – Mose. Dalle fatture false una pioggia di milioni per pagare le mazzette.

20 settembre 2014 – Gazzettino – Mose, subito a processo. Meneguzzo e Milanese.

19 settembre 2014 – Nuova Venezia – Mose. Mazzacurati conferma tutte le accuse a Matteoli

19 settembre 2014 – Gazzettino – Mose. Mazzacurati, interrogatorio-calvario

18 settembre 2014 – Nuova Venezia – Inchiesta Mose. Mazzi libero dopo 4 mesi, interrogato Mazzacurati

18 settembre 2014 – Gazzettino – Mose, otto indagati per le cerniere

17 settembre 2014 – Nuova Venezia – Mazzi vuole patteggiare “Ero nella cupola del Cvn”

17 settembre 2014 – Gazzettino – Mose, Mazzi patteggia e rimborsa 4 milioni

16 settembre 2014 – Nuova Venezia – Scontro di perizie sulle condizioni di salute di Chisso

14 settembre 2014 – Gazzettino – Inchiesta Mose. Dai “sassi d’oro” alle cartiere.

14 settembre 2014 – Nuova Venezia – Galan divento’ latifondista aiutato della moglie di Ghedini

13 settembre 2014 – Gazzettino – Cosi’ gli indagati spiavano le mosse dei pm di Venezia

12 settembre 2014 – Gazzettino – I periti della Procura: “L’ex assessore Chisso puo’ restare in cella”

10 settembre 2014 – Nuova Venezia – La chiamavano Galassia Galan oggi soffre solo lo studio Altieri.

09 settembre 2014 – Gazzettino – I Pm sulle tracce del tesoro di Chisso

07 settembre 2014 – Gazzettino – Mose, 80 milioni da recuperare. La Procura “punta” le aziende.

07 settembre 2014 – Gazzettino – Inchiesta Mose. I “trucchi” dei pm per mantenere il segreto sui numeri intercettati

07 settembre 2014 – Nuova Venezia – Inchiesta Mose. “Quei 7,5 milioni pagati alla Teseco indicata da Matteoli”

06 settembre 2014 – Gazzettino – Un fiume di denaro per “comprare” i vertici del Magistrato alle acque

05 settembre 2014 – Nuova Venezia – “Ospedale di Padova stessi nomi del Mose”

04 settembre 2014 – Nuova Venezia – Mose, termini scaduti: Piva torna in liberta’

03 settembre 2014 – Gazzettino – Mose, processi entro 50 giorni

02 settembre 2014 – Nuova Venezia – Quei collaudi d’oro all’ospedale di Mestre

02 settembre 2014 – Nuova Venezia – Rimangono in carcere Galan, Chisso, Casarin, Venuti e Mazzi.

31 agosto 2014 – Nuova Venezia – Galan non può sperare nelle prescrizione breve

30 agosto 2014 – Gazzettino – Galan, dalla villa al carcere. Il tramonto dell’ultimo doge

30 agosto 2014 – Gazzettino – Mose, prime scarcerazioni ma Chisso resta in cella

30 agosto 2014 – Nuova Venezia – Mose, domiciliari in scadenza per quattro

29 agosto 2014 – Nuova Venezia – Galan scarica Chisso: rottura dal 2010

28 agosto 2014 – Gazzettino – Mose, per ora di grande c’e’ solo la tangente.

27 agosto 2014 – Nuova Venezia – Mose. Nuovo dossier su tutti i “buchi neri”.

24 agosto 2014 – Gazzettino – Speciale 5a puntata. Mose, il crollo del sindaco.

23 agosto 2014 – Gazzettino – Inchiesta sul Mose, spiati per tre anni dal grande fratello della Finanza.

21 agosto 2014 – Gazzettino – Inchiesta Mose “Il Consorzio, sistema illecito”

20 agosto 2014 – Gazzettino – Inchiesta Mose. Appalti, gli esclusi ora querelano.

19 agosto 2014 – Gazzettino – Inchiesta Mose. Mazzacurati deporra’ in videoconferenza

17 agosto 2014 – Gazzettino – Terza puntata dell’inchiesta Mose

15 agosto 2014 – Gazzettino – L’investigatore che ha incastrato i padroni di Venezia

15 agosto 2014 – Gazzettino – Nuova Valsugana bloccata in galleria

15 agosto 2014 –  Nuova Venezia – Lo stipendio d’oro di Silvano Vernizzi e le trenta poltrone

14 agosto 2014 – Gazzettino – Mose, caccia al tesoro in Moldavia

14 agosto 2014 – Nuova Venezia – Tesoro delle tangenti Mose nascosto anche in Moldavia

13 agosto 2014 – Gazzettino – Galan rischia l’imputazione per calunnia

13 agosto 2014 – Nuova Venezia – Massoni nell’inchiesta Mose? Interrogazione M5s su Galan.

12 agosto 2014 – Nuova Venezia – Dai files rubati le accuse al manager “infedele”

12 agosto 2014 – Gazzettino – “Cosi’ Milanese si interesso’ alle inchieste della Finanza”

11 agosto 2014 – Nuova Venezia – Quel pranzo nel 2011 per discutere dei soldi di S.Marino.

11 agosto 2014 – Gazzettino – Galan, scontro sulla prescrizione tra Procura e giudici del Riesame.

10 agosto 2014 – Nuova Venezia – Galan resta in carcere perche’ pericoloso. E la famiglia e’ coinvolta.

10 agosto 2014 – Gazzettino – “Galan puo’ corrompere ancora”

09 agosto 2014 – Gazzettino – Accusa di corruzione: l’ex deputato Milanese rimane in carcere

08 agosto 2014 – Gazzettino – Con i patteggiamenti recuperati 4 milioni

05 agosto 2014 – Nuova Venezia – La cassa di Chisso e Galan era Adria Infrastrutture

05 agosto 2014 – Gazzettino – Mose, 80 milioni da recuperare

04 agosto 2014 – Nuova Venezia – “A Chisso 30 mila euro e Sacaim vinse un appalto”

04 agosto 2014 – Gazzettino – Un sistema di “collette” per Galan

03 agosto 2014 – Gazzettino – Galan deve restare in carcere

02 agosto 2014 – Nuova Venezia – “Io ho pagato Galan per poter lavorare”

02 agosto 2014 – Gazzettino – Un imprenditore: “Soldi a Galan per avere appalti”

01 agosto 2014 – Nuova Venezia – Come Galan e Chisso divennero soci della Mantovani

31 luglio 2014 – Nuova Venezia – Baita, l’ex doge, gli appalti «Ci fecero fuori dalle gare»

31 luglio 2014 – Gazzettino – Sentiti in Procura alcuni degli imprenditori che avrebbero versato soldi a Galan

30 luglio 2014 – Nuova Venezia – “Galan e Chisso si chiudevano in ufficio con Baita”

30 luglio 2014 – Gazzettino – Galan. L’ex segretaria all’attacco: “Su di me solo falsita’ “

29 luglio 2014 – Nuova Venezia – Blitz di Anonymous, pubblicate tutte le e-mail dei consiglieri veneti.

