Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

OSPEDALE – Il consigliere regionale Pettenò chiede la testa del direttore generale dell’azienda sanitaria

«Il piano aziendale ha i connotati dello smantellamento della struttura»

«Depositerò nei prossimi giorni in Consiglio regionale un’interrogazione per avere chiarimenti sul comportamento del direttore generale dell’ASL 13 per il piano aziendale che ha i connotati dello smantellamento della struttura di Dolo e del conseguente impoverimento e depauperamento dell’intera Asl».

Il consigliere regionale Pietrangelo Pettenò attacca duramente l’operato del direttore Generale dell’Asl 13 Gino Gumirato, supportato dal Comitato Bruno Marcato e dal gruppo consiliare dolese Il Ponte.

«La conferenza dei sindaci ed anche le organizzazioni sindacali dovrebbero attivarsi – osservano – per evitare che quanto vuole essere messo in atto produca effetti devastanti per i servizi».

E aggiunge il consigliere Pettenò… «Non ci si deve rassegnare, restare concentrati sugli obiettivi e stare col fiato sul collo per evitare che vengano attivate quelle azioni che finirebbero per decretare la fine dell’ospedale di Dolo. Seguiremo attentamente le dismissioni del patrimonio. Quello che non si capisce è perché il direttore generale a fronte di un utile di bilancio di oltre tre milioni di euro, anzichè aumentare e migliorare i servizi, continui a ridurli venendo meno alle esigenze territoriali della gente. Sta gestendo l’azienda come una fabbrica di acciaio ma qui non si producono merci bensì servizi sanitari. Tagli che non piacciono a nessuno e che non servono».

Ed aggiunge il Comitato Marcato…”Ha ottenuto un utile tagliando sui servizi sanitari ed aumentando le spese amministrative, cioè quelle improduttive. Chi taglia i servizi e l’ammodernamento delle apparecchiature sanitarie, non usa al meglio i fondi e crea un danno per le entrate della Regione perciò non dev’essere premiato».

Lino Perini

 

DOLO. Il consigliere regionale Pietrangelo Pettenò (Federazione della sinistra) ha incontrato venerdì i membri del comitato Bruno Marcato e del Ponte del Dolo per discutere della salvaguardia dell’Asl 13 e dell’ospedale di Dolo.

Pettenò, che nei giorni scorsi aveva chiesto le dimissioni del direttore generale Gino Gumirato, si sta documentando per presentare un’interrogazione sull’Asl 13 in Consiglio regionale.

«Si sono chiuse molto male per l’Asl 13 e le modifiche della V Commissione sono un “fiorellino” che non cambia però il dato di fatto», ha detto Pettenò, «se verranno approvate le schede senza le modifiche richieste dai territori questo rappresenterà la fine dell’ospedale di Dolo e dell’Asl 13. Lo scorso anno durante l’approvazione del piano sociosanitario avevo proposto due emendamenti e sostenuto che se si proseguiva nella direzione tracciata dalla Regione si sarebbe arrivati alla chiusura dell’Asl 13. Avessero avuto il coraggio di dirlo prima, si sarebbe potuto iniziare a ragionale su un’Asl a livello metropolitano».

Il consigliere regionale plaude alla mobilitazione per salvare le strutture di Dolo, Mirano e Noale: «I comitati e le associazioni sono stati utilissimi per le attività di sensibilizzazione».

(g.pir.)

link articolo

 

MIRANO – Blitz delle minoranze sulla sanità. Presentato un ordine del giorno per costringere la maggioranza a esporsi sull’ospedale, dopo che l’ultimo Consiglio si è concluso, tra le polemiche, con un nulla di fatto. Pdl, 5 Stelle e Lega non ci stanno: vogliono che il parlamentino assuma una posizione chiara e unanime sulla riorganizzazione dell’Asl 13.

