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Continua la polemica a distanza fra il Comitato Bruno Marcato di Dolo e Tonolo del Comitato Savioli di Mirano sul problema dell’Asl 13. Il Comitato Bruno Marcato non ha gradito le affermazioni di Tonolo che ha definito “le richieste campanilistiche per l’ospedale di Dolo” e replica in modo seccato:

«Ci dispiace che Tonolo del Comitato Savioli abbia percepito le nostre richieste che riguardano la salute dei cittadini a difesa di un loro diritto primario e sancito dalla Costituzione come “richieste campanilistiche”. Ebbene Tonolo, su questo siamo campanilistici! Non ci riferiamo al campanile di Dolo ma ad un’area più vasta che comprende anche Mirano e sta guardando alla nuova Area Metropolitana. Questo è il confine del nostro campanilismo, a differenza di Tonolo che è rimasto ancora al campanile di Mirano che è superato dai tempi, purtroppo».

Il Comitato dolese composto da Antonino Carbone, Francesco Sacco, Valter Mescalchin, Giovanni Urso e Gino Bedin guarda avanti.

«Abbiamo l’esempio positivo di come funzionano nell’area da decenni i servizi dell’acquedotto, delle fognature, dei rifiuti, delle bonifiche ed altri. Anche la sanità dovrà scegliere questa economia di scala per erogare servizi qualificati. È vero, però, come dice Tonolo che Dolo senza Mirano potrebbe morire. Gli vogliamo ricordare però che Mirano oggi sta vivendo grazie a Dolo ed a quello che fino ad ora il nostro ospedale ha ceduto per la sopravvivenza dell’ospedale di Mirano. La guerra tra poveri non porterà a nulla».

(L.Per.)

 

Il comitato Bruno Marcato di Dolo replica al presidente della V Commissione Padrin

«Se è vero che l’ospedale di Dolo non chiude, perchè non finanziano i lavori necessari per pronto soccorso e sale operatorie anziché prorogare di due anni i finanziamenti?».

Il comitato Bruno Marcato replica al presidente della V Commissione regionale Sanità Leonardo Padrin, che nei giorni scorsi aveva seccamente smentito le ipotesi di chiusura e ridimensionamento dell’ospedale. Il comitato si dice soddisfatto per l’approvazione, da parte del consiglio comunale di Mira, del documento a salvaguardia dell’ospedale, ma esprime anche una forte preoccupazione per la mancanza di conferme sul futuro del plesso dolese.

«Il mancato accoglimento dei nostri emendamenti da parte del Piano socio-sanitario non allontana i dubbi che avevamo sul futuro dell’ospedale – spiegano i portavoce Antonino Carbone, Francesco Sacco, Gino Bedin e Giovanni Urso – Dire che le schede attuative del Piano ovvieranno a ciò che il Piano non ha previsto è solo un modo poco trasparente per nascondere la verità ai cittadini. La nostra richiesta era chiara: dichiarare l’ospedale di Dolo struttura per acuti, classificandolo come “ospedale di rete” insieme a Mirano».

Il comitato rivolge, poi, delle richieste precise al direttore generale Orsini.

«Perché non valutare lo spostamento di Cardiochirurgia a Mestre, risparmiando risorse per gli altri reparti dell’Asl 13? Perché Otorino è ancora a Mirano quando era stato garantito che sarebbe tornato a Dolo? Perchè spendere 600.000 euro all’anno per affittare i padiglioni di Mirano, invece di utilizzare quelli vuoti di Dolo?».

Il comitato ne ha anche per il presidente della Conferenza dei Sindaci Fabio Livieri, che aveva parlato di due milioni di euro in arrivo dalla Regione per l’acquisto di materiale tecnico. Alcuni dei macchinari di Dolo sono, di fatto, obsoleti: basti pensare ad una lampada salidrica del 1982 e a un ecografo vecchio di 13 anni.

«A quanto ci risulta questi due milioni sarebbero destinati unicamente all’ospedale di Mirano – ribattono i portavoce – Da 17 anni non si investe un centesimo in ristrutturazione, strumenti ed ambiente. Sollecitiamo i sindaci della Riviera ad interventi più incisivi».