29 luglio 2014 – Gazzettino – Un “cerchio magico” attorno all’allora presidente del Consorzio Venezia Nuova, Giovanni Mazzacurati

28 luglio 2014 – Gazzettino – Dalla sanita’ alle strade cosi’ spartivano gli affari

27 luglio 2014 – Nuova Venezia – Mose, si cerca la “talpa” dentro la Corte dei conti

27 luglio 2014 – Gazzettino – Baita: Giancarlo mi raccomando’ la Minutillo

26 luglio 2014 – Nuova Venezia – Baita. Quel restauro a Cinto “Come facevo a dire no?”

26 luglio 2014 – Gazzettino – Dopo il Mose, la terza corsia inchiesta della procura sulla A4

25 luglio 2014 – Nuova Venezia – Il sistema Galan crolla. Ora la Corte dei Conti e’ su Veneto Sviluppo.

25 luglio 2014 – Gazzettino – Galan. Doppia diagnosi, la procura interroga i medici.

24 luglio 2014 – Nuova Venezia – Galan, inchiesta sulla malattia

24 luglio 2014 – Gazzettino – Galan in carcere, cartelle cliniche sotto sequestro

23 luglio 2014 – Gazzettino – Venezia. Il nuovo Jona e’ pronto, altri lavori per 20 milioni

23 luglio 2014 – Nuova Venezia – Galan in carcere a Milano

23 luglio 2014 – Gazzettino – Galan va in carcere

22 luglio 2014 – Nuova Venezia – Nuova custodia cautelare per Milanese

22 luglio 2014 – Gazzettino – Milanese, il gip ha convalidato. E Meneguzzo si “sospende”.

21 luglio 2014 – Gazzettino – Nel computer dei servizi segreti molti misteri ancora da decifrare

20 luglio 2014 – Nuova Venezia – Quei 15 mila euro ai due cardiologi per la visita in carcere a Baita.

20 luglio 2014 – Gazzettino – Mose, il ruolo dei servizi segreti

19 luglio 2014 – Gazzettino – Mose, lo scandalo travolge l’Universita’ del Patriarcato.

19 luglio 2014 – Nuova Venezia – Mose, falso in bilancio e concessione unica sul tavolo del governo

18 luglio 2014 – Nuova Venezia – Quote Ihfl con Galan: Zaia apre un’inchiesta su Pavesi e Simoni

18 luglio 2014 – Gazzettino – Da Mazzacurati un regalo di nozze da 12mila euro a Galan

17 luglio 2014 – Nuova Venezia – Galan nell’ospedale del direttore-socio

17 luglio 2014 – Gazzettino – L’impero Baita: 35 “poltrone” case e azioni

16 luglio 2014 – Nuova Venezia – Cantone, vertice in Procura “Voglio capire il caso Mose”

16 luglio 2014 – Gazzettino – L’ex doge ricoverato nell’ospedale gestito da un suo socio in affari

15 luglio – Gazzettino – Il premio da 5 milioni di Mazzacurati per Meneguzzo

14 luglio 2014 – Nuova Venezia – Baita, Galan, Chisso e le opere pubbliche costruite con la finanza di progetto

14 luglio 2014 – Gazzettino – Le sette accuse contro Galan e la sua difesa

13 luglio 2014 – Nuova Venezia – Il bilancio. Sette in carcere dopo il blitz del 4 giugno

13 luglio 2014 – Gazzettino – Una torre con vista sul Mose per il fratello di Cuccioletta

12 luglio 2014 – Nuova Venezia – Mazzette per 250 mila euro su ogni cassone del Mose

12 luglio 2014 – Gazzettino – La mappa dell’impero economico dell’ex doge

11 luglio 2014 – Nuova Venezia – Mose, primo si’ all’arresto di Galan

11 luglio 2014 – Gazzettino – Cuccioletta: “La mia nomina? La suggeri’ Mazzacurati a Matteoli”

10 luglio 2014 – Nuova Venezia – “Su conti esteri le mazzette di Chisso, cosi’ fanno tutti”

10 luglio 2014 – Gazzettino – Consiglieri arrestati, ma retribuiti

9 luglio 2014 – Nuova Venezia – “Chisso del tutto asservito agli interessi del Consorzio”

9 luglio 2014 – Gazzettino – “Chisso era del tutto asservito agli interessi di Baita e Consorzio”

8 luglio 2014 – Nuova Venezia – Villa di Galan, svelati tutti i lavori

8 luglio 2014 – Gazzettino – L’inchiesta: Milanese nega tutto, la Sartori tace.

7 luglio 2014 – Nuova Venezia – Sms di Milanese: il triangolo della mazzetta

7 luglio 2014 – Gazzettino – Contro Milanese “quattro riscontri”

6 luglio 2014 – Nuova Venezia – Nuovi fronti dopo il Mose: anche ospedale e Passante

6 luglio 2014 – Gazzettino – Baita: volevano che mi operassi per rinviare l’interrogatorio

5 luglio 2014 – Nuova Venezia – Mose, arrestato l’uomo di Tremonti

5 luglio 2014 – Gazzettino – Tangenti Mose, in manette Milanese

4 luglio 2014 – Nuova Venezia – Politici e supertecnici insieme per dividersi un miliardo di euro

4 luglio 2014 – Gazzettino – Cosi’ il Mose foraggiava Venezia 32 milioni a enti e associazioni.

3 luglio 2014 – Nuova Venezia – Ore 9, alla porta bussa la Finanza: Lia Sartori agli arresti domiciliari.

3 luglio 2014 – Gazzettino – Lia Sartori agli arresti

2 luglio 2014 – Nuova Venezia – Svuotacarceri, salvagente per i corrotti

1 luglio 2014 – Nuova Venezia – Il mistero della valigia partiva piena di soldi e tornava vuota al Cvn

1 luglio 2014 – Gazzettino – Villa di Galan, fu Mantovani a pagare

30 giugno 2014 – Nuova Venezia – Sartori, addio immunita': scatta l’arresto

30 giugno 2014 – Gazzettino – “Mose, chi sbaglia paga”

29 giugno 2014 – Nuova Venezia – Il riesame: Chisso deve restare in carcere

29 giugno 2014 – Gazzettino – Chisso, no alla scarcerazione “Gravi indizi di colpevolezza”

28 giugno 2014 – Nuova Venezia – L’ex ministro Matteoli nega tutto

28 giugno 2014 – Gazzettino – L’ex ministro Matteoli interrogato due ore

27 giugno 2014 – Nuova Venezia – Mazzacurati e’ indagato per concussione alle coop

27 giugno 2014 – Gazzettino – Arrestati e indagati. I dubbi degli Ordini fra espulsioni e silenzi.

26 giugno 2014 – Nuova Venezia – La difesa di Galan non convince la Giunta per le autorizzazioni

26 giugno 2014 – Gazzettino – “Bloccate le opere della Giunta Galan”: appello del Comitato anti Pedemontana.

26 giugno 2014 – Gazzettino – Baita, da genio a fenomeno del male

25 giugno 2014 – Gazzettino – Da Venezia a Milano le carte dell’accusa sulla maxi-tangente

24 giugno 2014 – Nuova Venezia – Un “cip” come a poker. Mezzo milione per oliare Cipe e giudici.

24 giugno 2014 – Gazzettino – Procura: il “gioco delle coppie” inguaia Galan sui fondi esteri

23 giugno 2014 – Nuova Venezia – Meneguzzo in cella ha tentato di suicidarsi

23 giugno 2014 – Gazzettino – Valsugana, si torni al progetto ’90

23 giugno 2014 – Gazzettino – Quei 500mila euro a Matteoli: ne discute il tribunale dei ministri

22 giugno 2014 – Nuova Venezia – Mose. Meneguzzo ottiene i domiciliari.

