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COMUNICATO STAMPA OPZIONE ZERO 15 APRILE

Il Governo toglie dal DEF la Orte-Mestre, ma i partiti di maggioranza mantengono in pista la nuova autostrada. Ieri alla Camera erano infatti in votazione le mozioni parlamentari del Movimento 5 Stelle e di SEL che chiedevano il ritiro definitivo del progetto, e che se fossero state approvate avrebbero scritto la parola “fine” sulla Orte-Mestre.

Peccato che PD, NCD e FI, sempre uniti quando si tratta di grandi opere”, abbiano votato contro respingendo i due documenti; a dar loro manforte anche la Lega Nord che infatti in Veneto, con in testa il presidente Zaia, continua a sponsorizzare la Romea Commerciale e tutte le altre nefandezze partorite nell’epoca di Galan e Chisso.

Ma non è tutto, perché sia il gruppo parlamentare della Lega che quello del PD hanno presentato sullo stesso tema delle mozioni alternative molto ambigue; e se la proposta della Lega è stata respinta per ragioni di schieramento, quella del PD è invece passata a larga maggioranza con voto by-partisan. Nel testo approvato, oltre a difendere lo strumento truffaldino del “project financing”, si chiede al Governo di trasformare la Romea  in una non meglio precisata “arteria veloce a basso impatto ambientale” che con ogni probabilità sarà a pagamento.

A sostegno di questa iniziativa numerosi onorevoli del PD eletti in Veneto come, il segretario del PD regionale Roger De Menech, Andrea Martella, Michele Mognato e l’ex presidente della Provincia di Venezia Davide Zoggia. Incredibile poi che tra i firmatari della mozione figuri anche Ermete Realacci, il presidente onorario di Legambiente, già protagonista del voto favorevole sullo Sblocca Italia, nonostante l’associazione si sia schierata contro l’opera.

Il segnale politico che esprime questo voto è fin troppo chiaro: mettiamo in congelatore la Orte-Mestre fino a quando si saranno calmate le acque agitate delle varie inchieste in corso, poi al momento opportuno la scongeliamo con il microonde.

“Li aspettavamo al varco – commentano Rebecca Rovoletto e Lisa Causin di Opzione Zero –  perché sapevamo che del Governo Renzi e della  sua maggioranza non ci si può mai fidare: il fatto che l’opera non sia inserita nel DEF rallenta per ora l’iter di approvazione del progetto, ma fino a quando la Orte-Mestre rimarrà nel PIS (Piano delle Infrastrutture Strategiche) non potremmo mai abbassare la guardia, e il voto di ieri lo dimostra”.

Va giù duro anche Mattia Donadel, presidente del comitato: “Non se ne può più di questa politica viscida e putrefatta. Le forze politiche che ieri alla Camera hanno votato contro il ritiro definitivo della Orte-Mestre bocciando le mozioni presentate da SEL e Movimento 5 Stelle ora devono assumersi tutta la loro responsabilità di fronte ai cittadini. Non daremo loro tregua, smaschereremo in ogni occasione la loro ipocrisia. Invitiamo fin da ora i nostri sostenitori e in cittadini a non votare per questi partiti, per chi continua con la logica delle grandi opere e della devastazione del territorio, a cominciare dal PD , dalla Lega Nord e dai loro candidati alla presidenza Moretti e Zaia”.

 

Nuova Venezia – Mira. Ancora sangue sulla ROMEA

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12

apr

2015

Un altro morto sulla Romea. Ieri pomeriggio alle 15, nel comune di Mira, un’auto condotta da un anziano di Marghera, Venerino Visintin di 86 anni, è improvvisamente sbandata e si è scontrata con un camion che passava sulla corsia opposta. L’uomo è morto sul colpo, il traffico è rimasto bloccato per oltre due ore.

