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La campagna parte da Ponte: documenti di protesta a Provincia e Regione «Se non ci ascolteranno programmeremo azioni eclatanti per salvare i treni»

PONTE DI PIAVE – Sindaci e cittadini uniti contro il nuovo orario cadenzato dei treni sulla tratta Treviso Portogruaro. Dalla conferenza che si è svolta ieri in municipio a Ponte di Piave sono scaturite iniziative da inviare in Regione e in Provincia. Erano presenti i sindaci di San Biagio, Ponte di Piave, Oderzo, Motta e i rappresentanti di “Oderzo si muove”, che per primi hanno segnalato il problema degli orari dei treni pensano al futuro. Se le iniziative istituzionali non dovessero sortire effetti inizieranno azioni eclatanti.

«Intanto abbiamo cambiato nome», dicono i rappresentanti del gruppo, che ha il pieno sostegno dei sindaci, «Viste le tante adesioni, ora siamo diventati “La tratta si muove”. La tratta significa, che tutti i pendolari della Treviso-Portogruaro stanno aderendo. In due giorni abbiamo raccolto 680 firme».

Il problema è noto: si prevede la soppressione di numerose corse. Penalizzante in modo particolare la soppressione della corsa del mattino fra le 7 e le 8 che lascia a piedi centinaia di studenti e di lavoratori.

Il sindaco di Ponte di Piave Roberto Zanchetta, chiede: «Cosa c’è dietro a queste scelte apparentemente senza logica? C’è un disegno strategico per sopprimere la tratta dicendo che non ha utenti? Non ha utenti perché gli orari dei treni sono incongrui. Nessuno ha risposto alla lettera che i sindaci hanno inviato la scorsa estate. Da questa riunione usciamo con un documento da inviare in Provincia e in Regione:devono rispondere. Si può fare molto spendendo poco».

Il sindaco di Motta afferma: «Non hanno fatto le opere che abbiamo chiesto da sempre: le barriere fonoassorbenti, la riduzione della velocità dei treni merci, rendere noto ai sindaci quali materiali vengono trasportati dei treni merci».

Anche il sindaco di Motta pensa che ci sia una strategia dietro ai tagli dei treni passeggeri. Lunedì sera il consiglio comunale di Oderzo approverà una mozione sul nuovo orario ferroviario.

«La mozione è per far sentire che cittadini e sindaci sono uniti e per dare modo all’assessore Chisso di portare le nostre istanze in Regione», afferma il sindaco di Oderzo Pietro Dalla Libera. Le osservazioni vanno depositate entro il 5 dicembre, dal 15 dicembre entrerà in vigore il nuovo orario. Per gli studenti e i lavoratori la corsa del mattino potrebbe essere soppressa: tutti di nuovo a intasare le corriere e la Postumia, come venti anni fa.

Giuseppina Piovesana

 

DA META’ DICEMBRE L’ORARIO CADENZATO

CHIOGGIA – Rivoluzione sulla linea ferroviaria Chioggia-Rovigo con il nuovo orario cadenzato, che partirà da metà dicembre. Finalmente i pendolari della tratta cantano vittoria dopo anni di disagi a causa delle poche corse e dei mezzi vecchi. Si sta per concretizzare il progetto di più corse, a intervalli regolari e con una maggior capillarità del servizio. La notizia estremamente positiva, già accolta con entusiasmo da alcuni pendolari della linea, è quella di un miglioramento del servizio dal punto di vista delle corse, che aumenteranno dalle 14 attuali a 21, ovvero 11 di andata e 10 di ritorno. Una manna dal cielo per i pendolari chioggiotti diretti nell’adriese e nel rodigino, ma anche a Ferrara e Bologna. Tutti, grazie al nuovo sistema che dovrebbe rendere più agevoli i collegamenti, riusciranno a godere di orari più comodi e finalmente di corse a intervalli regolari. Primo aspetto positivo che notano i pendolari è la scelta di prolungare l’orario serale con due corse aggiuntive: attualmente l’ultimo treno diretto a Chioggia da Rovigo parte infatti alle 17.34, ma da metà dicembre saranno probabilmente aggiunti almeno altri due convogli e l’ultimo potrebbe partire dopo le 19. Con il nuovo sistema il tempo di percorrenza, da Chioggia a Rovigo, si attesterà a un’ora e dieci minuti, mentre i servizi giornalieri cresceranno del 50%. Esiste già una prima bozza del nuovo orario, non ancora definitiva e soggetta quindi a possibili variazioni. Una prima ipotesi prevede partenze, da Chioggia verso Rovigo, alle 5.35, 6.35, 7.35, 9.35, 12.35, 13.35, 14.35, 15.35, 17.35, 18.35, 19.35. Per il ritorno il programma prevede partenze alle 6.15, 7.15, 8.15, 9.15, 13.15, 14.15, 16.15, 17.15, 18.15, 19.15.