22 giugno 2014 – Gazzettino – La Cassazione. Anche se si patteggia adesso c’e’ l’obbligo di restituire il maltolto.

21 giugno 2014 – Nuova Venezia – Consorzio, bilanci e misteri  Nove milioni di liquidi, cento di debiti. Nessuno sollevo’ problemi.

21 giugno 2014 – Gazzettino – E la dark lady accuso’ Chisso “Tu non conti piu’ niente”

20 giugno 2014 – Nuova Venezia – Stessa “cricca” per il Passante. Dossier della corte dei conti.

20 giugno 2014 – Gazzettino – Pronti nuovi avvisi di garanzia

19 giugno 2014 – Nuova Venezia – Cuccioletta: Mazzacurati sceglieva i collaudatori

19 giugno 2014 – Gazzettino – Valsugana, rischio mazzette? “La Regione ora faccia luce”

19 giugno 2014 – Gazzettino – Mose, caccia a 12 milioni di tangenti

18 giugno 2014 – Nuova Venezia – Tutti i segreti del Mose sull’agenda di Mazzacurati

18 giugno 2014 – Gazzettino – Santa Alleanza contro la “nuova Valsugana”

18 giugno 2014 – Gazzettino – Cosi’ Baita “oliava” i grandi progetti

17 giugno 2014 – Gazzettino – Effetto Mose su Valsugana e SPV

17 giugno 2014 – Nuova Venezia – Cuccioletta ha iniziato a collaborare

17 giugno 2014 – Gazzettino – Dopo il Mose sarebbe bene che la magistratura decidesse di indagare su “Veneto City”

17 giugno 2014 – Gazzettino – Effetto Mose su Valsugana e Spv

17 giugno 2014 – Gazzettino – E Galan giurava: “Trasparenza, efficienza e sorveglianza sul Mose”

16 giugno 2014 – Nuova Venezia – L’inchiesta alla terza settimana. Il Riesame e le indagini in attesa di sanita’ e strade.

16 giugno 2014 – Gazzettino – Gli ingegneri “dell’altro Mose” ora rilanciano la loro battaglia

15 giugno 2014 – Nuova Venezia – “Galan in 13 anni ha speso il doppio dei suoi redditi”

15 giugno 2014 – Gazzettino – Lo strano caso dell’ingegner Fasiol, la sua nomina non fu autorizzata.

14 giugno 2014 – Nuova Venezia – Il ministero dell’ambiente estromesso. Cosi’ Chisso aggiro’ i controlli.

14 giugno 2014 – Gazzettino – La via “morbida” della Procura per ottenere le confessioni

13 giugno 2014 – Gazzettino – Baita: “Il Consorzio fino al 2003 non sapeva come spendere i soldi”

13 giugno 2014 – Nuova Venezia – Baita va all’attacco “Collaudi del Mose conto da 26 milioni”

12 giugno 2014 – Gazzettino – Galan e Chisso, i conti non tornano

12 giugno 2014 – Nuova Venezia – Baita: “Costa succube di Mazzacurati”

11 giugno 2014 – Gazzettino – Le uscite “milionarie” degli inquisiti.  Tra entrate e spese i conti non tornano.

11 giugno 2014 – Nuova Venezia – “Consegnai il denaro a Galan e anche all’assessore Chisso”

10 giugno 2014 – Gazzettino – I pm: un accordo Regione-Mantovani sui project financing

10 giugno 2014 – Nuova Venezia – La Corte dei Conti rivuole i 22,5 milioni delle mazzette

9 giugno 2014 – Gazzettino – Mose, il Consorzio trattava col ministero i Magistrati acquei

9 giugno 2014 – Nuova Venezia – Ospedali e appalti stradali, la procura verso altri blitz

8 giugno 2014 – Gazzettino – Galan, il gas e affari da 50 milioni

8 giugno 2014 – Nuova Venezia – Gli arrestati alzano un muro di silenzio

7 giugno 2014 – Gazzettino – Il gip: prove schiaccianti, niente “pesca a strascico”

Comunicato stampa Comitato Opzione Zero – “Fermare subito il debito perverso del Passante”

7 giugno 2014 – Nuova Venezia – Dalla villa ai giornali: ecco l’impero dei Galan

6 giugno 2014 – Gazzettino – Baita e Mazzacurati: milioni a Galan e Chisso e loro “risolvevano”

6 giugno 2014 – Nuova Venezia – Mose. Baita: «Così venivano pagati tutti»

5 giugno 2014 – Il Fatto Quotidiano – Mose, quando Zaia si fece passare sotto il naso una nomina della “squadra”

5 giugno 2014 – Gazzettino – Mose, la grande retata

5 Giugno 2014 – Nuova Venezia – Chisso in carcere, per Galan richiesta alla Camera

Comunicato stampa Comitato Opzione Zero – Il Veneto delle losche intese

 

Nuova Venezia – Appalti e tangenti nel Veneto

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31

mag

2014

Corruzione, la pista di An sull’ex ministro Matteoli

Le accuse di Baita e Mazzacurati: al costruttore cinque le mazzette destinate al politico toscano. I due accomunati dalla militanza in Alleanza nazionale

VENEZIA – L’imprenditore che raccoglieva le mazzette anche dalle altre società per consegnarle poi, stando alle accuse che il Tribunale dei ministri del Veneto dovrà provare, all’ex ministro Altero Matteoli è il romano Erasmo Cinque, amministratore unico dal 1970 della «Socostramo srl» (Società costruzioni strade moderne) ed ex presidente dell’Associazione costruttori edili del Lazio: anche lui è indagato per corruzione e il suo difensore, l’avvocato romano Pietro Pomanti, ha già chiesto di poter fare copia dei due faldoni di atti che già i difensori dell’ex ministro, gli avvocati romani Giuseppe Consolo e Francesco Compagna e il veneziano Gabriele Civello, hanno già fotocopiato ed esaminato. A raccontare che sarebbe stato Matteoli a insistere per far inserire da parte del Consorzio Venezia Nuova l’impresa romana tra quelle da chiamare per le bonifiche dei terreni inquinati di Porto Marghera e che le tangenti raccolte dal costruttore della capitale erano per l’esponente di Alleanza nazionale al governo sono stati l’ex presidente del Consorzio Giovanni Mazzacurati e l’ex presidente della «Mantovani» Piergiorgio Baita. Entrambi conoscono bene la vicenda delle bonifiche del polo industriale lagunare perché avevano fatto in modo che il Magistrato alle acque di Venezia concedesse quegli appalti al Consorzio senza alcun bando di gara, come se si fosse trattato di interventi per la salvaguardia della laguna, di cui l’associazione d’imprese guidata da Mazzacurati era concessionario unico per legge. Oltre ai racconti dei due manager veneti, c’è una circostanza difficilmente smentibile che mette Matteoli accanto a Cinque: per anni i due hanno militato nello stesso partito, Alleanza nazionale. Non solo: sono stati nelle stesso periodo nell’organo dirigente del partito, allora guidato da Gianfranco Fini, l’Assemblea nazionale. Matteoli, oltre ad essere parlamentare, era inserito quale coordinatore regionale del partito in Toscana, mentre Cinque come esponente dell’Ufficio studi e coordinamento. Si conoscevano e si frequentavano. E a interessarsi di loro già alcuni anni fa erano stati alcuni parlamentari dei Verdi, che avevano chiesto al ministro dei Trasporti per quale motivo il direttore delle Ferrovie dello Stato avesse concesso una consulenza da 400 milioni a Cinque per la liquidazione dell’«Immobiliare Lazio», una società legata all’azienda statale dei trasporti. Gli avvocati di Matteoli, che al governo è stato sia al dicastero dell’Ambiente sia a quello delle Infrastrutture e Trasporti (sempre con presidente del Consiglio Silvio Berlusconi), hanno già preannunciato che prima di presentare l’ex ministro per l’interrogatorio invieranno la prossima settimana al Tribunale di Venezia, ai giudici Monica Sarti (presidente), Priscilla Valgimigli e Alessandro Girardi, una memoria difensiva in cui contestano la ricostruzione dei fatti prospettata dai pubblici ministeri Paola Tonini, Stefano Ancilotto e Stefano Buccini. Il Tribunale dei ministri dovrà valutare se la notizia di reato che riguarda Matteoli e Cinque sia fondata o meno.

