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Gazzettino – Treni. Giornata nera per i pendolari.

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7

mag

2015

MESTRE / SAN DONA’

I SENSORI – Troppo carico convoglio bloccato

MOBILITÀ Giornata di passione per i viaggiatori, pesanti disagi sulla linea Treviso-Venezia

Stipati sul treno dei pendolari

Odissea a bordo della “Vaca Mora”, una sola carrozza in servizio per circa 400 passeggeri

Giornata pesante per i pendolari che quotidianamente si devono recare a Venezia per lavoro o per studio. Particolarmente impegnativo l’inizio per gli utenti del treno della linea che collega Adria a Venezia, passando per Piove di Sacco, Camponogara e Mira.

Di solito il convoglio, l’ex “Vaca Mora”, è composto di due carrozze che lungo la strada si riempiono di persone. Ieri, alle 6.10 , i pendolari in partenza da Adria hanno trovato una sola carrozza automotrice e hanno dovuto fare buon viso a cattivo gioco, sapendo ciò che avrebbero vissuto dopo.

«Eravamo stipati come in un carro bestiame – lamenta Daniele Brandolese un pendolare che ha preso il cellulare per immortalare la scena – Dopo Camponogara eravamo in circa 400 nella carrozza. Il capotreno stesso era bloccato dalla gente e impossibilitato a muoversi, tanto che è stato aiutato in un’occasione da alcuni passeggeri per abbassare le barriere nella stazione di Oriago».

La segnalazione è partita anche a Sistemi Territoriali, la società partecipata dalla Regione che tra le altre cose gestisce anche la linea Adria-Venezia. «Ora – si chiedono altri pendolari inviperiti per il disservizio – dobbiamo pensare che è stato un guasto e che domani (oggi per chi legge) troveremo le due solite carrozze oppure è una mossa politica per cercare di ottenere qualcosa? Speriamo che non sia a nostre spese».

Intanto sempre ieri a Treviso un treno di pendolari sovraccarico diretto a Venezia è stato bloccato in stazione dai sensori che stabiliscono quando il peso dei vagoni è eccessivo e la sicurezza è a rischio. Molti viaggiatori sono stati costretti a scendere dal convoglio, troppo «corto» e troppo poco capiente per ripartire con tutta quella gente a bordo, e ad aspettare un altro treno, a sua volta rallentato da un guasto. Col risultato di accumulare quasi un’ora di ritardo. A provocare la «reazione a catena» è stato il treno 2855 partito da Sacile, con destinazione Venezia. Alle 8.15 la tappa a Treviso Centrale. Doveva trattarsi di un treno a due piani, un «Vivalto», e invece a fermarsi al binario è stato uno «Stadler»: 4 carrozze, 200 posti a sedere, circa 400 in piedi. Meno della metà di quello che sarebbe stato in grado di fare il treno a due piani che doveva percorrere quella tratta a quell’ora. Dal marciapiede sono saliti i molti pendolari. A quel punto, i sensori sono entrati in azione: il peso del convoglio era stato superato, le condizioni per viaggiare in sicurezza non c’erano. Così è scattato il blocco della trazione. Per gestire la situazione sono intervenuti anche gli agenti della Polfer.

 

TRASPORTI – Il comitato scrive alla Regione: «Situazione intollerabile»

Ritardi, l’ira dei pendolari

Ieri ancora disagi nella tratta ferroviaria tra Portogruaro e Venezia

Soppressi alcuni treni. Vetture stracolme

La causa un guasto a un passaggio a livello

SAN DONÀ – Nuovi ritardi e treni soppressi, Il Comitato dei pendolari del Veneto Orientale scrive al presidente della Regione Veneto Luca Zaia e all’assessore regionale ai Trasporti Elena Donazzan. Ancora disagi nella tratta tra Portogruaro e Venezia. In una nota il Comitato segnala che ieri a causare il ritardo dalle 6.40 circa sarebbe stato un guasto di un passaggio a livello tra San Stino e Portogruaro che ha provocato ritardi a catena tra i 15 e i 25 minuti a diversi treni. Segnalata inoltre la chiusura di 3 vetture, di cui poi sarebbe stata riaperta soltanto una, sul Regionale 10012 in partenza da Portogruaro alle 7.44 con arrivo a Venezia alle 8.56, «uno dei più affollati treni del mattino – spiega il portavoce del comitato Nicola Nucera – arrivato a Venezia con 21 minuti di ritardo».