 

SANGUE SULLA ROMEA – TRAGEDIA DAVANTI A LANDO

Venerino Visintin, 86 anni, forse tradito da un malore. Schianto violentissimo. I pompieri hanno dovuto segare la Panda

Sbanda con l’auto e muore contro un Tir

MIRA – Un’auto sbanda, invade la corsia opposta e si schianta contro un tir sulla Romea. Il conducente Venerino Visintin, 86 anni, residente a Marghera, è morto sul colpo. Questo il tragico incidente poco dopo il ponte dell’Idrovia e che ha mandato in tilt per ore la statale 309 che è stata chiusa .

Tutto si è verificato verso le 15, quando l’anziano, alla guida di una Fiat Panda diretta a Marghera, improvvisamente ha sbandato, forse per un malore e ha invaso con l’auto il senso di marcia opposto. Nello stesso istante stava sopraggiungendo un tir proveniente dalla Lituania che ha cercato di evitare l’impatto ma senza successo. Il terribile scontro ha accartocciato la Fiat Panda, che è finita nel fosso che costeggia la Romea. Il camion ha sterzato ed è finito poi in mezzo alla strada riportando forti danni alla cabina. Subito sono stati allertati i soccorsi dagli altri automobilisti. Sono arrivati in pochi minuti le ambulanze del 118, i pompieri, i vigili urbani di Mira, che hanno rilevato il sinistro e in supporto anche i carabinieri che si sono occupati a regolare il traffico. Nonostante il tempestivo arrivo dell’ambulanza per Venerino Visintin non c’e stato nulla da fare e non è rimasto che constatare ila morte. L’autista del tir invece ha riportato solo ferite lievi e contusioni. Per poter recuperare il corpo, rimasto incastrato nell’auto, son dovuti intervenire i pompieri che hanno tagliato le lamiere della Panda.

La statale è stata chiusa al transito per quasi due ore per liberare la carreggiata dai detriti. I blocchi erano all’altezza dell’incrocio di Giare e degli svincoli dell’idrovia. Si sono formate code chilometriche sia in direzione Venezia che in direzione Chioggia. La situazione è tornata alla normalità solo verso le 17,30.

Ora sarà importante per i vigili urbani ricostruire la dinamica dell’accaduto e soprattutto i motivi alla base della sbandata risultata poi fatale per la vittima. È possibile, infatti che l’improvvisa invasione di corsia dell’auto, possa essere stata anche causata da un malore: sull’asfalto non sarebbero stati riscontrati segni di frenata da parte della Panda. I mezzi sono stati messi sotto sequestro dalla magistratura. Il corpo dell’anziano, che risiedeva a Marghera in via Settembrini 7, è stato portato all’obitorio di Dolo.

Alessandro Abbadir

 

Da 30 anni viene assicurato “un intervento” per mettere in sicurezza la statale

Quel sentiero di promesse e croci

MIRA – Da oltre 30 anni i politici promettono di rendere più sicura la Romea, magari con un semplice guard rail. Invece niente: solo grandi progetti di autostrada, e nel frattempo tragedie e lutti. Tantissimi gli incidenti che si verificano con frequenza quasi settimanale, molti quelli mortali. Il penultimo lo scorso 22 marzo quando Hassana Boussaad, una giovane mamma di origine marocchine, 36 anni, che viveva a Correzzola, è sbandata contro un camion perdendo la vita. Un’altra tragedia lo scorso 19 ottobre, quando all’altezza di Conche di Codevigoin uno schianto tra tre auto perse la vita Lucia Tasso, una bimba di 3 anni di Dolo, e restarono ferite 8 persone. Sempre a marzo si era verificato un incidente mortale nel tratto mirese della Romea, a ridosso del ristorante da “Poppi” a Dogaletto. In quel caso si era trattato di un tamponamento fra sette mezzi, forse causato dal fatto che l’autista del camion che lo ha provocato correva da molte ore senza dormire e senza rispettare le pause previste dai cronotachigrafi. Ieri ha perso la vita un anziano.