«È incredibile l’inattività della maggioranza», attaccano Marina Balleello (Pdl), Marco Marchiori (M5S) e Giampietro Saccon (Lega), «finora non ha prodotto alcuna iniziativa, nonostante le continue notizie negative sull’Asl. Nessuna comunicazione del sindaco, nessuna seduta aperta per esaminare la questione con associazioni, comitati e cittadini, nessuna presa di posizione del Consiglio».

Un atteggiamento che secondo le opposizioni la dice lunga sul motivo per cui gran parte delle iniziative, sia istituzionali che di protesta, si svolgono in Riviera.

«Cosa sta facendo Mirano per salvare l’ospedale?», chiedono i tre, «a conti fatti Dolo porta a casa Lungodegenza, Riabilitazione e Medicina dello sport, a Mirano Cardiochirurgia sopravvive, ma chissà fino a quando e ora è a rischio anche Ostetricia».

Dall’ordine del giorno si dissociano però gli altri 5 Stelle, Martina Pasqualetto e Antonio Milan: «La ristrutturazione dell’Asl 13 non può essere strumentalizzata. Bisogna convergere tutti verso un unico obiettivo. Chiediamo la convocazione urgente della commissione».

(f.d.g.)

link articolo

 

Il premio 2013 è andato al reparto simbolo della lotta a difesa dell’Asl 13 Altri riconoscimenti a Francesco Minto, Erika Zanetti e Marco Bonato

MIRANO – Il Miranese dell’anno 2013? È un reparto ospedaliero. A vincere è infatti Cardiochirurgia. La preferenza espressa da quasi 200 miranesi attraverso le e-mail pervenute all’organizzazione, la dice lunga sulla mobilitazione in corso per salvare il reparto dell’ospedale. È la seconda volta che a vincere non è una persona in carne e ossa: la prima volta era toccato alle Suore Canossiane. I nomi dei vincitori sono stati pubblicati ieri dal ristorante 19 al Paradiso e dall’associazione “Incontri culturali culinari tra regioni”, che organizzano il premio da alcuni anni. Dopo Paolo Favaretto, il patron del Summer Festival vincitore del premio 2012, il riconoscimento va dunque alla Cardiochirurgia miranese, eccellenza del territorio. Diretta dal professor Alessandro Giacomin, ha una media di 235 interventi l’anno e assieme a Cardiologia costituisce il polo cardiovascolare di Mirano. Le recenti schede di dotazione ospedaliera ipotizzate dalla Regione ne avevano previsto la chiusura, sospesa dopo l’altolà della quinta commissione, ma il suo futuro rimane incerto. Quest’anno tuttavia sono diversi i miranesi premiati. Per la prima volta infatti gli organizzatori hanno previsto anche il premio “Mirano nel mondo”, per quel cittadino che abbia avuto il merito di esportare il nome del paese all’estero. Il riconoscimento non poteva che andare a Francesco Minto, classe 1987, terza linea della Benetton Rugby e nazionale. Minto è stato il secondo tra i più votati, dopo Cardiochirurgia. È impegnato anche nel sociale, aderendo alla onlus La Colonna a favore delle lesioni spinali. Molti voti sono arrivati anche a un’altra atleta miranese, la pluricampionessa di pattinaggio Erika Zanetti e per Marco Bonato, amministratore delegato del Gruppo Mac Consulting. Vicenda particolare la sua: da alcuni mesi sta lottano contro la malattia nella battaglia più importante della sua vita, facendo puntuali resoconti attraverso i social network della sua storia. Un “diario” che evidentemente ha colpito molti a Mirano. L’organizzazione ha invitato anche loro domenica 20 ottobre, quando al 19 al Paradiso di via Luneo verrà consegnato il premio con ospite illustre il produttore televisivo e ideatore di “Striscia la notizia” Antonio Ricci.

