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Gazzettino – Riviera. Novanta chilometri di piste ciclabili.

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26

apr

2014

Il progetto coinvolge sette Comuni

Con grande soddisfazione dell’Amministrazione della Provincia di Venezia e quelle dei comuni di Campagna Lupia, Camponogara (capofila in questo progetto), Campolongo Maggiore, Fossò, Mira, Stra e Vigonovo, è stato attivato un progetto denominato «Pedalando sulle terre della Brenta – Cicloturisti alla scoperta della campagna tra la Brenta e la Saccisica».
Si tratta di un percorso complessivo di 90 chilometri da girare in bici su piste ciclabili e strade secondarie a traffico limitato intorno a sette comuni della Riviera del Brenta. Il master in economia Turistica del CISET ha individuato tutti i percorsi turistici possibili della zona. Li ha segnati, codificati, segnalati ma soprattutto «uniti».
«È stata e sarà una bella avventura – ha affermato l’Assessore al turismo della Provincia di Venezia, Giorgia Andreuzza. La parte sud della Riviera del Brenta si affaccia su valli, barene e oasi naturalistiche, nonché su aree di produzione locale di prodotti agricoli di altissima qualità ed eccellenza. Ma non solo. Ci sono anche ville venete, arte, gastronomia e le grandi produzioni di calzature. Il territorio ha la necessità di essere vissuto turisticamente, intercettando quanti scelgono la forma di viaggio in bicicletta. Con la possibilità di visitare monumenti, chiese, ville, oasi, l’idrovora di Lova, musei e anche ristoranti, alberghi, b&b, agriturismi. Sono stati segnati lungo i percorsi anche le farmacie, gli uffici postali, officine per bici, negozi e supermercati. Insomma, un perfetto vademecum per chi vorrà visitare in bicicletta il grande territorio della Riviera del Brenta».

(v.com.)

 

Gazzettino – Mira. Una nuova discarica di eternit.

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22

apr

2014

MIRA – I Ranger d’Italia l’hanno scoperta in via Seriola

I Ranger d’Italia scoprono una discarica abusiva probabilmente di Eternit in via Seriola a Oriago di Mira.
Nel corso di un sopralluogo una pattuglia di agenti del Nucleo Operativo Ambientale preposti al controllo del territorio nella strada che comunica con Via Seriola Veneta destra e la Statale 309 Romea hanno individuato, alcuni giorni fa, cinque sacchi neri contenenti frammenti di lastre presumibilmente di Eternit.
Una sostanza molto pericolosa che, se ridotta in polvere e dispersa nell’aria, potrebbe essere letale per i polmoni delle persone che la inalano.
Il materiale è stato transennato con del nastro bianco/rosso e la pattuglia ha presentato denuncia agli organi competenti.

(l.gia.)

 

FILIERA ETICAMENTE CORRETTA

MIRA – Il marchio di qualità che certifica la filiera della calzatura in Riviera del Brenta è una realtà: si chiamerà «Made in Venezia – Riviera del Brenta» e certificherà non solo la qualità del prodotto, ma anche l’eticità della produzione. L’accordo è stato firmato da Acrib, Organizzazioni sindacali, Confindustria, Cgia e Cna ed è frutto di mesi di lavoro finalizzato ad istituire un marchio di qualità della filiera, ma anche di contrastare i laboratori clandestini ed il lavoro irregolare, una realtà presente anche in Riviera e che oltre ad essere rischiosa crea concorrenza sleale.
«Le azioni in esso contenute – concordano i firmatari dell’accordo – permetteranno di sostenere e valorizzare le produzioni regolari e locali, puntando a contrastare le attività irregolari oggi presenti nel distretto. Tale progetto e il marchio di qualità e eticità sarà riconosciuto da un ente certificatore terzo a quelle aziende che rispetteranno i criteri e i requisiti richiesti». Nell’accordo è prevista una commissione paritetica che monitorerà lo stato di avanzamento del progetto perfezionando via via l’intesa nel caso se ne ravveda la necessità. «Ora ci aspettiamo dalla Regione un forte sostegno, anche economico, allo strumento definito – commenta Massimo Meneghetti della Femca Cisl di Venezia – per affrontare con impegno e in una logica di sistema un fenomeno, come quello del lavoro irregolare, che ha creato non poche difficoltà alle attività e all’occupazione locale».     Luisa Giantin

LE ACCUSE DI “MIRA FUORI DAL COMUNE”