Andrea Varagnolo

 

SAN DONÀ «Serve un modello diverso di orario ferroviario cadenzato». Il circolo Pascutto-Geretto di Legambiente Veneto Orientale chiama a raccolta i pendolari e organizza un’assemblea pubblica per discutere di “Orario cadenzato veneto: occasione mancata od opportunità?”.

L’appuntamento è per sabato alle 9.45, nella sala Ronchi del Consorzio di bonifica in piazza Indipendenza.

All’incontro interverranno il segretario regionale della Filt-Cgil Ilario Simonaggio, Ivano Mometti di Federconsumatori Veneto, il responsabile trasporti di Legambiente Lombardia Dario Balotta, nonché il presidente della conferenza dei sindaci Andrea Cereser.

«Grazie anche alla presenza di Dario Balotta, vogliamo presentare un modello sul quale basarsi per costruire un orario cadenzato», spiegano da Legambiente, «sull’ipotesi di cadenzamento, di cui non abbiamo peraltro ancora certezza, la Regione ha di fatto lavorato per conto proprio. Noi sosteniamo che l’orario cadenzato è una grande opportunità su cui costruire un sistema di mobilità regionale. Ma non lo si può fare senza coinvolgere i pendolari e analizzare i bisogni del territorio».

(g.mon.)

 

PORTOGRUARO – Nuovo attacco dei No Tav al Comune: «Anziché aprire un dibattito serio con cifre e dati sul progetto Tav, l’amministrazione presenta uno studio sulle infrastrutture finanziato da chi ha diretti interessi privati sull’alta velocità».

Il gruppo No Tav di Portogruaro ha contestato l’iniziativa in programma il 29 novembre che verrà presentata alla stampa domani, con l’illustrazione dei risultati dello “Studio a supporto della fattibilità di una infrastruttura logistico – intermodale nel Veneto orientale”, realizzato da Nomisma Spa.

«Prendere in considerazione uno studio finanziato da chi ha diretti interessi nelle costruzioni delle infrastrutture facendolo passare come un momento di approfondimento sui temi della logistica e dei grandi corridoi europei – dicono i No Tav – è l’ennesima dimostrazione di quanto in Comune siano completamente privi di dati oggettivi sulla reale utilità della Tav Venezia-Trieste. È evidente che amministratori bravi, seri, preparati e onesti certe cose non le farebbero, e nel caso in cui involontariamente inciampino in errore, annullerebbero immediatamente la presentazione di tale studio e porgerebbero pubbliche scuse ai cittadini».

(t.inf.)

 

TRENI – Da metà dicembre il cadenzato: pendolari divisi e studenti preoccupati

VITTORIO VENETO – (l.a.) Il nuovo orario divide i pendolari e preoccupa gli studenti. Il comitato “Il Treno dei desideri”, riunitosi martedì sera, ha esaminato il cadenzato ufficioso che rivoluzionerà il trasporto su rotaia dal 15 dicembre.

«Ci sono ancora possibilità di variazioni sull’ordine del paio di minuti -avverte Enrico Caberlotto, leader del “Treno dei desideri” -ma l’orario è ormai segnato».

Moltissime le novità: nella giornata feriale media ci sarà un collegamento all’ora da Vittorio per Conegliano e per Belluno. Tutti i treni fermeranno a Soffratta. Secondo le anticipazioni del comitato, che sta pensando a un incontro pubblico per illustrarle agli utenti della ferrovia, il treno per Conegliano partirà al minuto “1” di ogni ora, con ” buchi” nella giornata. Nel primo mattino, ad esempio, treni alle 6.01, 7.01, 8.01 e 9.01, quest’ultimo senza coincidenza per Venezia mentre per gli altri si tratterà di attendere poco più di 10 minuti a Conegliano.

I convogli per Ponte nelle Alpi e Belluno partiranno al minuto “2” di ogni ora dopo una sosta in stazione di 5-6 minuti, incrociando quelli in arrivo dalla montagna proprio allo scalo di via Trento e Trieste. La decina di presenti alla riunione di martedì, alla quale erano stati invitati sindaci del comprensorio, ha riflettuto a lungo sulla rivoluzione:

«Non è un orario perfetto -ammette Caberlotto, che con altri pendolari ha partecipato ai tavoli preliminari con Regione e Trenitalia- chi è già pendolare si è dimostrato, non senza motivo, perplesso per i nuovi orari, soprattutto al mattino. Penso a chi è abituato a utilizzare il treno per Venezia delle 6.44 e ora dovrà anticipare la sveglia per prendere quello delle 6.01 o andare alle 7.01 rischiando di fare tardi. E sul treno delle 8.01 temiamo sovraffollamenti. Il cadenzato potrebbe in compenso attrarre nuovi pendolari».