Giorgio Cecchetti

 

Incarichi alla compagna, altri guai per Clini

La società di due dei referenti italiani del progetto New Eden, tramite un consorzio di cui faceva parte, avrebbe dato incarichi professionali e consulenze a Martina Hauser, la compagna dell’ex ministro Corrado Clini. È per quest’ipotesi che gli inquirenti di Ferrara hanno indagato l’ex ministro dell’Ambiente anche per corruzione. Quello venuto alla luce ieri è un filone d’inchiesta autonomo rispetto a quello per peculato che è costato l’arresto a Clini nei giorni scorsi, che invece ipotizza una distrazione di 3 milioni dai fondi per 54 milioni destinati al progetto ambientale in Iraq, appunto New Eden. Per la contestazione della corruzione (un’ipotesi di reato per cui l’ex ministro è indagato anche a Roma) Clini era già stato interrogato a Ferrara: a ottobre ai magistrati aveva risposto di non esser a conoscenza di nulla. Fulcro di questa nuova tranche d’indagine è una società, con sede a Ferrara, di cui sono soci Augusto Pretner e Claudio Gonella.

 

La collaborazione di Minutillo e Buson si è rivelata utile nella ricostruzione del complesso di illeciti

VENEZIA – L’ex ministro dell’Ambiente, prima, e delle Infrastrutture, poi, sarebbe finito nei guai per gli interventi di bonifica per il rilancio delle aree industriali dismesse di Porto Marghera, lavori per i quali lo Stato ha stanziato oltre un miliardo di euro e per le quali non si è mosso soltanto Altero Matteoli, ma anche il veneziano Corrado Clini (finito in manette proprio alcuni giorni fa per peculato), sia in qualità di direttore generale sia di ministro dell’Ambiente. Già all’epoca avevano fatto discutere i metodi utilizzati, in particolare quello di aver affidato gli appalti da parte del Magistrato alle acque al Consorzio Venezia Nuova, concessionario unico sì ma soltanto per gli interventi per la salvaguardia della laguna e non di tutti i lavori importanti nell’area veneziana. Invece, il Consorzio aveva fatto la parte del leone anche per le bonifiche e tra le imprese la «Mantovani » era stata tra quelle più «fortunate». Non è un caso, quindi, che l’ex presidente del Consorzio e l’ex presidente dell’azienda edile padovana, dopo essere stati arrestati, il primo per associazione a delinquere finalizzata all’evasione fiscale e il secondo per turbativa d’asta, per riottenere al più presto la libertà abbiano vuotato il sacco riferendo anche in quale modo fossero riusciti ad ottenere quegli appalti milionari. E se davvero hanno versato bustarelle non sarebbero arrivate solo così in alto, ma cifre considerevoli si sarebbero fermate anche nelle tasche di altri, che non essendo ministri, finiranno probabilmente sotto inchiesta con il rito ordinario. L’inchiesta dovrebbe subire un’accelerazione nelle prossime settimane proprio sulla base delle dichiarazioni di Claudia Minutillo, di Nicolò Buson e dei due ex presidenti, tutti finiti in manette tra il febbraio e il luglio dello scorso anno. I quattro, alla fine, hanno scelto di collaborare e avrebbero fornito agli inquirenti numerosi riscontri a circostanze che le «fiamme gialle» coordinate dai pm Stefano Ancilotto, Paola Tonini e Stefano Buccini, avevano già ricostruito e anche nuovi elementi, per i quali sono stati avviati altri accertamenti in modo da trovare riscontri alle affermazioni testimoniali.

( g.c.)

 

I SOSPETTI Non è indicata alcuna accusa, indagati anche Baita e Buson

L’INTERESSATO «Nulla da nascondere, ho chiesto di poter essere interrogato per chiarire»

I PM DI VENEZIA – Un avviso di garanzia e gli atti al Tribunale per i reati ministeriali

L’INCHIESTA La svolta politica dopo le ammissioni di Baita e le dichiarazioni di Giovanni Mazzacurati

Piergiorgio Baita ex presidente della Mantovani spa, è un uomo libero dopo aver patteggiato un anno e 10 mesi di reclusione, pagando di tasca propria 400mila euro. Giovanni Mazzacurati, ex presidente del Consorzio Venezia Nuova, da oltre due mesi è oltreoceano con la moglie, dopo aver dovuto sopportare anche la morte prematura del figlio Carlo, regista di fama internazionale. Sono gli uomini chiave dell’inchiesta sul Mose. I verbali dei loro interrogatori, tuttora coperti dal segreto istruttorio, hanno fornito molte conferme – assicurano fonti accreditate – alla massa di indizi raccolti grazie alle indagini condotte dai magistrati lagunari Paola Tonini, Stefano Ancilotto e Stefano Buccini, permettendo di aggredire il livello politico. Sia locale che nazionale. La svolta è vicina? O è solo questione di tempo, quello legato alle scadenze elettorali, tanto per non incorrere nell’accusa della “solita” giustizia a orologeria? Si parla dell’imminenza di arresti eccellenti in grado di sconvolgere gli equilibri economici-finanziari ben oltre i confini del Veneto. L’inchiesta che punta a scoperchiare quella che potrebbe essere la nuova Tangentopoli in salsa veneta, avevano spiegato gli inquirenti, è partita come spesso succede, da una “banale” verifica fiscale in un’azienda di Chioggia, la Cooperativa San Martino impegnata nella costruzione delle bocche di porto del Mose.
Due le date fondamentali. Il 28 febbraio 2013 quando i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria stringono le manette ai polsi di Baita, accusato di aver frodato il fisco con fatture false per 8 milioni di euro. Con lui finiscono in cella anche Claudia Minutillo, ex segretaria di Giancarlo Galan quando era a capo della Giunta del Veneto, Nicola Buson allora direttore amministrativo della Mantovani e William Colombelli, presidente della Bmc Broker, una delle “cartiere” utilizzate da Mantovani con sede a San Marino. Passano circa 4 mesi e il 12 luglio 2013, tocca a Mazzacurati che solo pochi giorni prima aveva rassegnato le dimissioni dal vertice di Cvn dopo un trentennio di governatorato ininterrotto. Il reato che gli viene contestato è la turbativa d’asta per aver pilotato un appalto per l’assegnazione di lavori in ambito portuale. Il tutto sullo sfondo di quel Mose che una volta completato, nel 2016, costerà 5 miliardi e mezzo di euro. Un moloc in grado di fagocitare finanziamenti e generare fondi neri milionari per ottenere una sorta di pax sociale. Ecco spuntare elargizioni ad associazioni, fondazioni, iniziative. A “libro paga” un vice questore che passava informazioni sotto banco. Si è persino parlato di un generale a tre stelle della Guardia di Finanza, in pensione. E politici. Mancavano le prove. Ora ci sarebbero con tanto di conti correnti criptati all’estero individuati e sequestrati.