MIRA – L’ospedale unico di Riviera e Miranese come merce di scambio per far ripartire Veneto City. Questa l’accusa che la lancia la lista “Mira Fuori dal Comune” con il consigliere Mattia Donadel. «In questi giorni», spiega Donadel, «riappare l’ipotesi di un unico polo ospedaliero per Riviera e Miranese. Una soluzione che significa meno posti letto, prezzi più alti per le prestazioni, maggiori difficoltà per gli abitanti dei paesi più lontani, e minore qualità del servizio. L’obiettivo è mettere sul piatto l’ospedale unico come merce di scambio per far ripartire “l’affare” Veneto City, un progetto devastante che oggi è letteralmente impantanato». Forti le accuse al nuovo direttore sanitario dell’Asl 13, Gino Gumirato. «La salute», spiega Donadel, « è un diritto costituzionale e la sanità è un bene comune, non un “mercato di servizi” così come piace tanto a Gumirato. La Riviera e il Miranese hanno un bacino di utenza di oltre 230.000 abitanti distribuiti su una superficie territoriale vastissima. L’unico modo per garantire un servizio adeguato è di assicurare l’Asl 13 come ospedale di rete con due presidi per acuti dotati di strutture con funzioni di emergenza, urgenza, chirurgia e medicina ».

(a.ab.)

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MIRA. Gli uffici postali della Riviera del Brenta e del Miranese hanno accumulato ritardi di due-tre settimane nella consegna della posta. A insorgere sono residenti, associazioni di consumatori e sindaci. «Abbiamo avuto segnalazioni», spiega Alfeo Babato referente della Federconsumatori di Riviera del Brenta e Miranese, «di decine di casi di residenti di Campagna Lupia, Mira, Dolo, Mirano e Salzano di posta arrivata in ritardo. Le bollette vengono recapitate anche 15 giorni dopo, come la posta ordinaria e le stampe. Nel caso delle bollette gli utenti devono poi pagare le morosità negli accrediti successivi. Da quanto abbiamo capito da contatti avuti con gli uffici postali, il problema principale è legato alla carenza di personale fra i portalettere. Una categoria di lavoratori soggetta a pesanti turn-over con una quota consistente di personale in scadenza contrattuale e continuamente sostituito».

A Campagna Lupia un gruppo di cittadini stanchi di ricevere la posta in ritardo si è recato direttamente all’ufficio postale nel capoluogo per protestare per il disservizio. «Ci siamo sentiti rispondere», spiegano, «che la colpa non era loro ma dell’organizzazione di Poste Italiane che utilizza sempre più personale precarizzato» . Il presidente della conferenza dei sindaci della Riviera del Brenta, Giampietro Menin chiederà un incontro urgente con la direzione delle Poste Italiane di Venezia. «È da anni che il problema della precarizzazione dei postini» dice Menin, «si abbatte sulla qualità dei servizi con cui i cittadini poi si trovano a dover fare i conti. Si tratta di una situazione davvero pesante, sia per questi lavoratori, che per chi subisce i ritardi nella consegna del recapito. Poste Italiane deve smetterla di pensare a potenziare la rete di vendita dei prodotti finanziari e puntare invece sulla sua missione che è quella di servizio pubblico».

Interpellata, Poste Italiane assicura che «nei prossimi giorni saranno fatte le necessarie verifiche per capire i disagi in atto». Disagi che sembrano collegarsi anche all’eccessivo turn over con portalettere sempre in scadenza che non conoscono il territorio in cui devono consegnare la posta.

Alessandro Abbadir

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ca’ sabbioni

Crollano le rive del Naviglio anche a ridosso della Brentana nel tratto che va dalla curva Perale ai confini con il comune di Mira, ad Oriago. Per evitare che la carreggiata frani in acqua, nelle ultime settimane è intervenuto d’urgenza il Genio Civile con interventi di consolidamento straordinario degli argini che sono stati fatti investendo oltre 100 mila euro. A spiegarlo è il delegato ai Lavori pubblici, Valdino Marangon: « A Ca’ Sabbioni da anni erano state segnalate sulle rive del Naviglio vere e proprie voragini con massicciate di cemento sconnesse e tunnel che dalla riva si espandevano fin sotto la strada. Questi fenomeni costituivano un pericolo sia per il traffico fluviale, a causa dei numerosi cedimenti all’interno del canale, e anche del traffico viario visto che il cedimento della carreggiata della regionale 11 era sempre possibile». I lavori fatti in emergenza dal Genio Civile su un tratto di 300 metri di riva ora fanno tirare un sospiro di sollievo. «Speriamo che il Genio Civile continui in questa direzione», spiega Marangon, «anche perché tratti di canale da sistemare ce ne sono ancora molti fino alla foce a Fusina ».

(a.ab.)