 

Padrin incontra i medici dell’Asl 13 e dà rassicurazioni sull’ospedale di Dolo

«I Primari dell’Asl 13 non hanno nulla da temere. L’azienda è virtuosa e ha bisogno di essere maggiormente finanziata». Leonardo Padrin presidente della V Commissione Regionale Sanità ha incontrato i primari dell’ospedale di Dolo. Un’incontro informale patrocinato dall’Anpo aziendale nella sala riunioni del Presidio Ospedaliero di Dolo per parlare del futuro della sanità del Miranese, alla luce del nuovo piano socio-sanitario della Regione Veneto recentemente approvato. Dall’incontro è emerso ancora una volta come l’Asl 13 Dolo-Mirano, sebbene sottofinanziata con 1.418 euro rispetto alla media di 1.600 euro delle altre aziende del Veneto, abbia comunque centrato l’obiettivo, riuscendo a garantire ai suoi cittadini tutti i servizi sanitari e a raggiungere il pareggio di bilancio. «Con il loro lavoro i primari – ha sottolineato Padrin – hanno limitato al massimo le fughe dei propri cittadini verso altre aziende sanitarie e con le loro eccellenze sanitarie sono riusciti ad attrarre pazienti da altre Asl venete. Per raggiungere migliori performance e realizzare una vera integrazione ospedale-territorio, così come delineato dal nuovo piano socio-sanitario regionale, l’Asl 13 – ha dichiarato Padrin – ha bisogno di essere maggiormente finanziata». Padrin ha illustrato alcuni punti salienti e innovativi del Piano Sanitario Regionale che verrà presto reso operativo.

 

SOTTO ACCUSA – L’ospedale di Dolo

Macchinari non acquistati, corsi di aggiornamento interni bloccati, cronica mancanza di posti letto, tempi dattesa lunghissimi e un centro di assistenza per malati terminali sempre promesso e mai realizzato.

La situazione dell’ospedale di Dolo, nelle parole dell’ex dirigente Vincenzo D’Agostino, sono tutt’altro che confortanti. «I problemi della salute – attacca D’Agostino – non possono essere affrontati in modo ragionieristico, come sta avvenendo da tempo». Nel mirino le strumentazioni:

«Veritas ha fatto una donazione di 10 mila euro per l’acquisto di un impedenziometro, ma non è mai stato acquistato. Così come la Cardiologia dolese non ha ancora un ecografo compatto, che sarebbe di grande ausilio per far fronte a determinate esigenze di portabilità».

C’è anche il problema delle liste d’attesa: «Per un ecocardiogramma si va a dicembre, per oculistica a giugno 2013 e reumatologia a gennaio 2013. Mentre risultano chiuse le liste di Endocrinologia e Dermatologia». A Mirano, però, non se la passano meglio: «Sono costretti ad inviare i tessuti da esaminare istologicamente a Dolo, perché non hanno i macchinari adeguati. Il tutto con il paziente in sala operatoria, in attesa dell’esito».

Ma D’Agostino tocca anche il problema del Pronto soccorso: «Dove permane un primario “a scavalco”. Infatti, il dirigente sanitario a presidio pare non avesse i titoli per ricoprire quell’incarico ed è stato nuovamente assegnato al Dipartimento di Cardiologia».       Anche Ortopedia, uno dei fiori all’occhiello della struttura rivierasca, rischia di perdere pezzi: «I dottori Armato e Majoni vanno in pensione. Mentre il primo è stato riconfermato con un incarico di sumaista a 25 ore, il secondo non ha avuto nulla.

Fare questa politica di risparmio è una visione miope. Serve intervenire nel taglio di spese insostenibili, come la Cardiochirurgia di Mirano, che costa due milioni e 800 mila euro all’anno quando non ha neppure il bacino sufficiente al suo mantenimento».

D’Agostino, quindi, auspica una presa di posizione da parte dei sindaci: «I cittadini devono essere pronti a scendere in piazza per salvare il loro ospedale».