 

Mose, indagato l’ex ministro Altero Matteoli

A Venezia se ne parla da mesi, dei possibili sviluppi della maxi-inchiesta su Mose, Consorzio Venezia Nuova e Mantovani, con relativo, supposto coinvolgimento anche della politica. Ora un primo aggancio ai “palazzi” è arrivato: la Procura di Venezia ha infatti avvisato l’ex ministro Altero Matteoli, 74enne, per anni in ruoli chiavi nei governi Berlusconi, della trasmissione di un fascicolo a suo carico al competente Tribunale dei ministri. Il primo passo previsto dalla legge in caso di indagini su un ministro o un ex ministro per presunti reati connessi all’esercizio delle sue funzioni governative.
Dopo gli arresti dell’anno scorso, prima per le false fatturazioni della Mantovani, poi per la turbativa d’asta contestata al Consorzio Venezia Nuova, al lavoro sui possibili seguiti di quelle inchieste c’è la Guardia di Finanza guidata un pool di tre magistrati: Stefano Ancilotto, Paola Tonini e Stefano Buccini. Ebbene, nel caso di Matteoli, il filone sarebbe quello seguito dalla dottoressa Tonini, più legato al Mose, di cui Matteoli si è occupato a lungo, come ministro all’Ambiente e poi alle Infrastrutture. Al Tribunale dei ministri la Procura ha trasmesso gli atti, senza nemmeno ipotizzare un reato, come prevede la procedura. Massimo il riserbo degli inquirenti veneziani. Di certo, in questi mesi, sono state raccolte molte testimonianze importanti, a cominciare da quella di Piergiorgio Baita e Giovanni Mazzacurati, rispettivamente ex presidenti di Mantovani e Consorzio Venezia Nuova. Il nome di Matteoli potrebbe essere emerso risalendo al percorso dei finanziamenti. All’ex ministro potrebbero essere stati versati fondi attraverso un giro di società a lui collegate. Nei giorni scorsi, l’avviso di trasmissione del fascicolo è stato notificato, oltre che a Matteoli, anche a Piergiorgio Baita e Nicolò Buson, l’ex direttore amministrativo della Mantovani. Evidentemente tra i coindagati di questo filone. Ora sarà il Tribunale dei ministri – composto da tre giudici sorteggiati nel distretto – a dover valutare gli atti in un’ottica inquirente. Potrebbero non ravvisare alcun reato e chiedere l’archiviazione. Oppure ritenere che non ci sia un reato ministeriale e restituire gli atti alla Procura. Terza ipotesi, nel caso ipotizzino un reato ministeriale, il tutto finirà a Roma per l’autorizzazione a procedere. Per questa valutazione il Tribunale dei ministri ha tre mesi, a cui aggiungere, eventualmente, i tempi romani per l’autorizzazione. Ci sarà da attendere, insomma, anche perché la procedura in qualche modo “congela” anche le posizioni degli eventuali coindagati per reati connessi.
Intanto Matteoli ha già chiesto, attraverso i suoi legali, di essere sentito dalla Procura di Venezia. «Nei giorni scorsi ho ricevuto notizia di un procedimento che mi vedrebbe coinvolto – ha confermato ieri l’ex ministro -. Non avendo nulla da nascondere e non avendo mai percepito alcunché, ho richiesto tramite i miei legali di essere sentito dai magistrati di Venezia, davanti ai quali mi presenterò nei prossimi giorni per chiarire la mia posizione e per fornire ogni chiarimento che mi verrà richiesto».

Monica Aldolfatto

 

IL RITRATTO DELL’UOMO POLITICO

Quei 20mila euro elettorali subito restituiti al Consorzio

Dopo l’arresto di Mazzacurati spuntò un finanziamento del 2006 tornato però al mittente. Una grande attenzione per la salvaguardia

Non si può dire che Altero Matteoli, livornese di Ceccina, si sia risparmiato – da ministro – per Venezia e i grandi appalti del Consorzio Venezia Nuova. A rischio di scivolare su una buccia di banana che le cronache del 2013 liquidarono come un incidente da uffici stampa. Era la fine di luglio. Giovanni Mazzacurati, l’uomo potente che controllava gli affari della salvaguardia dall’acqua alta, era finito in carcere per favoritismi in un appalto. Il pentolone degli intrecci politico-economici ribolliva come non mai e agli ambientalisti era facile chiedere una verifica sulle attività del Consorzio.
Tre giorni prima che Mazzacurati fosse interrogato dal Pm Paola Tonini, il Consorzio aveva diffuso un elenco di contributi elettorali pagati fino al 2008. Zelo comunicativo per allontanare il sospetto di finanziamenti a pioggia ai politici che contano, e per dimostrare che da cinque anni non un euro era finito ai partiti. In quell’elenco apparve il nome di Altero Matteoli per 20 mila euro versati il 16 marzo 2006 al suo Comitato elettorale. Era stato ministro dell’Ambiente dal ’94 al ’95 e dal 2001 al 2006 con Berlusconi. Passato Prodi, era pronto a tornare nel governo, ai Trasporti (2008-2011). Sempre in posti che contano.
La notizia dei 20 mila euro, che pure avrebbe potuto essere dirompente, per il nome del personaggio e per il fatto che si era occupato di questioni ambientali del Consorzio, in realtà venne liquidata con un comunicato. E una richiesta di scuse. Scrisse allora Matteoli: «Il contributo regolarmente elargito nel 2006 dal Consorzio Venezia Nuova a sostegno della mia campagna elettorale, quale candidato alle elezioni per il Senato della Repubblica, è stato interamente restituito non appena ricevuto a cura del mio mandatario». Che anzi indicò prove inconfutabili: «Quanto affermo è facilmente verificabile ed è stato riportato nelle dichiarazioni che i candidati devono depositare, a norma di legge, presso le Corti di Appello competenti (nella fattispecie quella di Firenze) e il Parlamento». Un piccolo “giallo”, non fosse altro che per capire quali ragioni avessero indotto il Consorzio a elargire 20 mila euro (salvo poi riprenderli ineffabilmente indietro). L’Ente non lo spiegò, ma si rammaricò via mail dell’accaduto, scusandosene «vivamente con il senatore Matteoli».
Il ministro ha sempre avuto un occhio di riguardo per le infrastrutture veneziane. Dal porto offshore ai finanziamenti al Consorzio tramite la Banca Europea degli Investimenti, nel 2011. Dai 400 milioni del governo per il Mose, nel 2010, alla produzione delle prime di 156 “cerniere” costruite da una società di Selvazzano Dentro per far alzare le paratie del Mose. Dai piani per le infrastrutture strategiche nel Veneto al Passante Autostradale di Mestre. Un occhio di riguardo ricambiato, ora, dalla Procura.