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Gazzettino – Mira “cede” e dice si’ all’Idrovia

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9

apr

2014

GRANDI OPERE – Salvaguarderà il territorio della Riviera dalle piene di Brenta e Bacchiglione

Dopo la fumata bianca la Conferenza dei sindaci chiede alla Regione di promuovere il progetto

L’amministrazione comunale di Mira dice sì al completamento dell’Idrovia Padova-Venezia. Tra i dieci Comuni della Riviera del Brenta mancava solo il consenso del comune più esteso, più popoloso e più importante del territorio.
Gli aspetti tecnici sono ancora tutti da definire, ma per il momento si tratta di un grande passo avanti verso la realizzazione dell’opera. Alla terza riunione della Conferenza dei dieci sindaci della Riviera del Brenta, Mira è “capitolata” e ha votato a favore del progetto.
I dieci primi cittadini, convocati dal presidente e primo cittadino di Camponogara, Giampietro Menin, hanno sottoscritto un documento unitario che è stato inviato al presidente della Regione, Luca Zaia, affinché lo stesso si faccia promotore dell’iniziativa presso il presidente del Consiglio, i ministri dell’Ambiente, dell’Economia e delle Finanze.
Ecco alcuni passaggi del documento: «La Conferenza dei sindaci della Riviera del Brenta ha constatato come ancora una volta molti Comuni del Padovano e del Veneziano hanno vissuto l’incubo dell’alluvione. L’ipotesi di portata di 350 metri cubi d’acqua al secondo dell’idrovia non è sufficiente per garantire la sicurezza idraulica del Brenta e Bacchiglione, ce ne vorrebbero almeno 400. La soluzione idroviaria proteggerebbe comunque i territori del Padovano e del Veneziano dalle grandi piene del Brenta e del Bacchiglione».
La Conferenza dei sindaci della Riviera del Brenta chiede «di tenere nella massima considerazione la gravità del rischio idraulico che interessa le persone, i beni e le pregevoli attività del territorio interessato dal sistema Brenta-Bacchiglione ad est di Padova, di considerare inoltre che per accedere ai finanziamenti del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2014-2020 è necessario presentare il progetto entro la fine del 2014».
Nel documento si chiede altresì di «procedere con urgenza alla convocazione della Conferenza dei Servizi in forma esecutiva dello studio di fattibilità dell’Idrovia Padova-Mare al fine di effettuare un esame contestuale degli interessi pubblici coinvolti, che tenga in considerazione gli aspetti ecologici e paesaggistici del territorio, comprese le unicità della Laguna di Venezia».

Vittorino Compagno

 

Gazzettino – Riviera / Miranese. Il futuro degli ospedali.

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3

apr

2014

Atto aziendale, i sindaci: «È la strada che porterà qualità e specializzazione»

MIRA – Sindaci a confronto con l’atto aziendale dell’Asl 13 ieri a Mira. «Ci sono cose da capire e chiarire ma l’impianto è quello concordato – ha spiegato il presidente della Conferenza dei sindaci Fabio Livieri, Campagna Lupia – Il punto è che l’Asl 13 non può rimanere come è adesso, i tagli ma anche i costi sono diventati insostenibili, mentre dobbiamo invece puntare a garantire la funzionalità delle strutture ospedaliere e a migliorare la qualità dei servizi. Certo ci sono dei mal di pancia, come provoca ogni cambiamento nel territorio, ma è bene comprendere che questa è l’unica strada per dare specializzazione e qualità ai reparti».

La Conferenza dei sindaci ha discusso ieri l’atto presentato dal direttore generale del’Asl 13 Gino Gumirato e approvato dalla Regione. Un lungo dibattito durato qualche ora che ha messo a confronto le perplessità e le domande dei sindaci dei comuni della Riviera del Brenta e del Miranese, mentre il direttore generale Gumirato ha cercato di spiegare quale sarà il futuro dei due ospedali di Dolo e Mirano.

«È vero che la destinazione dell’ospedale di Dolo è prevalentemente medica – ha illustrato Gumirato – e quella per Mirano è prevalentemente chirurgico-internistica. Ciò però non vuol dire che a Dolo scompare la Chirurgia, anzi, verrà mantenuta di giorno e potrà contare su 27 posti letto, e questo significa che potrebbe contare anche su un incremento dell’attuale attività. Per quanto riguarda poi Noale la buona notizia è che la Regione ha riconosciuto, non solo la destinazione, ma anche le risorse per la realizzazione dell’ospedale di Comunità».

«La conferenza dei sindaci non ha nessun potere di modifica del Piano – ha sottolineato Maddalena Gottardo, sindaca di Dolo – È la Regione a decidere ed è lì che dobbiamo riferirci. Spero solo che le decisioni prese siano definitive e che l’impianto non venga rovesciato tra qualche anno. Devono essere assicurati servizi essenziali come l’emergenza, il primo controllo e la diagnostica».