I sindaci della Riviera da tempo si sono scagliati contro la pericolosità della strada. «L’autostrada», spiega il sindaco di Camponogara Giampietro Menin, «non serve a nulla e per fortuna è stata tolta dalle priorità del governo. Serve invece mettere in sicurezza l’attuale Romea, ma va fatto subito.

Sulla stessa linea il comitato Opzione Zero: «L’autostrada per fortuna è stata seriamente azzoppata», dice Mattia Donadel, «e difficilmente l’opera sarà riproposta , resta però da sempre il problema della messa in sicurezza dell’attuale strada che costerebbe molto meno dell’opera voluta dalla cricca del cemento e dall’ex assessore regionale Renato Chsso. Ma come sempre le cose semplici non si fanno».

(a.ab.)

 

DOLO – L’anticipazione sullo stralcio della Romea commerciale dal Def è accolta con soddisfazione dal comitato “Opzione Zero” che però attende l’esito del Consiglio dei ministri di domani. Secondo il presidente Mattia Donadel è il momento di festeggiare, ma non certo di smobilitare: «Siamo a un passo da una vittoria straordinaria, sarebbe però un errore abbassare la guardia. Lo stralcio della Orte-Mestre allontana lo spettro dell’autostrada ma non lo cancella. L’opera infatti rimane inserita in Legge Obiettivo». Ieri è stata discussa la mozione dell’onorevole Arianna Spessotto (M5S) con la quale si chiedeva il ritiro definitivo del progetto.

Giacomo Piran

Stop Orte-Mestre, tutti contro tutti

Imprenditori in agitazione per l’annunciata cancellazione dalle Grandi opere: «Così ci fanno chiudere»

Sindaci e imprenditori contestano la marcia indietro del Governo. Esultano gli ambientalisti

LA DEPUTATA M5S – Spessotto: «Ora il Governo deve ritirare il progetto»

OPZIONE ZERO «Scelta obbligata dopo l’inchiesta della Procura di Firenze»

DIETRO FRONT – La Orte-Mestre “esce” dalle opere considerate prioritarie dal Governo

C’erano cinquanta imprenditori ieri a Cavarzere, tutti infuriati perché il Governo si accinge a fare l’ennesima marcia indietro sulla nuova strada Orte-Mestre e, in particolare, sul tratto Mestre- Ravenna, ossia la Romea Commerciale. La certezza si avrà domani quando verrà approvato il Def, il documento di economia e finanza che riduce da 400 a 51 le opere infrastrutturali considerate necessarie per il Paese, abbassando da 380 a 76,3 i miliardi che servono a realizzarle.

La Orte- Mestre è tra le strade stralciate dal Def, proprio ora che chi la voleva aspettava l’apertura dei cantieri entro la fine dell’anno.

L’ex ministro dei Trasporti Maurizio Lupi appena poche settimane fa aveva ribadito che si trattava di un’opera strategica per l’Italia ma Lupi è stato costretto a dimettersi e la Procura di Firenze sta indagando su tutti i protagonisti del progetto. Il fatto è che il tira e molla sulla nuova strada lascia intatti i problemi delle aziende, isolate dal mondo, e la pericolosità della vecchia Romea.

Per questo ieri il presidente di Confindustria Venezia Matteo Zoppas ha incontrato gli imprenditori dell’area di Chioggia, Cavarzere e Cona, e il delegato di Confindustria alle Infrastrutture ha detto che, «ciò che ci amareggia ulteriormente, pur condividendo la necessità di una totale trasparenza degli appalti e di rispetto della legalità, è che si perde completamente un faticoso e complesso lavoro comune da parte delle imprese e degli enti locali coinvolti che aveva portato a risolvere molti dei nodi legati al tracciato e ai punti di accesso». Filippo Olivetti ha ricordato, infatti, che i sindaci di Chioggia, Giuseppe Casson, e Cona, Alberto Panfilio, assieme agli imprenditori «hanno ribadito la loro contrarietà e insoddisfazione per l’ennesimo stop. In particolare la tratta Mestre-Ravenna è una priorità e può rappresentare un’ opportunità di sviluppo economico, perché costituisce una cerniera di collegamento tra il Veneto e l’Emilia Romagna».