Giuseppe Pietrobelli

 

Paolo Costa convoca a sorpresa una Conferenza dei servizi sulla posa dei cassoni

«Conca troppo piccola, danni provocati dal Consorzio». E scoppia la polemica

«Stop» ai lavori del Mose. La conca non è pronta, il Porto potrebbe subire danni e ritardi dai lavori. Dunque «è necessario convocare con urgenza una Conferenza di Servizi e ridiscutere tutto». L’altolà ai lavori del Consorzio Venezia Nuova arriva stavolta da colui che ne era stato – da sindaco e ministro – uno dei massimi sostenitori. Il presidente dell’Autorità portuale Paolo Costa ha firmato un «decreto presidenziale » che già fa discutere.Convocando per giovedì prossimo alle 15 una riunione straordinaria della Conferenza dei servizi per la definizione del «programma di posa dei cassoni del Mose alla bocca di Malamocco ». Un atto di imperio che ha già sollevato perplessità negli enti destinatari dell’invito,Magistrato alle Acque e Consorzio Venezia Nuova. «Il programma dei lavori è già stato approvato ed è ben conosciuto anche dall’Autorità portuale », ribattono. Curioso anche che i due enti (Autorità portuale e Magistrato alle Acque) dipendano dallo stesso ministero, le Infrastrutture rette da Maurizio Lupi, e siano già ben esposti nella polemica per le alternative alle grandi navi. Ma Costa, com’è suo costume, va avanti deciso. Qualche settimana fa aveva inviato una lettera-diffida al Consorzio Venezia Nuova, chiedendo in sostanza i danni per le operazioni di posa dei cassoni, già ultimate alla bocca di Lido. E chiedendo anche nei giorni scorsi che i lavori richiesti dal Porto per rendere sicura la conca di Navigazione di Malamocco fossero rifinanziati dal Magistrato alle Acque. Perché ci si è accorti che la famosa conca – chiesta al Comitatone proprio dal Comune quando Costa era sindaco, nel 2002 – costata quasi duecento milioni di euro, adesso è «troppo piccola» per consentire l’ingresso alle grandi navi. Secondo il progetto della conca, realizzata dal Consorzio Venezia Nuova nella bocca di porto di Malamocco, le dimensioni massime di una nave che può passare di là, durante i lavori del Mose o il funzionamento delle barriere mobili, è di 280 metri di lunghezza, 39 di larghezza, 12 di altezza. In sostanza la conca non serve per le grandi petroliere, né per le grandi portacontainer, né per le navi da crociera. Dunque? Per le merci il Porto spinge per realizzare la piattaforma off shore, ma il problema si potrebbe presentare anche per i passeggeri se dovesse passare l’ipotesi Marghera o il canale Contorta chiesto dall’Autorità portuale. Ecco perché, citando la legge 241 del 7 agosto 1990, Costa ha deciso di convocare tutti. «Un solo rappresentante per ente», specifica nella lettera. Uno per il Magistrato alle Acque, il Consorzio e Fincosit, uno per la Capitaneria e uno a testa per armatori, spedizionieri, raccomandatari, terminalisti, rimorchiatori, piloti, ormeggiatori, che dunque saranno in maggioranza. «La Conferenza dei servizi», conclude la lettera di Costa, «sarà presieduta dal Presidente». Secondo il Porto si dovrà stilare un calendario condiviso dei lavori. Ma anche, dal momento che i lavori «determinano una temporanea diversa organizzazione della navigazione, e in particolare del servizio di rimorchio, ormeggio e pilotaggio », bisognerà «valutare i diversi interessi coinvolti». Un atto insolito. Che Costa ha firmato puntando evidentemente a una ridiscussione delle modalità dei lavori. E anche alla possibilità di risarcire le imprese portuali a spese del Consorzio – e dunque dello Stato – per i ritardi e le «interferenze » della grande opera con l’attività economica dello scalo veneziano.

Alberto Vitucci

 

Baruffe lagunari, un’altra grana per Lupi

Lo scenario: la lite Porto-Consorzio nell’ambito dei progetti per l’off shore, il Mose, le grandi navi

Un’altra grana «lagunare» sul tavolo del ministro Lupi. Il responsabile delle Infrastrutture, si dice, non ne può più di dover affrontare le «baruffe veneziane ». Prima il Porto contro il Comune, gli ex amici Paolo Costa e Giorgio Orsoni divisi dalle alternative alle grandi navi in laguna. Poi Vtp, la società delle crociere, contro la Capitaneria di Porto. Ricorso al Tar contro l’ordinanza che metteva limiti al passaggio delle navi. Adesso la querelle tra il Porto e il Magistrato alle Acque, entrambi uffici dello Stato che dipendono dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Cosa farà Lupi dovendo decidere della richiesta danni del Porto per i lavori del Mose? Potrà stanziare nuovi fondi dello Stato per il Magistrato alle Acque per poi girarli all’Autorità portuale? Questione intricata, che si inserisce nel complesso panorama dei lavori e dei progetti in laguna. Se il governo manterrà l’impegno preso, il prossimo Comitatone dovrebbe riunirsi entro la metà di giugno per discutere dell’alternativa al passaggio delle grandi navi davanti a San Marco. Sul tavolo i progetti del nuovo canale Contorta, per cui spinge il Porto (bocciato però nella sua versione preliminare dalla commissione Via). Poi gli attracchi a Marghera, come chiede il Comune, con possibile arrivo in Marittima tramite il canale Vittorio Emanuele, da adeguare ai nuovi pescaggi. Oppure le soluzioni del porto in bocca di Lido. Il progetto De Piccoli-Duferco, unico «promosso» in via preliminare dalla stessa commissione. Masi dovrà decidere anche dei finanziamenti per la piattaforma off shore per petroli e merci in Adriatico. Due miliardi di lavori, in parte finanziati dallo Stato. E adesso anche della richiesta di danni per Mose, progetto da cinque miliardi giunto all’80 per cento della realizzazione nelle tre bocche di porto di Lido, Malamocco e Chioggia. Uno scenario sempre più complesso.

 

VENEZIA – È paralisi a Ca’ Farsetti sull’attività della commissione di indagine sulla Mantovani che è scaduta a gennaio, senza però essere giunta a risultati concreti, e che in molti, tra maggioranza e opposizione, non sembrano ansiosi di “resuscitare”, con le elezioni amministrative trameno di un anno. È quello che denuncia il consigliere del Gruppo Misto Marta Locatelli che ha presentato da tempo una proposta di ricostituzione di una nuova commissione di indagine, che però viene sistematicamente accantonata nella conferenza dei capigruppo che dovrebbe decidere di portarla alla discussione e al voto del Consiglio comunale. «È già le terza volta che succede – dichiara Locatelli – senza una valida motivazione, perché non è possibile, come ha proposto qualcuno, prorogare la validità di una commissione di indagine come questa, né accorparla a una commissione ordinaria. Così si continua a perdere tempo e a non affrontare il problema e l’impressione è che siano in pochi quelli che vogliono si faccia realmente chiarezza sui rapporti tra la Mantovani e il Comune. È una cosa scandalosa ». L’impresa padovana con sede a Mestre e che una delle principali di quelle del Consorzio Venezia Nuova, ha tra l’altro appena vinto l’appalto per la realizzazione della piastra dell’Expo di Milano 2015. La commissione d’indagine sulla Mantovani – presieduta dal consigliere comunale di Forza Italia Luca Rizzi – si era insediata nel febbraio dello scorso anno, incaricata di far luce sui rapporti tra il concessionario dello Stato e la sua maggiore azionista, l’impresa Mantovani spa, e il Comune. Si era però poi effettivamente riunita ben poche volte, ascoltando comunque anche il sindaco Giorgio Orsoni. Tra le operazioni oggetto di indagine, quella sulla vendita dell’Ex Ospedale al mare e relativo progetto di ristrutturazione, quella sul finanziamento per la Coppa America a Venezia e quella per l’acquisto da parte della società delle quote comunali dell’Autostrada Venezia-Padova.