All’attenzione dei vertici della Regione anche la soppressione di 3 treni avvenuta martedì 5 maggio nella stessa tratta. Si tratta dei Regionali del mattino 10001 e 10002 e 10055 delle 19,57. In seguito alla soppressione dei primi due, il Regionale 10008 era dotato di 200 posti a sedere, anziché 500. «Dimezzando i posti a sedere – continua Nucera – si sono verificate situazioni di malessere tra i viaggiatori, con segnalazioni di mancamenti. Sempre l’altro ieri si sono verificati diversi importanti ritardi: Regionale veloce 2697 giunto a Portogruaro con 40 minuti di ritardo, Regionali 10049 e 10051 giunti con 30 e 10053 con 22 minuti di ritardo».

«Da quando c’è l’orario cadenzato i pendolari segnalano un bollettino di guerra quotidiano – ha commentato l’assessore alla Mobilità di San Donà Francesca Zottis – un deciso peggioramento del servizio nel Veneto Orientale con il taglio di alcuni treni». Trenitalia conferma che le questioni, dovute a guasti tecnici e al rispetto della normativa di sicurezza, sono state seguite dalla sala operativa che ha cercato di limitare i disagi inevitabili. La puntualità sulla linea si è ridotta solo in questi due giorno dell’87 per cento contro il 95 per cento del mese di aprile, ossia dopo un periodo prolungato di puntualità elevata.

Davide De Bortoli

 

Treviso. I passeggeri restano a piedi

Treno dei pendolari sovraccarico bloccato sui binari dai sensori che stabiliscono quando il peso dei vagoni è eccessivo e la sicurezza è a rischio. È accaduto ieri mattina in stazione a Treviso.

Il sensore ferma il treno affollato

L’ODISSEA – Pendolari come sardine costretti a scendere e aspettare l’arrivo di un’altra corsa

Treno sovraccarico: tutti a terra

Peso dei vagoni eccessivo e sicurezza a rischio: convoglio bloccato in stazione dai sensori

Treno di pendolari sovraccarico, bloccato in stazione dai sensori che stabiliscono quando il peso dei vagoni è eccessivo e la sicurezza è a rischio.

È accaduto ieri mattina in stazione a Treviso, dove molti viaggiatori sono stati costretti a scendere dal convoglio, troppo “corto” e troppo poco capiente per ripartire con tutta quella gente a bordo, e ad aspettare un altro treno, a sua volta rallentato da un guasto. Col risultato di accumulare quasi un’ora di ritardo. A provocare la «reazione a catena» è stato il treno 2855 partito da Sacile, con destinazione Venezia. Alle 8.15 la tappa a Treviso Centrale. Doveva trattarsi di un treno a due piani, un Vivalto, e invece a fermarsi al binario è stato uno Stadler: 4 carrozze, 200 posti a sedere, circa 400 in piedi. Meno della metà di quello che sarebbe stato in grado di fare il treno a due piani che doveva percorrere quella tratta a quell’ora. Inutile dire che dal marciapiede affollato sono salite decine di pendolari, stringendosi negli scompartimenti dei quattro vagoni. A quel punto, i sensori sono entrati in azione: il peso del convoglio era stato superato, le condizioni per viaggiare in sicurezza non c’erano.

E automaticamente è scattato il blocco della trazione. Di fatto, il risultato di un errore di programmazione dei treni, ma tant’è. Una parte dei viaggiatori è stata fatta scendere, e problemi grossi non ce le sarebbero stati se l’11011 seguente fosse arrivato in orario. Il caso ha voluto che per un guasto alla linea, il treno in questione portasse 20 minuti di ritardo. Con il risultato che i pendolari hanno perso quasi un’ora. A gestire la situazione sono dovuti intervenire anche gli agenti della Polfer, anche perché il problema del convoglio fermo al binario ha causato a sua volta disagi anche per le corse seguenti. Ai viaggiatori, visibilmente contrariati, non è rimasto da fare che rassegnarsi al disservizio.

Lina Paronetto

 

MIRA – Una decina di giorni per scegliere il progetto del Bilancio partecipativo, tra i sei elaborati dai giovani miresi che hanno aderito all’iniziativa dell’amministrazione comunale. Da ieri e fino all’8 dicembre i cittadini di Mira potranno votare, in municipio, in biblioteca a Oriago o anche da casa via mail, uno dei sei progetti elaborati dai giovani, che verrà poi inserito nel prossimo bilancio del Comune con un finanziamento di 50mila euro.