Sull’altro versante, anche Opzione Zero e tutte le organizzazioni della Rete nazionale Stop Or-Me, insistono sulla necessità di mettere in sicurezza la Romea «la cui pericolosità ha raggiunto livelli indegni e insostenibili». Però, allo stesso tempo, Rebecca Rovoletto, Lisa Causin e Mattia Donadel sostengono che la battaglia non è ancora vinta del tutto e che bisogna tenere alta la guardia perché «la decisione del Governo è quasi obbligata dopo l’inchiesta della Procura di Firenze, ma il premier Matteo Renzi pochi mesi fa aveva rimesso in pista la nuova strada inserendola nello Sblocca Italia. L’opera rimane tutt’ora inserita nella Legge Obiettivo e quindi potrebbe essere ripescata più avanti. Dobbiamo ottenerne la cancellazione definitiva».

Non a caso, ricordano i comitati contro la Orte-Mestre, proprio ieri il Governo ha chiesto e ottenuto il rinvio del voto sulla mozione parlamentare con la quale la deputata 5 Stelle Arianna Spessotto chiede il ritiro definitivo del progetto: «L’ennesima dimostrazione del tatticismo e dell’ambiguità che caratterizzano l’esecutivo e il partito del presidente del Consiglio, il solito Pd».

Elisio Trevisan

 

VENEZIA  – Sarà domani il giorno della verità sulla Orte-Mestre. Per questo venerdì è infatti annunciata l’approvazione in consiglio dei ministri del Documento di economia e finanza e del relativo allegato Infrastrutture, dal quale il governo sembra intenzionato a stralciare i 396 chilometri che avrebbero dovuto collegare il Lazio al Veneto, nonostante la richiesta degli Industriali di confermare almeno il tratto fra Venezia e Ravenna.

Così ieri alla Camera il governo ha preferito non intervenire nel dibattito aperto dalla mozione di contrarietà presentata dalla veneziana Arianna Spessotto, rinfocolando lo scontro fra il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico.

L’esame in aula si è fermato alle linee generali, rinviando il voto alla settimana prossima. Ma se questo era già stato previsto, ad indispettire il M5S è stato il mancato intervento del nuovo ministro Graziano Delrio. «Capisco l’imbarazzo dei membri del governo – sbotta la deputata Spessotto – nell’assistere alla ricostruzione che abbiamo fatto dell’iter progettuale della Orte- Mestre, una storia di corruzione, malaffare, intrecci tra interessi politici e privati, ma è ingiustificabile il vergognoso silenzio».

Commenta al proposito Mattia Donadel del comitato Opzione Zero: «L’ennesima dimostrazione del tatticismo e dell’ambiguità che caratterizzano l’esecutivo e il Pd».

Risponde il veneziano Andrea Martella, vicecapogruppo del Partito Democratico: «Concorderemo una nuova mozione che tenga conto del Def».

Insistono i pentastellati, con il parlamentare veronese Mattia Fantinati: «La Orte-Mestre non va realizzata, nemmeno dai privati».

Insorge però Confindustria Venezia, con il delegato alle Infrastrutture Filippo Olivetti, che insieme al presidente Matteo Marzotto ha incontrato una cinquantina di soci di Chioggia, Cavarzere e Cona: «Da molti anni gli imprenditori denunciano l’assoluta necessità di approvare e cantierare questo asse viario, che attraversa un’area da sempre isolata e marginale nella provincia e nella regione, che ha sopportato anche per la vicinanza con l’area di Marghera problemi economici e occupazionali
rilevanti. È per questo che in particolare la Romea Commerciale deve continuare ad essere considerata una priorità e può rappresentare una reale opportunità di sviluppo economico in una logica metropolitana. Pensavamo di essere finalmente vicini al risultato, visto che i primi cantieri sarebbero dovuti partire alla fine del 2015. Invece si paventa l’ennesimo stop».