(e.t.)

 

LA POLEMICA

VENEZIA – E a Venezia quando? Il portavoce del Movimento 5 Stelle al Senato, Enrico Cappelletti, commenta gli arresti nell’ambito dell’inchiesta per l’Expo a Milano chiedendosi il motivo per cui non vi siano stati analoghi provvedimenti anche «per le grandi opere in Veneto». E spiega. Mentre a Milano gli investigatori «sono alacremente all’opera», a Vicenza, «per il caso del nuovo tribunale che coinvolge il gruppo Maltauro e il gruppo Gavio pare che il tempo si sia fermato». Non solo: «Spostandosi di pochi chilometri, come mai tutto tace sul cosiddetto “sistema Venezia”?». Cappelletti si riferisce alle inchieste sugli appalti che portarono un anno fa ad arresti eccellenti e polemizza con la Procura, chiedendo se abbia «intenzione di prendere qualche provvedimento per permettere ai veneti di sapere prima, e non dopo le elezioni regionali, se c’è qualche big della politica o della imprenditoria regionale da mettere alla porta?».

 

Sit-in di Berlato e di Fratelli d’Italia davanti al tribunale di Venezia per sollecitare l’azione dei magistrati

VENEZIA «Secondo certe voci, i provvedimenti nei confronti dei malfattori sono già pronti ma c’è chi vuole attendere l’esito delle elezioni europee, in modo che per qualcuno possa scattare l’ombrello dell’immunità parlamentare». Il deputato del Parlamento europeo di Fratelli d’Italia Sergio Berlato non ha dubbi e lo dichiara: è circondato dai militanti del suo partito che agitano cartelli che confermano le parole del deputato. «Che fine hanno fatto le indagini sugli appalti pubblici in Veneto?», si legge in un cartello.«Mose una rapina politica da 4 miliardi», ha scritto un altro con più certezze. «Lo chiediamo alla Procura: vogliamo la verità su tangenti e politica», rincara un terzo. Sono arrivati in una ventina, ci sono anche consiglieri comunali e provinciali di Venezia, si sono piazzati davanti all’entrata del nuovo Tribunale di Piazzale Roma che ospita anche gli uffici della Procura della Repubblica, la stessa che ha avviato le indagini sulla Mantovani prima e sul Consorzio Venezia Nuova poi. «Dopo più di un anno d’ indagini », prosegue l’onorevole Berlato, «chiediamo agli inquirenti veneziani i nomi dei malfattori. Certo, sappiamo che le indagini sono coperte dal segreto, ma che almeno ci diano i nomi di chi è coinvolto, è un diritto dei cittadini sapere, conoscere i nomi di chi spreca il danaro pubblico». Berlato racconta che alcuni mesi fa si è presentato in Procura a denunciare il «malaffare», grazie alla documentazione che gli hanno consegnato alcuni imprenditori, poi però non ne ha saputo più nulla. Le indagini che hanno portato all’arresto del vertice della padovana «Mantovani » sono venute alla luce ormai quindici mesi fa con l’arresto di Piergiorgio Baita, quelle sul Consorzio, grazie alle manette scattate ai polsi del presidente Giovanni Mazzacurati, dieci mesi fa. È noto, ormai, che entrambi i manager hanno contribuito con le loro dichiarazioni all’inchiesta tanto da aver ottenuto la scarcerazione dopo gli interrogatori (a confermare la loro collaborazione ci sono state anche le ordinanze del Tribunale del riesame). L’opinione pubblica, dunque, attende gli ulteriori sviluppi.

Giorgio Cecchetti

 

Gazzettino – “Il dopo-Mose? Noi siamo pronti”

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25

apr

2014

L’INTERVISTA – lI presidente del Consorzio: «Questa diventerà una delle più importanti attrazioni di Venezia»

Fabris: «Sulla gestione è la politica che deve decidere. Ma le competenze qui ci sono»

E rivela: «Stiamo risparmiando, alla fine l’opera potrebbe costare meno del previsto»

TAGLI AI COSTI  «Insieme, io e Redi, guadagniamo il 40% di quello che percepiva il vertice precedente»

VOGLIA DI EXPO  «Parteciperemo a un grande progetto sul rapporto tra uomo e acqua»