Filippo De Gaspari

 

Nuova Venezia – Asl 13. Una persona su tre e’ sovrappeso.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

11

ott

2013

dolo. “obesity day”, controllate 220 persone

La metà ha un livello di colesterolo troppo alto e non lo sapeva

DOLO. Duecentoventi persone hanno partecipato ieri mattina allo screening gratuito promosso dal reparto di Nefrologia e Dialisi dell’Asl 13 in occasione dell’Obesity Day, giornata dedicata alla prevenzione dell’obesità. Le persone controllate sono state 70 in più dell’anno scorso con il personale che ha dovuto prolungare gli orari previsti per l’iniziativa. Dai controlli, eseguiti dal personale medico del reparto diretto da Gina Meneghel e da alcuni volontari di associazioni del territorio, è emerso che oltre la metà delle persone visitate aveva un tasso elevato di colesterolo nel sangue (ipercolesterolemia) non conosciuto. Molti di questi hanno mostrato segni di obesità e di sovrappeso, come era stato confermato anche dall’indagine “Passi” sugli stili di vita della popolazione che avevano segnato un 33%di persone in sovrappeso e l’ 11 con problemi di obesità. Il dato curioso e particolare, per la prima volta rilevato in dieci anni di iniziativa, riguarda la cachessia, cioè la condizione di sottopeso. Infatti ben sette persone che si sono sottoposte ai controlli hanno mostrato segnali di essere sotto il peso minimo. I controlli hanno riguardato i parametri antropometrici quali peso, altezza, indice di massa corporea, circonferenza vita, pressione arteriosa. Inoltre sono stati eseguiti dei test per verificare il livello di glicemia, colesterolo e trigliceridi oltre agli esami delle urine. A tutte le persone è stato poi consegnato del materiale informativo e forniti consigli utili per un corretto stile di vita. L’iniziativa sarà ripetuta anche il prossimo anno.

Giacomo Piran

link articolo

 

 

Nel Miranese e in Riviera cresce il numero delle persone a richio obesità e malattia grave

MIRANO. Neanche una persona adulta su tre pratica attività fisica. Questa la stima dell’Asl 13 nell’ultimo rapporto Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia (Passi) che analizza gli anni 2011 e 2012. Un dato che preoccupa, in questa giornata nazionale di Obesity Day dedicata a sensibilizzare le persone sul sovrappeso e la salute, e che vede le aree di Miranese e Riviera sotto alla media nazionale e regionale (33%).

Se si analizza la popolazione tra i 18 e i 69 anni, uno su quattro non fa nulla.

Gli esperti consigliano il movimento, perché previene alcune malattie con le patologie cardiovascolari, gli ictus cerebri, le dislipidemie, l’obesità, l’ipertensione, l’insorgenza di diabete ma anche l’osteoporosi, il decadimento mentale, la depressione e dei tumori al colon, alla mammella e probabilmente anche alla prostata, tanto per citarne alcuni.

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) stabilisce che gli adulti compresi tra i 18 e i 64 anni debbano fare almeno 150 minuti di esercizio fisico, di intensità moderata, in una settimana, per gli anziani, lo stesso tempo, a cui si devono sommare degli esercizi per l’equilibrio un giorno sì e l’altro no.

Il campione analizzato è di 550 persone, il 50,4% composto da donne e il restante 49,6% da uomini. La sedentarietà cresce all’aumentare dell’età; nella fascia tra i 18 e i 34 anni, la percentuale è di 19,7%, mentre tra i 35 e i 49 anni si passa al 27,2%, tra i 50 e i 69 anni, si scende leggermente al 26,1%. Di più, perché più di un terzo delle persone intervistate (35%) riferisce che i propri medici si sono informati e hanno consigliato si fare movimento.

Spesso chi è sedentario non ne è consapevole: e infatti uno su dieci crede di praticare una sufficiente attività fisica. Questo dati, poi, sono stati trasmessi in forma anonima via internet e registrati in un archivio unico nazionale, con l’obiettivo di monitorare i comportamenti e osservarne come si evolvono nel tempo, proprio per migliorare la prevenzione.