Un pensiero va agli studenti che prendono il treno: oggi arrivano da Conegliano alle 7.45 e ripartono alle 13.14, orari funzionali. E invece «l’impostazione dell’orario cadenzato per gli alunni delle scuole vittoriesi non è ottimale. Al mattino si arriverà da Conegliano alle 6.57 o 7.57» riflette Caberlotto. Il cadenzato potrebbe portare più avanti una novità storica, che per ora è solo un’idea: un sottopassaggio tra 1. e 2. binario con nuovo marciapiede al posto dell’attuale binario 3.

 

IL PD DI MEOLO

MEOLO «Siamo contrari alla Tav litoranea e a quella lungo la linea storica. Ora è prioritaria la riqualificazione e l’ottimizzazione dei due binari esistenti».

Il circolo del Pd di Meolo interviene sulla questione dell’Alta velocità-Alta Capacità Venezia-Trieste, dopo che le parole del responsabile ministeriale per i corridoi di trasporto trans-europei, Roberto Ferrazza, sono tornate a infiammare il dibattito sulla grande opera, giudicata necessaria dallo stesso ministero.

«Il Pd si è già espresso. Siamo contrari alla Tav litoranea e a quella lungo la linea storica. La Tav litoranea devasterebbe un territorio che deve rimanere vergine, mentre quella lungo la linea storica creerebbe una ferita inaccettabile ai paesi lungo il tracciato», avverte il segretario democratico Giampiero Piovesan, «ora è prioritaria la riqualificazione e ottimizzazione dei due binari esistenti, sfruttandoli fino in fondo. Non vogliamo che la discussione sulla Tav metta in secondo piano la nostra priorità, ovvero quella di un trasporto locale funzionale, di qualità e moderno».

Per il Pd va finalmente fatta decollare la metropolitana di superficie. «Crediamo sia fondamentale investire sulla metropolitana di superficie», conclude Piovesan.

(g.mon.)

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Soppresse da tre giorni le corse delle 6,30 lungo le linee per Treviso e Padova decine di viaggiatori costretti a ripiegare sull’auto per raggiungere scuole e uffici

MONTEBELLUNA – Treni falcidiati lungo le linee per Treviso e per Padova, con i pendolari che sempre più spesso vengono lasciati a piedi con la conseguenza di arrivare in ritardo al posto di lavoro o a scuola.

Se sabato pomeriggio ritardi abissali e cancellazioni lungo le linee per Padova erano dovute al treno su cui si era sviluppato l’incendio nei pressi di Feltre, da domenica in poi non ci sono state cause eccezionali a provocare disagi nei trasporti ferroviari. Ma ritardi e cancellazioni sono continuati imperterriti.

Ieri mattina il treno delle 6.42 per Padova è stato soppresso, quello successivo delle 7.24 veniva annunciato con cinque minuti di ritardo, che rischiavano di allungarsi e così parecchi pendolari sono tornati al parcheggio per riprendere la macchina, pur di non arrivare in ritardo al lavoro.

Domenica erano stati un paio i treni del pomeriggio per Treviso cancellati, la domenica precedente la stessa storia, due treni per Treviso cancellati e stessa sorte è toccata alla corsa per Padova delle 18,31.

Insomma anziché migliorare la situazione del trasporto ferroviario nel nodo di Montebelluna va sempre più peggiorando. Il trasporto locale lungo le linee Montebelluna-Treviso, Montebelluna-Padova e Montebelluna-Belluno è sempre più precario. Anche perché se un treno diretto a Belluno viene cancellato, automaticamente viene soppresso anche quello che deve scendere da Belluno a Montebelluna e proseguire poi per Padova, perché viene a mancare il convoglio da far partire. E se la cancellazione di un treno per Treviso viene solitamente compensata con una autocorsa, se viene a mancare il treno per Padova bisogna attendere la corsa successiva, perché non viene attivato un servizio sostitutivo.

E in questa quadro di disservizi continui, sta per inserirsi il cosiddetto orario cadenzato, ossia quello che prevede che i treni partano sempre allo stesso minuto delle varie ore, accompagnato però dall’eliminazione nel nuovo orario delle prime corse che arrivano da Belluno e delle ultime corse in partenza da Padova e Treviso.