«Vuole che facciamo una scommessa? Il Mose diventerà una delle più importanti attrazioni di Venezia».
Addirittura, presidente Mauro Fabris…
«Sì. Già oggi abbiamo 10mila visitatori ogni anno, metà stranieri. Questo aumenta il mio rammarico perché questa opera, unica al mondo, ci viene invidiata da tutti, ci viene chiesta da Cina, Giappone, Stati Uniti, Emirati Arabi… È uno dei simboli dell’ingegneria italiana, la più grande opera pubblica mai costruita nel nostro Paese. E tra l’altro si inserisce perfettamente nell’ambiente e del sistema lagunare. Fra tre mesi non si vedrà nulla della parte emersa, sparirà tutto sott’acqua. Ma gli italiani e molti veneziani non l’hanno ancora conosciuta in pieno…».
Non dovranno aspettare molto: oggi l’Arsenale di Venezia, dove ha sede il Consorzio, apre le porte a tutti per mostrare proprio la cabina di regia del Mose. E nel 2016 l’opera sarà completata.
«E quando sarà finita ci si accorgerà di cosa voglia dire. Chioggia ci ringrazia ancora perché da un paio d’anni, con il “baby Mose”, la città è salvata dalle acque alte».
Lei è presidente del Consorzio Venezia Nuova, che sta per completare il Mose: normale che ne sia entusiasta. Anche perché è costato oltre 5 miliardi di euro.
«Per l’esattezza 5 miliardi 493 milioni. La Milano-Napoli è costata 18 miliardi, la Pedemontana Veneta 2.5. Voglio dire che dal 1966, da quando si è iniziato a parlare di salvare Venezia dalle acque alte, non mi pare sia una cifra spropositata. Tenuto conto della grandezza e della valenza dell’opera».
Tutti soldi pubblici, stanziati dal Governo italiano. In giro per l’Italia non vi sarete fatti molti amici, con la fame di contributi per opere pubbliche…
«Il fatto che lo Stato abbia sempre garantito la continuità dei finanziamenti è l’esempio di come il Mose sia considerato opera di preminente interesse nazionale. In un Paese dove le incompiute non mancano di certo, questo è un bel risultato di cui Venezia e il Veneto dovrebbero andar fieri».
Mai temuto che i rubinetti si chiudessero?
«A luglio, con il terremoto giudiziario che ha colpito la vecchia gestione del Consorzio, non era affatto scontato che arrivasse l’ultima tranche di finanziamenti. Portare a casa i 400 e rotti milioni della Legge di stabilità non è stata una passeggiata. Ma in questo caso Venezia ha fatto squadra».
Presidente, oggi più che mai chi gestisce soldi pubblici viene chiamato a farlo con raziocinio. Voi siete un consorzio di imprese private, ma finanziato dallo Stato. Non rientrate nella spending review imposta da Renzi per gli enti pubblici, ma due conti li avete fatti?
«Sull’ultima tranche di 400 milioni che ci è arrivata da Roma siamo lavorando per vedere di risparmiare. Alla fine potrebbero bastare meno soldi».
E sulle spese di gestione?
«Fin da subito abbiamo tagliato i compensi degli amministratori. Io e il direttore Redi percepiamo il 40 per cento di quello che spettava alla vecchia dirigenza. Abbiamo avviato una severa “due diligence” con la Mazars spa, ricostituito l’organo di vigilanza con componenti tutti esterni (prima la metà era fatta da interni). Abbiamo tagliato i contributi di liberalità che venivano elargiti a enti, istituzioni, associazioni, perfino a sagre e feste, per concentrarci su attività legate al nostro settore. Tutto ciò ci ha consentito risparmi di qualche milione di euro l’anno (i dati precisi ancora non li abbiamo). E abbiamo applicato la legge 231 anticorruzione».
Avete liquidato con sette milioni l’ex presidente Mazzacurati, che ha lasciato il Consorzio dopo essere stato coinvolto nel terremoto giudiziario. È vero che comunque avete limitato i danni con quella cifra?
«Quella è una decisione che ci siamo trovati sul tavolo e con i nostri consulenti legali abbiamo deciso di chiudere la partita su quella cifre, per evitare strascichi più onerosi».
Il Mose sarà finito nel 2016. E dopo? Che succederà del Consorzio?
«Appena insediato ho detto che la priorità e la nostra missione era completare l’opera. Poi il Consorzio avrò esaurito il suo compito».
Ma ci sono la gestione e la manutenzione…
«Per quello ci penserà la politica, spetta ai politici decidere. Servirà una cabina di regia che metta insieme tutti i soggetti interessati. Se la politica deciderà che dovrà essere il Consorzio a proseguire, noi siamo pronti. L’importante è che non venga disperso il patrimonio umano e di conoscenze acquisito in questi anni. Anche per questo, per valorizzare il nostro lavoro, abbiamo in mente un progetto per l’Expo».
Cioè?
«Parteciperemo, con altri soggetti di dimensione nazionale e internazionale, a una iniziativa nell’ambito del Comitato Expo voluto dal Comune. Lavoreremo sull’acqua e sul rapporto tra l’uomo e l’ambiente acquatico».
Un altro punto importante, attuale in questi giorni, riguarda il traffico navale con cui il Mose dovrà fare i conti. Avete una preferenza tra le ipotesi in campo per ridurre o estromettere le crociere da San Marco?
«No. Per il semplice fatto che il Mose è un sistema flessibile che si adatta a ogni soluzione. E mi fa piacere che tutti i progetti in campo abbiamo considerato il Mose non come un ostacolo, ma come un’opera necessaria ed acquisita. Anche quello degli ambientalisti, che sostengono il terminal crociere appoggiato alla conca di navigazione di Punta Sabbioni. Il che è tutto dire».

Davide Scalzotto

 

DENTRO LA “CONTROL ROOM” – La cabina di regia che fermerà l’acqua alta

Chi schiaccerà il “bottone” per far entrare in funzione il Mose? La “control room”, la sala di controllo del Consorzio Venezia Nuova, ha sede all’Arsenale nord. Qui, in uno degli edifici cinquecenteschi recuperati dal vecchio Arzanà, un pannello con tanti schermi, stile cabina di regia, offre tutte le informazioni necessarie per prendere la decisione finale di alzare le dighe mobili in caso di acqua alta: condizioni meteo, marea, moto ondoso, traffico acqueo sono tenuti costantemente sotto osservazione. Ma che succede quando scatta l’allarme acqua alta? Già alcune ore prima del picco massimo la macchina si mette in funzione. La cabina di regia è quindi in grado di programmare quando e come chiudere le paratoie. Da qui il comando passa a ciascuno dei tre centri di controllo posizionati proprio alle bocche di porto, che materialmente procederà ad alzare la paratoie. Contemporaneamente alla decisione di alzare le barriere, la Capitaneria di Porto dovrà emettere l’ordine alle navi in entrata e in uscita dalla laguna di fermarsi il tempo necessario alla fine dell’emergenza (di norma la marea si alterna ogni sei ore, ma il picco massimo dura molto meno: una o due ore). Allo stesso tempo una squadra di pattugliatori dovrà controllare che, quando le paratoie si alzeranno, non ci siano imbarcazioni in zona. Al momento è previsto che il Mose entri in funzione a una quota di marea di 110 centimetri sul livello medio del mare. Il che significa comunque che piazza San Marco, il punto più basso della città, sarà coperta di 25 centimetri di acqua.

 

DOPO LE LETTERE INVIATE DA PORTO, VTP E AGENTI MARITTIMI

Mauro Fabris, presidente del Consorzio Venezia Nuova, si dichiara “sconcertato” e aggiunge: «Non voglio entrare in polemica con nessuno – aggiunge – Se ci saranno delle contestazioni, risponderemo, ma credo obiettivamente che i progetti fossero ben noti e conosciuti. Abbiamo una linea di condotta e una serie di progetti da portare avanti, che sono noti e soprattutto che erano conosciuti da tutti. Se vogliono necessariamente prendersela, beh, allora che se la piglino con lo Stato. Noi facciamo quello che ci è stato chiesto come ente concessionario». Il presidente del Consorzio risponde così all’Autorità portuale, alla Venezia Terminal Passeggeri e all’associazione degli Agenti marittimi che, in altrettante lettere avevano contestato mancati introiti per la chiusura della bocca di porto per i lavori del Mose. Sulla vicenda sono intervenuti anche gli Agenti marittimi che hanno ribadito come non vi sia alcun contenzioso legale, ma solo una lettera con richiesta di chiarimenti per i ritardi nei lavori del Mose tanto da mettere in difficoltà la categoria. Essendo tutti i soggetti collegati o facenti riferimento in qualche modo al Ministero delle infrastrutture, non è escluso che tutta la vicenda possa finire sul tavolo del ministro Maurizio Lupi. I mancati introiti – come riferisce Sandro Trevisanato, Presidente di Vtp – sono stati dovuti al blocco della bocca di porto degli Alberoni dove sono stati posati alcuni “cassoni” del Mose. Di fatto, alcune navi non hanno potuto entrare a Venezia – nonostante fosse stata scelta la bassa stagione e si fosse tentato di accorciare i tempi d’opera – facendo ridurre gli introiti per gli operatori dello scalo marittimo. Su un fatturato di 40 mln di euro la sola Vtp, che paga al Porto una concessione di 6 mln di euro, avrebbe perso – dice Trevisanato – oltre 600mila euro dei quali viene chiesto il rimborso. Trevisanato riferisce che si sta vagliando la possibilità di poter recuperare il denaro attraverso il Consorzio o con l’ottenimento di uno “sconto” sulla concessione.

 

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