Nel web, la campagna promozionale è già partita e naturalmente ogni zona di Mira parteggia per l’intervengo che ritiene più urgente.

I sei progetti infatti riguardano la riqualificazione del Parco di Valmarana a Mira Porte; la riqualificazione del Parco del donatore a Oriago; la manutenzione delle strade strade comunali e in particolare la riasfaltatura di alcuni tratti di via Sabbiona e via Valmarana; interventi di messa in sicurezza: attraversamenti pedonali, cartellonistica nei pressi del Comune e messa in sicurezza di via XXV Aprile; la predisposizione di scale antincendio e messa in sicurezza nella scuola media “Galilei” di Gambarare; l’aggregazione giovanile e informazione istituzionale partendo dalla riqualificazione del Centro Dedalo, passando per una nuova ludoteca per bambini fino a 3 anni nella biblioteca di Oriago e uno schermo per comunicazioni tra amministrazione e cittadini.

I progetti sono visibili nel sito del Comune di Mira, mentre nel canale youtube https://www.youtube. com/user/comunemira/videos sono presenti i video promozionali realizzati dai giovani.

Possono votare tutti i cittadini maggiorenni residenti a Mira, esprimendo un solo voto ed esibendo il documento d’identità: in municipio presso l’Ufficio relazioni con il pubblico, in biblioteca a Oriago oppure inviando una e-mail a bilanciopartecipativo@comune.mira.ve.it secondo le indicazioni nel sito internet del Comune.

(l.gia)

 

Nuova Venezia – Mira. La passerella della vergogna

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26

apr

2015

Porto Menai. La struttura è quasi pronta ma non si riesce ancora a completarla

MIRA – La passerella sul Novissimo a Porto Menai è ormai finita da tempo ma è un’opera non ancora messa a disposizione della cittadinanza: resta una bella cattedrale nel deserto. Da mesi i lavori sono stati abbandonati dalla Provincia. Una commissione ad hoc è stata fatta per fare ripartire i cantieri ma finora di lavori non se ne è vista nemmeno l’ombra. La passerella ciclopedonale sul Novissimo è stata posata ancora lo scorso ottobre, poi il suo completamento è stato interrotto a causa di alcuni problemi economici della ditta che doveva portare a termine i lavori. Un’opera che alle casse pubbliche è già costata centinaia di migliaia di euro ed è un sistema di collegamento molto atteso dopo che negli anni scorsi si erano verificati diversi incidenti anche gravi. Ora la struttura è transennata. Rischia di diventare l’ennesima opera incompiuta insomma uno spreco di risorse visto che non può essere usata.

Sulla vicenda interviene anche il consigliere comunale del Pd Renato Martin: «La passerella», spiega il consigliere comunale, «è un’opera che la Provincia deve terminare collega gli argini di via Novissimo. È in stato di abbandono. Temiamo che i lavori interrotti possano precipitare nel degrado. Recentemente sembrava che una Commissione preposta con la presenza dei tecnici della Provincia avesse trovato una soluzione facendo ripartire i cantieri entro il 30 giugno. Dispiace vedere che tutto è ancora fermo».

Alessandro Abbadir

 

DOLO – Dopo l’annuncio di Maddalena Gottardo, sindaco di Dolo, relativo alla creazione di un gruppo di lavoro per valutare la possibilità di ospitare il nuovo distretto sociosanitario nella sede dell’ex Tribunale di Dolo, arrivano i primi commenti e non sono per niente positivi.

A parlare è Giorgio Gei, consigliere comunale e candidato sindaco della lista “Ponte del Dolo” che suggerisce invece come sede il vecchio ingresso dell’ospedale.

«Non mi è chiaro per quale ragione il Comune di Dolo debba offrire la struttura dell’ex Tribunale per realizzarvi il nuovo distretto sanitario», spiega Gei, «chi e quando ha deciso che il distretto da Mira passerà a Dolo? Perché non si utilizza a questo scopo la struttura del vecchio ingresso dell’ospedale, ad un passo dalla fermata Actv, destinata a svuotarsi per i trasferimenti degli uffici a Noale».

Viene ribadita una questione riguardante l’ospedale di Dolo.