Gianluigi Dal Corso

 

Nuova Venezia – Dolo, “L’ospedale resta a rischio”

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23

giu

2012

Comitato Marcato preoccupato. Livieri: appena stanziati due milioni

DOLO – Soddisfazione per l’approvazione da parte del consiglio comunale di Mira del documento a salvaguardia dell’ospedale di Dolo, ma preoccupazione per la mancanza di conferme sul futuro del plesso dolese da parte dei componenti del comitato “Bruno Marcato”. «Il mancato accoglimento dei nostri emendamenti da parte del Piano socio sanitario non allontana i dubbi che avevamo sul futuro del nostro ospedale. Noi li avevamo presentati per rassicurare i medici e cittadini che l’ospedale di Dolo rimanga per acuti e assieme a Mirano “di rete”. A chi dice che siamo campanilisti noi diciamo che lavoriamo per l’ospedale di Dolo e tutta l’Asl 13». La mobilitazione del comitato continua. E intanto vengono fatte alcune richieste al direttore generale Arturo Orsini. «Perché non valutare lo spostamento di Cardiochirurgia a Mestre risparmiando risorse per gli altri reparti dell’Asl 13? Perché Otorino è ancora a Mirano quando era stato detto che sarebbe tornata a Dolo e perché non verificare la possibilità di risparmio di spesa occupando i padiglioni vuoti di Dolo?». Sul futuro dell’Asl 13 interviene Fabio Livieri. «L’ospedale di Dolo non sarà chiuso, l’abbiamo già detto e lo confermiamo» spiega il presidente della conferenza dei sindaci «La struttura rientra nei parametri del nuovo Piano e sono appena stati stanziati due milioni per l’acquisto di materiale tecnico. Attendiamo nuovi contributi per il Pronto soccorso e le sale operatorie di Dolo, e speriamo l’aumento del riparto pro-capite».

(g.pir.)

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Mira. Ordine del giorno votato all’unanimità alla presenza del direttore dell’Asl 13. L’impegno: «Salvaguardare Dolo»

MIRA.

Il sindaco Alvise Maniero e il “suo” consiglio si schierano in difesa dell’ospedale di Dolo. Con un voto unanime, il consiglio comunale di Mira, alla presenza del direttore generale Arturo Orsini e dei sindaci di Dolo, Fiesso, Fossò, Camponogara e il vice sindaco di Campolongo, ha detto no ai tagli e chiesto più finanziamenti alla Regione.

La preoccupazione è che gli indirizzi contenuti nel nuovo Piano socio sanitario, in approvazione al Consiglio regionale, possano avviare l’ospedale di Dolo a un inesorabile declassamento tale da comprometterne l’esistenza.  Nel corso della discussione sono emersi alcuni dati allarmanti. L’Asl 13 è la meno finanziata (contributo pro capite inferiore anche di 200 euro rispetto ad altre). «Se solo si ottenesse un innalzamento di 150 euro pro capite nel finanziamento regionale» ha osservato Flora Alborino, direttore di Medicina di Laboratorio «arriverebbero 37 milioni di euro in più: quante cose si potrebbero fare».   L’Asl 13 riceve la quota più bassa del Veneto per l’assistenza agli anziani. E, nonostante i tagli degli ultimi anni, risponde in pieno ai requisiti individuati come ottimali, sia per numero di abitanti serviti (oltre 250mila), che per posti letto per abitanti (nel limite del 4 per mille), e per i tempi medi di ricovero. A fronte di ciò il Consiglio comunale di Mira chiede che il nuovo Piano socio sanitario mantenga per Dolo la caratteristica di ospedale per acuti, incrementando la quota pro capite trasferita all’ Asl 13.  Si chiede inoltre che venga fermata ogni forma di riorganizzazione ospedaliera, e in particolare il trasferimento di reparti e servizi da Dolo a Mirano; che si proceda ad adeguare alle normative vigenti il Pronto soccorso, le sale operatorie e il vecchio monoblocco dell’ospedale attraverso un’armonizzazione delle specialità di eccellenza. Si chiede infine di ottimizzare le strutture per ridurre i costi. L’ordine del giorno, proposto dal Pd, chiede a sindaco e giunta di «sostenere queste istanze in tutte le sedi opportune per ottenere al più presto i finanziamenti necessari per l’ospedale di Dolo, e avviare una azione immediata di mantenimento e riqualificazione dei servizi sociali e sanitari in Riviera».

Alessandro Abbadir

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MIRA – Tagli ai costi della politica di Mira (ridotte a quattro le sei commissioni consiliari) e difesa dell’ospedale di Dolo: questa l’agenda del consiglio mirese. Maggioranza e opposizione si sono trovate d’accordo nella difesa dell’ospedale e dopo quattro ore di dibattito

hanno preso atto della difficile situazione in cui versa il nosocomio. «Se solo si ottenesse un innalzamento di 150 euro pro capite nel finanziamento regionale – ha osservato la Flora Alborino in rappresentanza dei primari – arriverebbero 37 milioni in più». I consiglieri all’unanimità hanno approvato un documento in cui si impegna il sindaco Alvise Maniero e la conferenza dei sindaci «a ottenere al più presto i finanziamenti necessari per l’ospedale.  