«Occorre quindi puntare maggiormente sull’aumento della consapevolezza» si legge nel report dell’azienda sanitaria «e sulla larga fetta di popolazione parzialmente attiva per la quale non dovrebbe essere troppo difficile incrementare il proprio livello di attività fisica per poter godere di tutti i vantaggi di salute che uno stile di vita più attivo comporta».

Alessandro Ragazzo

link articolo

 

Nuova Venezia – “Asl 13, la Regione revochi Gumirato”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

9

ott

2013

mirano. Pettenò (FDS)

MIRANO  «Rimuovere il direttore generale Gino Gumirato». Dura e perentoria la Federazione della sinistra, che in Regione chiede senza mezzi termini al governatore Luca Zaia di commissariare l’Asl di Mirano-Dolo, dopo le posizioni espresse dal manager sulla riorganizzazione dei suoi ospedali.

«Le dichiarazioni del direttore generale dell’Asl 13 lasciano esterrefatti», attacca il capogruppo Pietrangelo Pettenò, «dopo che per mesi ha appoggiato la linea della chiusura di Cardiochirurgia a Mirano, ora che la Regione ha salvato il reparto, il dg resta convinto che la scelta più efficiente sia quella originaria, cioè la necessità di integrare il reparto miranese con l’Asl 12 Veneziana. In questi mesi Gumirato, dall’alto della sua posizione, avrebbe dovuto prendere le difese di Cardiochirurgia, invece che difendere a spada tratta le decisioni dei politici, ascoltando al contrario le istanze dei cittadini che hanno raccolto, tra l’altro, oltre seimila firme per evitare la chiusura di un reparto che da anni è considerato un’eccellenza a livello nazionale».

Un attacco frontale, senza precedenti, che arriva al termine di una settimana incandescente per via della mobilitazione del territorio in difesa degli ospedali dell’Asl 13.

Prima le seimila firme raccolte in sei giorni da Cuore Amico per salvare Cardiochirurgia, poi quelle promosse dal comitato Salvioli per mettere al riparo anche Ostetricia-Ginecologia a Mirano. In mezzo manifestazioni, cortei, la mobilitazione del comitato Marcato di Dolo, i sindaci in campo per salvare gli ospedali e le loro eccellenze.

Ieri il siluro della Fds investe direttamente la Regione, che Gumirato lo ha nominato ad inizio anno. «Il dg ha atteso la ratifica di quanto deciso dalla quinta commissione consiliare, che ha solo rinviato la chiusura di Cardiochirurgia», continua Pettenò, «invece che difendere in tutte le sedi le prerogative del reparto, in un’ottica di area vasta che partisse da Mirano e non da Mestre. Alla fine Gumirato ha dimostrato di assecondare il volere dei politici di turno. Ecco perché ci chiediamo quale sia la sua funzione in capo all’Asl 13, dato che non ha difeso i reparti di eccellenza in essa presenti. Il presidente Zaia e l’assessore Coletto gli revochino l’incarico, disponendo il commissariamento dell’Asl 13 da parte del Segretario generale alla sanità».

Filippo De Gaspari

 

MIRANO – «Chiediamo al governatore Zaia e all’assessore Coletto di revocare la nomina di Gino Gumirato come direttore dell’Ulss 13, disponendo il commissariamento della stessa Ulss».

La mossa è di Pietrangelo Pettenò, consigliere regionale della Federazione della Sinistra, che attacca:

«Per mesi Gumirato ha appoggiato la linea della Regione sulla chiusura di Cardiochirurgia a Mirano, ma il direttore avrebbe dovuto difendere una tale eccellenza e ascoltare i cittadini anziché assecondare le decisioni dei politici di turno».

(g.pip.)

 

CAMPAGNA LUPIA – Sanità, opposizione contro il sindaco: «Grave l’assenza alla manifestazione»

CAMPAGNA LUPIA – Opposizione all’attacco: «Il sindaco pare d’accordo coi tagli all’ospedale».