«L’orario cadenzato dovrebbe favorire i viaggiatori» dice il sindaco Marzio Favero «perché saprebbero a che ora c’è il treno senza dover consultare l’orario». Sempre, però, che il treno ci sia. «Purtroppo i locomotori sono vecchi» afferma il sindaco di Montebelluna « e quindi i guasti sono frequenti. È questa la realtà».

Enzo Favero

 

San Donà. Il comitato si appella ai sindaci per avere informazioni dalla Regione «Chiediamo di avere subito le nuove tabelle che saranno in vigore tra un mese»

SAN DONÀ – I pendolari chiamano a raccolta i sindaci dei Comuni attraversati dalla linea ferroviaria Venezia-Trieste per affrontare le problematiche sollevate dall’orario cadenzato, che entrerà in vigore tra un mese. La necessità di avviare un dialogo con tutti i sindaci è emersa durante la seconda assemblea del nuovo «Comitato pendolari del Veneto Orientale», riunito a San Donà per fissare un elenco di iniziative da attuare per valutare il nuovo orario cadenzato.

«Il comitato nei giorni scorsi ha fatto richiesta per la visione dell’orario cadenzato presso gli uffici della Direzione Mobilità della Regione e finora non ha ricevuto risposta», denunciano in una nota i pendolari, «questa assenza di informazioni ci preoccupa perché non consente a turnisti, lavoratori, studenti e mamme di organizzarsi per arrivare in tempo utile nel posto di lavoro e di studio, con un impatto probabilmente pesante in termini di qualità della vita, di conservazione del posto di lavoro e di organizzazione dell’orario scolastico per gli istituti superiori».

«Inoltre», continuano i pendolari, «questa situazione non permette al comitato di avviare una riflessione propositiva, in particolare con la Regione e Trenitalia».

I pendolari intendono coinvolgere tutti i sindaci delle località servite dalla tratta Venezia-Portogruaro, ma anche quelli dei Comuni limitrofi dove vivono molti degli utenti della linea.

«Il loro coinvolgimento è necessario, le scelte effettuate da Regione e Trenitalia potrebbero avere riflessi importanti sulla vita cittadina», proseguono dal comitato, «se l’orario non fosse adeguato alle esigenze di lavoratori e studenti, molti potrebbero scegliere di utilizzare l’auto con conseguenze importanti nella vita quotidiana di tutti i cittadini, non solo sulla viabilità».

Oltre che con i sindaci, i pendolari del Veneto Orientale vogliono collaborare anche con gli altri movimenti degli utenti.

«Lavoreremo in modo coordinato con gli altri comitati, in particolare con il comitato di Quarto d’Altino, con cui sono stati avviati i primi contatti», conclude la nota, «riteniamo sterili le logiche campanilistiche e necessaria una visione d’insieme nell’affrontare la questione».

Intanto il comitato chiama a raccolta i pendolari del Veneto Orientale, invitando a far sentire la loro voce sulla pagina Facebook o scrivendo a comitatopendolarivo@gmail.com.

Giovanni Monforte

 

Nuova Venezia – Metro’ regionale, 20 anni d’attesa.

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17

nov

2013

Le stazioni di Mestre centro e Gazzera pronte nell’ottobre 2014. A rischio lo sbocco sulla Castellana

La presentazione del progetto del Sistema ferroviario metropolitano di superficie (Sfmr) risale al 1994: dopo vent’anni di polemiche, annunci e promesse rinviate, il 15 dicembre entreranno in funzione i treni a orario cadenzato, ma perché Mestre possa davvero godere di un sistema metropolitano a servizio della città bisognerà portare, ancora, un po’ di pazienza. Perché l’intervento principale della città, la realizzazione delle due fermate di via Olimpia e della Gazzera, un intervento da 20 milioni di euro, bisognerà attendere quasi un anno: la conclusione dei lavori è prevista per il 16 ottobre del 2014.

Via Olimpia e via Gazzera. Sono due fermate distinte – a 500 metri di distanza l’una dall’altra – collegate da un percorso per i pedoni e le biciclette. La fermata di via Olimpia prenderà il nome di Mestre centro perché sarà, di fatto, a meno di dieci minuti a piedi da piazza Ferretto e sarà realizzata sulla linea Venezia-Trieste. La fermata di via Gazzera Alta, invece, permetterà di prendere il treno sulla linea Venezia-Treviso. L’intervento in corso di realizzazione permetterà anche ai treni che arrivano da Trieste di virare verso Roma (e viceversa) e a quelli che arrivano da Udine di girare per Padova (e viceversa) senza passare per la stazione centrale di Mestre, risparmiando tempo da un lato, ma spostando i passeggeri dalla stazione di Mestre a quella della Gazzera ritenuta più accessibile anche dal punto di vista dei parcheggi. Una possibilità in più offerta dal sistema di scambi e sulla quale Trenitalia sta ragionando.