Da registrare nella discussione a Montecitorio la posizione di Emanuele Prataviera, fuoriuscito dal gruppo leghista e furioso «con il presidente Zaia che in tutti questi anni non ha mai voluto nemmeno intraprendere un percorso alternativo a quello presentato a Roma».

(a.pe.)

 

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COMUNICATO STAMPA OPZIONE ZERO 8 APRILE

La notizia dello stralcio della Orte-Mestre dal DEF è accolta con soddisfazione da Opzione Zero e da tutte le organizzazioni della Rete nazionale Stop Or-Me, anche se si attende l’esito del Consiglio dei Ministri di venerdì per verificare che non ci siano tranelli.

Se confermato, si tratterebbe comunque di un risultato molto importante e per il quale comitati e associazioni ambientaliste lavorano incessantemente da anni mantenendo accesi i riflettori, contro tutto e contro tutti, su tutto ciò che quest’opera poteva significare in termini di impatti ambientali e sociali,  di rischi economici, in termini di interessi privati e intrecci malavitosi che da sempre stanno alla base di questo progetto assurdo e devastante.

La decisione del Governo potrebbe impantanare seriamente l’iter di approvazione dell’opera allontanando, almeno per il prossimo futuro, il rischio di apertura dei cantieri nel cuore della Riviera del Brenta e di altri territori di pregio.

Questa scelta è per il Governo quasi obbligata seppure non scontata – commentano Rebecca Rovoletto e Lisa Causin portavoce del comitato –  perché l’inchiesta “Sistema” della  Procura di Firenze ha letteralmente travolto i protagonisti della vicenda Orte-Mestre a cominciare dal proponente Vito Bonsignore, al suo amico di partito e ex ministro Maurizo Lupi, per finire con Ercole Incalza, l’uomo chiave che ha curato l’istruttoria della nuova autostrada.  Si è finalmente aperto uno squarcio nel muro di gomma che nascondeva  tutto il marciume e l’insostenibilità economica dell’”affare Orte-Mestre, ciò che denunciamo da molto tempo. Di fronte a tanta evidenza sarebbe troppo fare finta di niente anche questa volta”.

Opzione Zero dubita infatti del Governo Renzi, lo stesso Governo che pochi mesi fa aveva rimesso “in pista” la nuova autostrada, con l’inserimento di una norma specifica nel Decreto Sblocca Italia finalizzata ad aggirare il parere negativo della Corte dei Conti sul piano economico-finanziario allegato al progetto. Una norma che guarda caso ora compare nelle intercettazioni telefoniche dell’inchiesta  “Sistema”.

Secondo Mattia Donadel è certamente il momento di festeggiare, ma non certo di smobilitare: “Siamo a un passo da una vittoria straordinaria e forse decisiva per questa vertenza, sarebbe però un errore abbassare la guardia proprio adesso: lo stralcio della Orte-Mestre dal DEF allontana di molto lo spettro dell’autostrada ma non lo cancella. L’opera infatti rimane inserita in Legge Obiettivo, e potrebbe essere ripescata in tutto o in parte più avanti, quando le acque saranno meno agitate. Dobbiamo continuare a lavorare per ottenere la cancellazione definitiva del progetto; soprattutto dobbiamo incalzare ANAS e Regione Veneto per risolvere subito il problema Romea, la pericolosità di questa strada ha raggiunto livelli indegni e insostenibili”.

D’altra parte, a conferma di questi timori, Opzione Zero fa notare come proprio questa mattina il Governo abbia chiesto e ottenuto il rinvio del voto sulla mozione parlamentare dell’On. Arianna Spessotto con la quale si chiedeva il ritiro definitivo del progetto; l’ennesima dimostrazione del tatticismo e dell’ambiguità che caratterizzano l’esecutivo e il partito del Presidente del Consiglio, il solito PD.