Luisa Giantin

 

NUOVA VENEZIA – «Asl 13, il direttore faccia chiarezza»

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2

apr

2014

Mira. Oggi conferenza dei sindaci: Gino Gumirato chiamato a dare garanzie sulla sanità in Riviera

MIRA. «Siamo pronti a guidare una protesta che porterà la gente sotto gli uffici della direzione dell’Asl 13 a Mirano, se il direttore generale Gino Gumirato non ci assicurerà che l’ospedale di Dolo non sarà depotenziato». Non usa mezzi termini il presidente della Conferenza dei sindaci della Riviera del Brenta Giampietro Menin alla vigilia della conferenza dei sindaci dell’Asl 13 oggi alle 15,30 in sala del consiglio comunale a Mira, quando sarà presentato il piano aziendale.

Rassicurazioni pretende anche il sindaco di Campolongo Alessandro Campalto. «Ci risulta che il direttore generale» ribadisce Campalto «punti a trasformare l’ospedale di Mirano in ospedale di rete per il bacino dell’attuale Asl 13, ma questo sarà messo in discussione quando gioco forza tutto graviterà intorno a Mestre. Peggio ancora sarà per l’area della Riviera sud. L’ospedale di Dolo rischia di fare la fine di quello di Noale, diventerà una grande lungodegenza. I comuni di Campagna Lupia, Camponogara, Fossò, Vigonovo e Campolongo spesso come utenza hanno gravitato sull’ospedale di Piove di Sacco. Quest’ultimo però verrà assorbito da Padova. Per raggiungere un polo chirurgico bisognerà andare a Mirano cioè a 30 chilometri di distanza. Intorno a questi comuni dal punto di vista sanitario ci sarà il deserto dei servizi».

Un appello ai sindaci è lanciato a Dolo da Giorgio Gei (Ponte del Dolo). «I sindaci della Riviera non diano nessun tipo di avvallo all’atto aziendale» auspica «Debbono invece ribadire quanto più volte già espresso con atti istituzionali: nessuno spostamento di reparti sino al varo delle schede territoriali. Debbono anche chiedere sia fatta chiarezza sulla vicenda Pronto Soccorso, sui progetti presentati, sui costi e sugli importi effettivamente stanziati».

Chiede attenzione anche il sindaco di Vigonovo Damiano Zecchinato. «I servizi sul territorio» dice «vanno potenziati e non smantellati. Faremo molta attenzione al piano che ci sarà presentato da Gumirato».

Bacchetta la Regione il consigliere regionale del Pd Bruno Pigozzo. «L’Asl 13 non deve continuare a essere penalizzata» dice Pigozzo «quando invece è una delle strutture virtuose sotto il profilo dell’efficienza. Ora bisognerà capire se saranno trovati i fondi per la messa a norma ad esempio delle strutture ospedaliere di Dolo. Mancano poi delle risposte precise per la Riviera e il Miranese in merito alla collocazione delle strutture sanitarie intermedie. Sono stati destinati a questa Asl 111 posti letto per queste strutture che serviranno a decongestionare quelle per acuti. Le preoccupazioni dei sindaci sono condivisibili. Domani (oggi per chi legge, ndr) servono risposte precise e convincenti».

Smorza i toni più bellicosi, invece, il presidente della Conferenza dei sindaci dell’Asl 13 Fabio Livieri. «Non c’è alcuna volontà, credo, da parte del direttore generale di punire la sanità della Riviera del Brenta. Si tratta di paure infondate e spesso strumentali, mosse spesso da logiche di parte e di partito».

Alessandro Abbadir (ha collaborato Giacomo Piran)

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«Dopo la dura presa di posizione del Comune di Mira e della conferenza dei sindaci della Riviera, il voto del consiglio comunale di Dolo contro la Orte- Mestre segna in modo inequivocabile una netta inversione di tendenza: di fronte all’evidenza dei fatti, gli argomenti e le ragioni di chi continua a sostenerla non reggono più».

A sostenerlo sono Lisa Causin e Rebecca Rovoletto, portavoce del comitato Opzione Zero, che plaudono la decisione del consiglio comunale di Dolo di votare a larga maggioranza un ordine del giorno contro la realizzazione della Romea Commerciale e per la messa in sicurezza dell’attuale strada statale Romea.

«Esprimiamo grande soddisfazione per questo risultato», proseguono, «che rafforza e dà speranza a chi è da sempre impegnato in questa difficile battaglia. L’opera, oltre che anacronistica, risulta del tutto insostenibile e distruttiva da qualsiasi punto di vista. È significativo che siano proprio Mira e Dolo, i due comuni nel cui territorio dovrebbe trovare spazio la “testa” dell’autostrada, a muoversi contro corrente ».

Il presidente di Opzione Zero, Mattia Donadel crede nella possibilità di fermare l’opera. «L’approvazione del progetto preliminare della Orte-Mestre non è per nulla irreversibile », sostiene Donadel, «si tratta di una decisione politica e come tale può essere messa in discussione in ogni momento».

(g.pir.)

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