«È vero che Dolo è la sola sede ospedaliera che non ospita un distretto» conclude Giorgio Gei, «ma l’impressione è che in attesa dei nuovi equilibri regionali si sia sempre di fronte al gioco delle tre carte in cui comunque a perdere è sempre la Riviera».

Giacomo Piran

 

Nuova Venezia – No Grandi navi, 12 gazebo in terraferma

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25

apr

2015

Verso il corteo del 9 maggio

Dodici gazebo a Mestre, nelle Municipalità, a Mogliano e Mira e volantinaggi davanti agli istituti superiori. Giornata di mobilitazione del centro sociale Rivolta in vista del corteo del 9 maggio dell’arcipelago di associazione e comitati del fronte “No Grandi navi”.

«Quello del 9 maggio sarà un grande corteo per dire no allo scavo del Contorta e alle grandi navi e ragionare sulla città, non solo dal punto di vista ambientale. Milioni di euro vanno in opere inutili come il Mose mentre la città vede penalizzati welfare e servizi con il commissariamento che sta producendo un costo sociale altissimo», spiega Michele Valentini.

 

MIRA –  I giovani miresi, impegnati nel Bilancio partecipativo, attenti alla riqualificazione dei parchi pubblici e alla messa in sicurezza delle strade e delle scuole. Saranno i cittadini a decidere quello, tra i sei progetti elaborati, nel quale il Comune dovrà impegnare i 50mila euro messi a disposizione. Le proposte saranno illustrate martedì 28, alle 20.30, alla biblioteca di Oriago.

I sei piani, elaborati dai giovani, riguardano: la riqualificazione del Parco di Valmarana; la riqualificazione del Parco del Donatore; la manutenzione di alcune strade comunali (via Sabbiona, via Forte Poerio, via Valmarana, via Risorgimento, Riviera S. Pietro); interventi di messa in sicurezza stradale; la messa in sicurezza con due scale antincendio della scuola media “Galilei” a Gambarare; l’aggregazione giovanile e l’informazione con la riqualificazione del centro Dedalo, la nuova ludoteca, un pannello luminoso).

I progetti, che saranno posti anche nel sito internet del Comune, saranno illustrati dagli stessi giovani e da esponenti dell’amministrazione. Il prescelto verrà realizzato utilizzando i 50mila euro previsti dal bilancio e la sua realizzazione sarà vincolante nell’ambito degli interventi 2015.

(L.Gia)

 

IL PROGETTO – Ulss e Comune stanno valutando il trasferimento nell’ex tribunale

Gottardo: «Istituito un tavolo comune per predisporre uno studio di fattibilità»

Si prospetta la possibilità che il Distretto sanitario rivierasco possa essere trasferito nei locali dell’ex Tribunale di Piazzetta degli Storti o quantomeno vi possa essere uno sdoppiamento con parte dell’attuale distretto, potrebbe essere il settore materno-infanile, che rimane nella sede di Villa Lenzi a Mira e tutti gli altri settori che si trasferiscono a Dolo.

È la sindaca di Dolo Maddalena Gottardo ad anticipare questa eventualità. «In occasione dell’incontro avvenuto l’8 aprile col direttore generale dell’Ulss, Gumirato, è stato deciso di istituire un tavolo tecnico congiunto Ulss/Comune di Dolo, allo scopo di predisporre uno studio di fattibilità circa l’insediamento del distretto socio sanitario a Dolo nella sede dell’ex tribunale e per verificare nel contempo la risoluzione delle pendenze immobiliari tra Ulss 13 e Comune. I referenti per l’azienda Ulss 13 sono il dr. Angiolelli, per la parte Socio Sanitaria, e l’ing. Morrone per la parte Tecnica. – Il sindaco dolese ha proseguito – Per il Comune di Dolo partecipano al tavolo i responsabili dei settori Lavori Pubblici, Urbanistica, finanziario e Patrimonio».

Il via vai all’interno dei locali dell’ex tribunale di funzionari e tecnici del comune e dell’Ussl ed in particolare la presenza del dottor Angiolelli, direttore del distretto sanitario mirese, non era passata inosservata ed aveva fatto intuire che qualcosa stesse accadendo.

«Si – Ammette il sindaco – Il primo incontro è avvenuto il 22 aprile con la sola partecipazione dei tecnici, i quali si sono impegnati nel più breve tempo possibile a consegnare all’amministrazione diverse soluzioni progettuali. L’intento è quello di predisporre un documento tecnico che consenta a chiunque dovesse insediarsi nell’amministrazione di valutare l’opportunità dell’operazione. Della serie – ha concluso Maddalena Gottardo – noi lavoreremo fino all’ultimo giorno come se fosse il primo!»