 

Antenna Tre – Il governo blocca la Orte-Mestre

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7

apr

2015

La svolta dopo gli scandali e il cambio al ministero. Martella (Pd): «Opera esclusa dal Def». Costa 10 miliardi

VENEZIA – Cala la notte sulla «nuova autostrada del Sole». A 150 giorni dal via libera del Cipe al project financing presentato dal gruppo di Vito Bonsignore (Ncd), il governo si appresta a fermare la Orte-Mestre, stralciando il piano da 10,4 miliardi di euro dalla lista delle opere prioritarie.

Alla vigilia della discussione della mozione presentata dal Movimento 5 Stelle alla Camera, approda oggi sul tavolo del consiglio dei ministri l’allegato Infrastrutture al Documento di economia e finanza, un dossier che rispetto ai 419 interventi elencati quand’era ancora ministro Maurizio Lupi ne conserva solo 49 da affidare al suo successore Graziano Delrio, fra cui non è però al momento compreso il nastro d’asfalto che avrebbe dovuto collegare Lazio e Veneto.

Per l’accantonamento definitivo della Nuova Romea Commerciale è attesa appunto la firma del ministro Delrio, che peraltro ancora da sottosegretario alla presidenza aveva espresso dubbi sull’opportunità di un simi le progetto.

«L’orientamento – anticipa Andrea Martella, vicecapogruppo del Partito Democratico a Montecitorio – è ormai di escludere la Orte-Mestre dalla lista delle opere strategiche. Il principio è che sia meglio concentrarsi sulle infrastrutture maggiormente sostenibili dal punto di vista ambientale ed economico, opere più piccole e più facilmente realizzabili, capaci di conciliare le esigenze della viabilità con i bisogni dell’economia in maniera ragionevole».

Va detto che il costo sarebbe stato interamente sostenuto dai proponenti, ancorché a fronte di agevolazioni fiscali in materia di Irap, Ires e Iva pari a 1,87 miliardi. «Non so cosa voglia fare Delrio – afferma il vicegovernatore Marino Zorzato (Ncd) – mi auguro però che, come faceva Lupi, anche lui voglia utilizzare i soldi per dare rapidamente soluzione ai problemi dei territori».

Ma la capacità di attrazione dei capitali privati è solo uno dei requisiti previsti dall’interpretazione rigorosa del codice degli appalti perseguita dal nuovo corso ministeriale. Non verrebbe ad esempio rispettato quello dello stato di avanzamento del pro progetto, ancora fermo al preliminare. Secondo quanto filtra da ambienti romani, tanto potrebbe bastare per far saltare l’opera, finita al centro dell’inchiesta di Firenze.

«Visto che c’è un’indagine in corso e al di là delle posizioni ideologiche sì/ no in cui non mi riconosco – afferma la deputata pd Simonetta Rubinato – credo sia da porsi un interrogativo: questa autostrada può essere considerata una risposta vera alla domanda di mobilità dei cittadini e delle imprese? Credo che possiamo capirlo solo all’interno di un disegno strategico che necessita di un supplemento di riflessione e personalmente auspico che nell’agenda dettata da Delrio si passi finalmente da elenchi faraonici ad una lista di priorità, anche per evitare di ripetere l’errore compiuto in Lombardia con una BreBeMi pesantemente in rosso. In tutto questo non dobbiamo però dimenticare i problemi di sicurezza della Romea e la richiesta di visibilità che arriva da quei territori».

Non a caso a Rovigo il Pd ai più vari livelli istituzionali si era espresso a favore della Orte- Mestre. Per questo Arianna Spessotto, parlamentare del M5S, non si aspetta un esito scontato dal voto che la prossima settimana farà seguito alla discussione sulla sua mozione fissata per domattina: «Non mi faccio illusioni, ma spero lo stesso di essere sostenuta nella mia e nostra battaglia contro un sistema che favorisce il dilagare della corruzione».