Vie Brendole-Castellana. Se la conclusione dei lavori delle stazioni è attesa per ottobre 2014, un punto interrogativo resta la realizzazione della strada di collegamento tra via Brendole, alla Gazzera, a servizio della stazione, e via Castellana, all’altezza della rotonda realizzata sotto la tangenziale. La strada era prevista nel piano di espansione che prevedeva, nell’area a ridosso delle due stazioni, la costruzione di circa 350 alloggi, oltre a un albergo e un supermercato. Un progetto fermo al palo, dopo la firma di un accordo con il consorzio di costruttori nel 2006, al quale che non si è più dato seguito. Tanto che lo scorso 8 ottobre l’avvocatura civica del Comune ha scritto una lettera indirizzata al consorzio spiegando che, dopo un tira e molla durato anni, se il consorzio non si decide a convocar un incontro, il Comune prenderà atto del «disinteresse» a proseguire con l’intervento. Superare l’impasse, sul quale ha chiesto chiarimenti anche il Movimento 5 Stelle, sarà necessario per proseguire con la realizzazione della strada – ritenuta fondamentale della Municipalità a prescindere dalla lottizzazione – che potrebbe quindi essere realizzata dopo le stazioni, orfane così dell’importante accesso da via Castellana.

Fermata Marocco. L’altro grande punto interrogativo della rete urbana, sulla linea per Treviso, resta la fermata di Marocco, all’altezza di via Scarante, prevista ma ferma al palo per i dubbi di Trenitalia all’introduzione di una fermata a poca distanza dalla fermata dell’ospedale Dell’Angelo che potrebbe avere ripercussioni sull’organizzazione dei treni con orario cadenzato sulla linea per Treviso. La Regione, spiegano da palazzo Balbi, è al lavoro per cercare di trovare una soluzione che garantisca la fattibilità dell’intervento.

Porto Marghera. La fermata c’è già, potrà essere utilizzata, ma avrà bisogno di un importante restyling. La volontà di una ristrutturazione generale della porta all’area industriale e tecnologica della città – per la presenza del Vega – rimarrà nel libro delle buone intenzioni fino a quando non si troveranno i soldi necessari per realizzarla.

Francesco Furlan

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LA NOVITA’

Entreranno in funzione il 15 dicembre i treni a orario cadenzato, tappa di avvicinamento al sistema ferroviario metropolitano che dovrebbe entrare in funzione a seguire, e a passi, non appena saranno concluse tutte le stazioni del sistema.

In attesa che il sistema metropolitano funzioni a regime, dal 15 dicembre passeggeri e pendolari potranno avere un primo assaggio di come funzionerà.

Poniamo di essere alla stazione ferroviaria di Mestre: al minuto 03 partiranno i treni veloci per Rovigo, al minuto 19 per Verona Porta Nuova, al minuto 49 per Vicenza, al minuto 54 per Padova. Lo shuttle Mestre-Padova, invece, partirà dal binario giardino al minuto 35 e da Padova rientrerà a Mestre al minuto 53. E sulle tratte regionali più importanti ci saranno treni ogni venti minuti. Dalle sette del mattino alle dieci di sera, tutti i giorni.

Funzionerà così il nuovo orario cadenzato, che la Regione sta ancora limando, e presenterà a breve.

Dal punto di vista tecnico il sistema è stato messo a punto da un ingegnere veronese Domenico Menna, che da due anni con assoluta discrezione ha messo a punto il complesso orario cadenzato.

Che ancora prima di partire, sta già suscitando polemiche, come quelle sollevate da Silvano Checchin, sindaco di Spinea, comune la cui stazione può essere considerata a pieno titolo facente parte del sistema metropolitano mestrino.

Con i nuovi orari dei treni regionali, la stazione vedrà passare tre treni anziché quattro nell’ora di punta del mattino. In città infatti, nella fascia oraria 6.55-8, sono oggi presenti per i pendolari quattro convogli: alle 6.55, alle 7.21, alle 7.42 e alle 8 in punto. A servirsene sono circa 300 tra pendolari lavoratori e studenti. Applicando il nuovo però, anziché quattro corse, a Spinea fermeranno solo tre treni nella stessa fascia oraria, la più frequentata. Chi parte dopo le ore 7 avrà a disposizione solo due corse: quella delle 7.39 e quella delle 7.58.

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