Lino Perini

 

DOLO – Mentre Mira dorme a Dolo prende corpo l’ipotesi di trasferire il distretto socio-sanitario nell’ex tribunale di Dolo?

Nasce un gruppo di lavoro per valutare l’opportunità. Ad annunciarlo è Maddalena Gottardo, sindaco di Dolo. «Dopo l’incontro dell’8 aprile con il direttore generale dell’Asl 13, Gino Gumirato», spiega Gottardo, «é stato istituito un gruppo di lavoro congiunto Asl – Comune di Dolo per predisporre uno studio di fattibilità circa l’insediamento del distretto sociosanitario a Dolo nella sede dell’ex tribunale e per verificare, nel contempo, la risoluzione delle pendenze immobiliari tra Asl e Comune.

Il primo incontro si è svolto mercoledì con la partecipazione dei tecnici dell’azienda sanitaria e del comune che si sono impegnati a consegnare all’amministrazione comunale diverse soluzioni progettuali».

Prende quindi corpo la possibilità di ospitare a Dolo il distretto sanitario che doveva in origine essere costruito a Mira.

«L’intento», prosegue il sindaco, «è di predisporre un documento tecnico che consenta a chiunque dovesse insediarsi nella prossima amministrazione di Dolo di valutare l’opportunità dell’operazione».

Giacomo Piran

 

Gazzettino – Mira. Omnibus, nuove corse per le stazioni Fs.

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24

apr

2015

MIRA – Riparte con tratte più lunghe Omnibus, il servizio di autobus dalle stazioni miresi a Mira. L’Actv ha modificato il servizio con nuovi orari, sempre nei giorni feriali, per venire incontro alle esigenze di studenti e lavoratori pendolari. Tutte le corse da Mira a Marano Fs effettuate dal lunedì al venerdì partono dal nuovo capolinea di Mira Buse e non si fermano in via Marinai d’Italia; al posto di quest’ultima è stata istituita un nuovo stop in via Mediterraneo all’incrocio con la Marinai d’Italia. Da Mira e da Marano le corse partono dalle 6.38 fino alle 20; complessivamente 14 fermate.

Omnibus collega i centri di Dolo, Mira, Mirano con le stazioni ferroviarie di Dolo e Mira-Mirano, in coincidenza con i principali treni della linea Padova-Venezia. Gli autobus che dalla stazione ferroviaria di Mira Buse saranno diretti alla stazione di Mira Marano partiranno alle: 6.38, 7.05, 7.32, 13.53, 14.25, 15.03, 18.23, 18.54, 19.22 e 19.50. Mentre le partenze dalla stazione ferroviaria di Marano saranno alle: 6.55, 7.22, 13.35, 14.06, 14.45, 18.05, 18.36, 19.05, 19.32.

(M.Gia)

 

MIRA – È partito ieri a Mira il servizio di bus navetta “Omnibus”, promosso da Actv, che collega i centri di Mira e Mira Porte con le stazioni ferroviarie di Mira-Mirano e quelle sulla Mestre-Adria, ossia Mira Buse e Oriago Porta Ovest, in coincidenza con i principali treni in partenza e arrivo.

Il servizio è attivo a Mira con 14 fermate. «Abbiamo voluto potenziare il servizio», spiega il presidente di Actv Luca Scalabrin, «grazie a un accordo che abbiamo stretto con il Comune, dare agli utenti, soprattutto studenti e pendolari, di raggiungere le stazioni dei treni senza la necessità di muovere l’auto da casa».

Le corse da Mira e da Marano partiranno dalle 6.38 e si concluderanno alle 20. Tutte le corse Marano FS-Mira da lunedì a venerdì arriveranno a Mira Buse e non effettuerano la fermata di via Marinai d’Italia. È stata istituita una nuova fermata in via Mar Mediterraneo-incrocio via Marinai d’Italia.

«Si tratta», spiega Roberto Poli, presidente del comitato utenti Actv della Riviera, «di un servizio che i residenti di Mira e Mira Porte attendevano da tempo e che va nella direzione di un sostegno alla mobilità pubblica. Questo servizio potrà essere utilizzato anche dai tanti turisti che arriveranno in Riviera con l’Expo».

(a.ab.)

 

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