Nel dubbio prosegue il mail-bombing dei comitati sui deputati per chiedere il ritiro definitivo del progetto. «L’approvazione della mozione e lo stralcio dal Def – spiega Mattia Donadel di Opzione Zero – sono tappe di avvicinamento all’obiettivo della cancellazione totale».

link articolo

 

Gazzettino – Valanga di mail contro la Mestre-Orte

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4

apr

2015

Fino a mercoledì, quando se ne discuterà alla Camera, i comitati contrari all’opera invieranno appelli ai parlamentari

DOLO – Da ieri e fino a mercoledì 8 aprile, cittadini e organizzazioni della Rete Stop Orte-Mestre bombarderanno di mail i deputati per chiedere il ritiro definitivo del progetto della nuova autostrada ‘Romea commerciale’.

Lo spunto è stato dato da una mozione presentata dall’on. Arianna Spessotto, assieme ad altri, che chiede lo stralcio del progetto e la messa in sicurezza immediata di ’Romea’ e E-45, in discussione alla Camera proprio mercoledì. Anche il Comitato Opzione zero si è attivato.

«La Orte-Mestre è una delle opere più impattanti e costose tra quelle previste in Legge Obiettivo – osservano le portavoci del comitato Rebecca Rovoletto e Lisa Causin – ma, nonostante le iniziative e l’azione di denuncia portate avanti in questi anni da Stop Or-Me, è solo con le inchieste Mose e Sistema che finalmente se ne parla anche a livello nazionale».

Il rischio, per i comitati, è che l’iter di approvazione dell’opera vada avanti benché sia ormai palese che la Orte-Mestre, così come altre ’grandi opere’, sia stata pensata – sempre secondo i comitati – a beneficio delle lobby del cemento e dell’asfalto. «L’azione penale colpisce infatti i singoli responsabili di illeciti, ma non blocca automaticamente l’approvazione dell’opera».

Il comitato dolese aggiunge: «È per questo motivo che associazioni e movimenti chiedono ora a tutti i cittadini di esercitare il massimo di pressione sui deputati inviando a ciascuno di loro una mail in cui si ribadisce l’assurdità del progetto, gli impatti, i costi e soprattutto quali sono le esigenze vere dei territori a cominciare dalla messa in sicurezza di ’Romea’ e ’E-45’».

Opzione zero scriverà anche ai candidati alla presidenza della Regione, ai sindaci dei comuni interessati e alle forze politiche locali affinché si facciano sentire presso il Parlamento.

(L.Per)

 

DOLO – Una tempesta di mail diretta a intasare la posta elettronica dei deputati per sensibilizzarli a far ritirare il progetto dell’autostrada Orte-Mestre.

La singolare forma di protesta cominciata ieri proseguirà fino a mercoledì prossimo, quando alla Camera sarà discussa una mozione parlamentare presentata dall’onorevole Arianna Spessotto (Movimento 5 Stelle) e altri per chiedere lo stralcio del progetto e la messa in sicurezza della Romea e della E-45.

«La Orte-Mestre», spiegano per il comitato Opzione Zero il presidente Mattia Donadel e le portavoci Rebecca Rovoletto e Lisa Causin, «è una delle opere più impattanti e costose tra quelle previste dalla legge obiettivo, ma nonostante le numerose iniziative e l’azione costante di denuncia portate avanti in questi anni dalla rete “No Ar”, è solo con le inchieste Mose che finalmente se ne parla anche a livello nazionale. Il rischio è che l’iter di approvazione dell’opera vada avanti nonostante il progetto pensato ad esclusivo beneficio delle lobby del cemento e dell’asfalto».

Di qui la proposta: «Chiediamo a tutti i cittadini di inviane a ogni deputato una mail in cui si spiega l’assurdità di questo progetto».

Tutte le istruzioni sono già disponibili sui siti www.stoporme.org e www.opzionezero.org: la stessa mail sarà inviata agli onorevoli anche a nome delle singole organizzazioni.

Alessandro Abbadir

 

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