Nel corso dell’assemblea sono state costituite anche le commissioni consiliari. 1. Commissione: Affari generali e istituzionali, Sistema informatico sarà composta da: Gino Biasiolo, Luisa Mazzariol, Mauro Berti, Riccardo Barberini, Serena Giuliato (Movimento 5 Stelle), Vilma Minotto, Fabio Zaccarin (Pd). 2. Commissione: Bilancio, Patrimonio, Programmazione, Personale, Sviluppo economico, Attività produttive, Politiche comunitarie: Mauro Berti, Melania Canova, Mauro Novello, Simone Bastianello, Serena Giuliato, Michele Carpinetti, Francesco Sacco (Pd). 3. commissione: Pianificazione territoriale, Lavori pubblici, Ecologia, Politiche ambientali: Giuseppe Sifanno, Allen Biasiotto, Andrea Pesce, Gino Biasiolo, Michele Pieran (Movimento 5 stelle), Gabriele Bolzoni, Renato Martin (Pd). 4. commissione: Diritti e Politiche sociali, Volontariato, Cultura, Pubblica istruzione, Sport, Turismo, Pari opportunità: Michele Pieran, Riccardo Barberini, Elisa Boscaro, Luisa Mazzariol (Movimento 5 stelle), Vilma Minotto, Francesco Sacco (Pd). Paolino D’Anna (Pdl), Mattia Donadel (Mira fuori dal Comune), Alessio Bonetto (Noi per Mira) sono componenti di diritto di tutte e quattro le commissioni.

(L.Gia)

 

Gazzettino – Dolo, “Sbloccate i soldi per l’ospedale”

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17

giu

2012

DOLO – Il Pd critica apertamente le linee guida del nuovo piano sanitario

La protesta: «Asl 13 sottofinanziata, è l’ultima per quote pro-capite»

«Il nuovo Piano socio-sanitario regionale deve garantire equità e integrazione dei servizi, garantendo a tutti il diritto alla salute». In vista del voto di mercoledì per l’approvazione del nuovo piano sanitario, resta vivo il dibattito fra le forze politiche sul futuro dell’ospedale di Dolo. Questa volta ad andare all’attacco sono i vertici del Pd, che criticano l’eccessiva discrezionalità delle linee guida del piano. «La maggioranza di governo della Regione Veneto ha dimostrato più volte di non essere coesa e questa diversità si traduce in contraddizioni evidenti – attacca il consigliere regionale Bruno Pigozzo – I servizi sul territorio sono ancora troppo discrezionali: chiediamo criteri chiari e omogenei per tutti ed un trattamento finanziario equo e trasparente. Non basta solo far quadrare i conti, è necessario un riordino generale più omogeneo». Il responsabile alla Sanità per i Democratici Gabriele Scaramuzza sottolinea, invece, la necessità di riequilibrare la quota pro-capite provinciale, di oltre 100 euro inferiore rispetto alla media regionale. «La nostra Asl è sotto-finanziata ed è l’ultima per quote pro-capite, nonostante sia all’avanguardia in molte specialità. Non vengono riconosciute e valorizzate le eccellenze di un’Asl che ha sempre rispettato tutti i parametri, nonostante le poche risorse a disposizione». Il segretario del Pd dolese, Matteo Bellomo, chiede invece che vengano immediatamente sbloccati i 22 milioni promessi per la ristrutturazione e la messa a norma dell’ospedale e lancia la proposta dell’osservatorio «Sanità H24»: «Al recapito mail dolodemocratica@gmail.com cittadini e professionisti potranno segnalare tutte le anomalie e le disfunzioni riscontrate, di cui poi ci faremo portavoci in Regione». Regione che vede la sanità al centro dello scontro fra Pdl e Lega, più concentrati sulle proprie diatribe politiche che sugli interessi dei cittadini. Questo il pensiero del segretario provinciale del Pd Michele Mognato: «Questa è una partita che non ha colore politico – spiega Mognato – in cui bisogna far fronte comune fra partiti e comitati cittadini. Basta con le beghe interne, è il momento di dare delle risposte ai cittadini».

 

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