Francesca Bressanin, consigliere d’opposizione di “Impegno e solidarietà” critica il primo cittadino, Fabio Livieri, per la sua assenza alla manifestazione organizzata dal comitato Marcato per chiedere la modifica delle schede ospedaliere e bloccare i tagli previsti.

«Hanno aderito anche i sindaci della Riviera – dice Bressanin – Grande assente il sindaco di Campagna la cui posizione rispetto ai tagli alla sanità è già nota».

Per l’opposizione il comportamento del sindaco è stato grave. «Troviamo davvero incomprensibile – dice Bressanin – la posizione del sindaco. Quello della sanità è un tema che ha bisogno, più di altri, che vi sia una forte azione politica unitaria di tutti i sindaci coinvolti, a prescindere del colore politico. Livieri, invece, sembra essere d’accordo sui tagli e si rivolge ai cittadini che protestano come a persone incapaci di adattarsi ai cambiamenti».

(E.Com.)

 

Sanità, raccolte tremila firme per Ostetricia-ginecologia

Oltre tremila firme raccolte in meno di una settimana a difesa del reparto «Materno-Infantile» dell’ospedale di Mirano. La petizione è stata lanciata nei giorni scorsi dal comitato Carlo Salvioli e ha fatto registrare subito una risposta massiccia. La raccolta-firme è stata indetta per opporsi alla paventata chiusura di un primariato di Ostetricia-Ginecologia.

Dieci giorni fa la commissione regionale Sanità ha prospettato l’unificazione tra il primariato di Dolo e quello di Mirano. Il comitato teme un ridimensionamento dell’attività miranese: «Il reparto di Mirano non si tocca, qui ci sono un primario di grande esperienza e quattro sale completamente a norma. A Dolo i parti sono 850 all’anno, mentre Mirano con 1350 parti rappresenta il primo punto-nascite della Provincia».

L’altro capitolo riguarda Cardiochirurgia: per il direttore generale 223 pazienti all’anno rappresentano un volume troppo basso ed è necessario integrarsi con altre Ulss; anche in questo caso il comitato teme i tagli al servizio e dunque il coordinatore Aldo Tonolo attacca: «Il direttore è in malafede. Il parere di comitati e cittadini va sempre ascoltato, con un referendum popolare hanno il potere di mandare a casa la direzione di una Ulss».

Il direttore Gumirato replica: «Certi toni sono offensivi nei confronti dell’Ulss, i dati riportati sull’attività di Cardiochirurgia sono conosciuti e incontrovertibili. Sono in serena attesa delle decisioni della giunta regionale, sulla base delle quali porterò avanti il mio lavoro». Una decisione che potrebbe arrivare in queste settimane.

 

MIRANO «Il direttore generale è in malafede, fa finta di non sapere che i dati del comitato Salvioli derivano dalle schede statistiche dell’Ulss».

Il coordinatore Aldo Tonolo replica così alle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dal direttore generale dell’Ulss 13 Gino Gumirato, che ha tacciato i comitati di fare demagogia per «salvare» il reparto di Cardiochirurgia.

«La media è di 0,8 pazienti al giorno, non si può lavorare con volumi così bassi – ha spiegato Gumirato – Integrare il reparto miranese con l’Ulss 12 di Mestre è indispensabile. Una scelta efficiente sarebbe quella che porti ad avere meno reparti con più casi trattati».

Ma il Salvioli non ci sta: «Con l’organico al completo in passato si è arrivati a 330 interventi l’anno. Basta con questo boicottaggio».

Tonolo chiude con una provocazione: «Il parere di comitati e cittadini va sempre ascoltato, con un referendum popolare hanno il potere di mandare a casa la direzione di una Ulss. Non è mai successo ma c’è sempre una prima volta».

(g.pip.)

 

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui